La cucina italiana patrimonio Unesco, il governo: “Grande vittoria”. Pd: “Una responsabilità”
di Tecla BiancolatteDa Giorgia Meloni all’opposizione fino agli addetti ai lavori: i commenti sul riconoscimento ottenuto dal nostro Paese
Per Giorgia Meloni è "la vittoria di una nazione straordinaria che, quando crede in sé stessa ed è consapevole di ciò che è in grado di fare, non ha rivali e può stupire il mondo". Così la presidente del Consiglio commenta in un videomessaggio la notizia della cucina italiana diventata patrimonio Unesco dell'Umanità.
Un "traguardo storico", secondo il ministro della cultura Alessandro Giuli, e “una festa che appartiene a tutti perché parla delle nostre radici, della nostra creatività e della nostra capacità di trasformare la tradizione in valore universale", per il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. “Un asset strategico di grande rilevanza per il tessuto economico italiano", sostiene la ministra del turismo Daniela Santanchè.
"Un riconoscimento straordinario ai saperi, alle tradizioni e alla creatività che unisce generazioni e valorizza i territori, rendendo l'Italia un Paese unico al mondo", scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
“Dobbiamo essere custodi e promotori di questa eccellenza, apprezzata e imitata ovunque", rincara il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, sempre su X.
Si unisce al coro di evviva Matteo Renzi. “Adesso però – posta il leader di Italia Viva – lavoriamo tutti insieme perché le conseguenze dei dazi e delle crisi geopolitiche non danneggino l'intero comparto agroalimentare e i lavoratori del settore".
Anche dal Pd arrivano plausi per il riconoscimento che però, si sottolinea, deve essere un punto di partenza e non di arrivo. "Ora abbiamo la responsabilità di consolidarlo attraverso politiche che garantiscano la tutela delle denominazioni e delle filiere corte, il sostegno alle imprese agricole e alle aree interne, la difesa del lavoro dignitoso unitamente al contrasto al caporalato, la promozione dell'educazione alimentare e della sostenibilità ambientale”, dichiarano la capogruppo Antonella Forattini e Stefania Marino, Nadia Romeo, Andrea Rossi e Stefano Vaccari, deputati Pd della Commissione Agricoltura della Camera.
C’è poco da esultare invece secondo il senatore dell'Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni: "La produzione industriale continua a calare. In questa situazione, la destra esulta per il giusto riconoscimento Unesco alla cucina italiana, che riteniamo un fatto positivo. Pur di non parlare di quello che serve alle imprese e ai lavoratori italiani si mettono a parlare di cucina".
Le reazioni degli addetti ai lavori
"Il riconoscimento Unesco è meritato. Adesso però dobbiamo mantenere questo patrimonio. Dobbiamo intensificare programmi di educazione alimentare, formazione, ricerca, documentazione e sviluppo di progetti di cooperazione nazionale e internazionale", dichiara Andrea Segrè, presidente di Casa Artusi, uno dei promotori della candidatura. Segrè annuncia proprio oggi la nascita dell'osservatorio internazionale sulla cucina e il buon gusto italiano, istituito per “monitorare e valorizzare al massimo questo patrimonio.
Secondo Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, siamo davanti a un successo straordinario che “ci dota di un’arma in più per valorizzare nel mondo la nostra tradizione gastronomica e la vera cultura del cibo italiano. È un traguardo che premia il lavoro svolto e che può tradursi in nuove opportunità di sviluppo economico per l’intera filiera agroalimentare”.
Un “giusto riconoscimento” per il presidente del Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, Domenico Raimondo, a una cucina “modello vincente anche come stile di vita e che ora potrà ricevere nuovo impulso. C'è infatti bisogno di una vasta campagna di sensibilizzazione e di educazione soprattutto delle giovani generazioni, visto che il gruppo tra i 25 e i 44 anni è quello che cucina sempre meno, ricorre più frequentemente al delivery e ordina il 24% dei piatti pronti, in base al rapporto sulla Cucina italiana".
Un risultato importante per i cuochi e gli agricoltori di tutta Italia, anche dal punto di vista della crescita del Paese, sostengono Coldiretti e Campagna Amica, che riportano un'indagine Censis secondo cui il 94% degli italiani ritiene che il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio dell'Unesco sia un'opportunità di sviluppo per l'economia italiana e per l'Italia in generale.
Un grande traguardo per le tante filiere che “uniscono tradizione, innovazione e sostenibilità", afferma Mario Piccialuti, direttore Generale di Unione Italiana Food, “un riconoscimento storico dell'intero sistema produttivo che da generazioni porta nel mondo l'eccellenza del Made in Italy alimentare. Un punto di partenza per rafforzare ulteriormente la tutela e la promozione della cucina italiana nel mondo, valorizzando il lavoro di migliaia di aziende che ogni giorno contribuiscono a scrivere questa storia di successo”.
Un riconoscimento ‘alla carriera’, ma con ancora lunghi secoli davanti, è l’augurio del presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi, che aggiunge: “La cucina italiana è anche ricchezza e lavoro. E il vino contribuisce in maniera determinante anche a questi aspetti – che non sono solo immateriali –, con un saldo commerciale attivo con l’estero per circa 7,5 miliardi di euro l’anno”.
Soddisfazione anche dal presidente di Federvini Giacomo Ponti: “Questo riconoscimento non premia solo i piatti, ma l'intera cultura della tavola, dove le nostre eccellenze enologiche, i distillati, gli amari, i liquori della tradizione e gli aceti giocano un ruolo da protagonisti nel definire l'identità gastronomica nazionale. È la vittoria di una filiera che ha saputo custodire la tradizione guardando al futuro”.