La ricetta perfetta: aglio, olio e peperoncino in guazzetto di mare
di Martina LiveraniLa chef del ristorante Signum di Salina, Martina Caruso, ci racconta la sua rivisitazione di un classico della cucina italiana
“E se ci facessimo una aglio-olio-peperoncino?” Tutti abbiamo pronunciato questa frase almeno una volta. Classici e rassicuranti, gli spaghetti “Aop” sono il banco di prova di chi si misura con una ricetta apparentemente semplicissima, pochi ingredienti e passaggi, ma dalla grandi aspettative e dalla soddisfazione immediata. E proprio per questo da non sottovalutare
Tra un cenone e l’altro quando non si ha tanta voglia di stare ai fornelli, o proprio la sera della Vigilia per un piatto furbo ma non banale, gli spaghetti aglio, olio e peperoncino sono una scelta sempre azzeccata. E con i consigli della chef Martina Caruso del Signum a Salina, quel classico fa un salto di tono: entrano un guazzetto di pesce e un aglio pastorizzato che profuma senza appesantire. In fondo, se vale anche per la cucina quello che Calvino diceva dei classici: un classico è un piatto che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.
La lista degli ingredienti è breve: 500 g. spaghetti, olio extra vergine d’oliva, aglio pastorizzato (per prepararlo servono 50 g. di aglio pulito senza anima e 60 g. olio), 300 ml. di centrifugato di prezzemolo (che si ottiene frullando il prezzemolo con acqua), 200 ml. brodo di pesce, 1 cucchiaio Parmigiano, 250 g. pangrattato, 1 cucchiaino di peperoncino secco, vino bianco per sfumare. E poi un ingrediente speciale, come spiega la chef Caruso: “Serve pazienza e vanno rispettati i tempi. È un piatto semplice, ma deve venire da sé”.
Come si prepara l’aglio pastorizzato
“Uso un aglio pastorizzato, che in pratica è un aglio cotto lentamente: trito l’aglio privato dell’anima, lo copro completamente d’olio e lo cuocio in forno a 100 gradi per circa un’ora. Io lo faccio sottovuoto, ma si può fare anche in una cocottina di terracotta: stesso principio, aglio tritato ben coperto d’olio e poi in forno. Questa cottura tira fuori l’aroma dell’aglio, ma lo rende più digeribile: lo pulisco dell’anima il germoglio interno, e la precottura aiuta ancora”. La cosa interessante è che, una volta preparato, si conserva in frigo e si può usare anche per altre preparazioni: è una base versatile e non appesantisce.
Il brodo di pesce
Poi c’è il brodo di pesce. Conviene farlo usando tutte le parti: se si usano pesciolini piccoli, meglio interi, perché è più saporito e rilascia collagene, quindi viene bello gelatinoso. L’importante è non diluirlo con troppa acqua. In alternativa, se contemporaneamente si cucina un secondo di pesce, si possono usare gli scarti: soluzione ideale, per esempio, per la Vigilia.
Il procedimento perfetto
Cuocere gli spaghetti in acqua salata. In una padella fare rosolare l’aglio e il peperoncino nell’olio, senza farli bruciare, sfumare con il vino bianco e aggiungere il brodo di pesce. Scolare la pasta e mantecare nella padella dove si è preparato il soffritto, aggiungendo anche il Parmigiano.
Pangrattato e prezzemolo
Non sono comparse, ma ingredienti fondamentali per dare croccantezza e freschezza al piatto. In una padella abbrustolire il pangrattato con l’olio. Preparare un centrifugato con acqua e prezzemolo.
Un consiglio per la mantecatura
“La pasta va finita in padella per un paio di minuti – spiega chef Caruso – Si aggiunge un po’ di Parmigiano e, se serve, acqua di cottura. Meglio usare una pasta di Gragnano, ricca di amido e con una buona tenuta, così rilascia quello che serve per legare”.
Il tocco finale
Impiattare ponendo sul fondo del piatto il centrifugato di prezzemolo, adagiare sopra gli spaghetti e aggiungere il pangrattato abbrustolito. “Completo il piatto con una salsa di prezzemolo e, sopra, mollica abbrustolita e grattugiata grossolana, per dare croccantezza e sapore”.