“La zuppa inglese è stato il primo dolce che, nel 2013, quando ancora lavoravo nella cucina de Le Giare di Montiano, misi in carta – racconta Gianluca Gorini – il primo in assoluto da quando ho assunto la carica di chef, e da allora, in dodici anni, non è mai uscita dal menu”. Oggi, infatti, spicca sempre nella carta del ristorante Da Gorini a Bagno di Romagna. “Proprio per sottolineare che è nostra anche nell’interpretazione, non è la ricetta originale ma una mia versione, l’abbiamo chiamata Zuppa inglese da Gorini”.
Intanto, rispetto a quella tradizionale – di cui peraltro esistono varie versione, alcune con i savoiardi altre con il pan di spagna, quella di Gianluca Gorini è fatta con la ciambella romagnola, il dolce più tipico della zona, quello che è in tutte le case e in tutti i forni di paese. Altra particolarità è che non si usa la crema pasticcera, ma una crema inglese soffice. Tutto molto semplice, assicura lo chef, e anche se al suo ristorante serve una versione rivisitata, per noi spiega passo per passo come preparare la perfetta zuppa inglese casalinga.
Semplicissima
“È l’unico dolce che davvero mangio. In generale non mangio dolci, ma davanti a una zuppa inglese non resisto: o quella, o niente. Ne facciamo diverse versioni, ma il segreto è sempre la crema con cui componiamo la zuppa – spiega Gorini - A differenza della classica crema pasticcera, la nostra non contiene farina: è una crema inglese molto tirata. Questo spunto me l’ha dato Giuliana Saragoni del Gambero Rosso, che preparava una zuppa inglese semplicissima: ciambella romagnola, alchermes e crema inglese”.
La base, ciambella o savoiardi?
C’è da dire che in Romagna la zuppa inglese si fa con la ciambella romagnola, probabilmente perché nasce dall’esigenza di usare i ritagli o i pezzi di ciambella con qualche giorno alle spalle che inumiditi dal liquore e dalla crema si potevano ancora apprezzare. Lo conferma anche Gorini: “Storicamente la zuppa inglese nasce con i savoiardi. Nella nostra zona, a Bagno di Romagna, però, l’ho vista spesso preparata con la ciambella romagnola. Come tutte le ricette di cucina popolare è dettata dalla necessità e dal recupero: la ciambella avanzata, un po’ secca, si riusa così. Al Gambero Rosso e in tanti altri locali popolari la facevano proprio in questo modo. A me piace molto di più con la ciambella che con i savoiardi perché quando si asciuga assorbe molto più alchermes e la struttura al cucchiaio è più piacevole.”
La ciambella romagnola
Fare la ciambella romagnola è facile: in una ciotola lavorate rapidamente il burro morbido con 100 g di zucchero, poi incorporate l’uovo intero e 65 g di latte, aggiungendo anche la scorza grattugiata di limone, un po’ di cannella e di vaniglia in polvere. A parte mescolate 250 g di farina tipo 0 con 12 g di lievito per dolci e unite al composto liquido poco alla volta, fino a ottenere un impasto morbido ma modellabile, simile a una frolla morbida.
Si chiama così ma non ha il buco
Trasferite l’impasto sulla teglia rivestita di carta forno, date la forma del classico filone affusolato, spolverate bene con zucchero e infornate a 180 °C per circa 25–30 minuti, finché è gonfia e dorata; lasciate raffreddare prima di tagliarla a fette
La crema inglese soffice
La crema inglese tradizionale è fatta con latte, tuorlo e zucchero. “Noi l’abbiamo ingrassata e resa più strutturata – spiega Gorini - sostituiamo il latte con la panna, così diventa più cremosa, montiamo il tuorlo d’uovo con lo zucchero, per renderla più spumosa e ariosa. Volendo, si può aggiungere del cacao alla crema per una versione al cioccolato”.
Procedimento e ingredienti
Per preparare questa crema inglese soffice scaldate mezzo litro di panna con una stecca di vaniglia incisa per il lungo e portatela fino al bollore; nel frattempo montate in planetaria o con una frusta i 4 tuorli con 40 g di zucchero per circa 8 minuti, finché diventano chiari e spumosi, poi versate a filo la panna bollente sui tuorli montati mescolando bene, rimettete il composto nella pentola e cuocetelo mescolando continuamente fino a raggiungere almeno 84 °C, mantenendo questa temperatura per circa 4 minuti, quindi raffreddate subito la crema e aggiungete (se vi piace) la scorza grattugiata di limone.
La zuppa inglese va montata
“Io consiglio di usare un bicchiere o una coppetta, mettere sul fondo la ciambella, magari sbriciolata a pezzi grossolani, non troppo piccoli; irrorare con l’alchermes dosando in base al grado alcolico che si desidera (eventualmente anche diluito), lasciatelo assorbire bene, non si mescola alla crema e non la colora. Poi versate la crema.” Anche nella composizione della zuppa inglese c’è libertà: si possono fare più strati e alternare la crema gialla con quella al cacao.
Prima deve riposare
Gorini ci insegna che è fondamentale il riposo: prima di servire la zuppa inglese deve stare almeno 5–6 ore in frigorifero. “Si può tranquillamente preparare il giorno prima: per Natale, ad esempio, la fai la vigilia e il giorno dopo è perfetta.” Altro consiglio: la stessa crema è ottima anche per utilizzare gli avanzi di panettone o pandoro: li potete tostare leggermente, così vengono ancora più buoni, e poi versare sopra la crema”.
Quale alchermes scegliere?
“Uso un alchermes che facciamo in casa. Da qualche mese ce lo produciamo noi: mettiamo in macerazione alcol con noce moscata, coriandolo, cannella e vaniglia e scorze di agrumi, poi dopo la prima macerazione aggiungiamo acqua di rose, acqua, zucchero e un po’ di colorante alimentare rosso”. Ma questa è un’altra ricetta.