Naviga

La libreria a Notting Hill che da oltre 40 anni unisce cultura, sapori e calore

Tra la test kitchen dove assaggiare torte e budini, e i pranzi letterari, Books for Cooks dal 1983 è un punto di riferimento per i food lover e la comunità locale

3 minuti di lettura

Una vetrina in legno dal gusto vintage, dipinta di un unico colore acceso e ben visibile anche da lontano. Una libreria che si occupa di un unico argomento. Al di fuori della porta, Notting Hill. No, non stiamo parlando di “The Travel Bookshop”, non è il 1999 e Hugh Grant non è innamorato di Julia Roberts. A Notting Hill c’è veramente una libreria che sembra uscita da un film. Si chiama Books for Cooks ed è stata fondata nel 1983. Lì, al 4 di Blenheim Crescent, ogni giorno da 42 anni trasmette sapori e - sul retro c’è una cucina-test - cultura culinaria. Attestandosi nei decenni come una delle istituzioni gastronomiche più sorprendenti di Londra.

Fondata da Heidi Lascelles quando la cucina britannica era ancora bersaglio di ironie globali, Books for Cooks nasce con un’idea tanto semplice quanto radicale: vendere solo libri di cucina. Migliaia di libri. Oggi, più di 8.000 titoli riempiono gli scaffali, un caleidoscopio di cucine, tecniche, micro-tradizioni, classici e pubblicazioni rare che hanno trasformato questa libreria in “the cookbook shop”, come la chiamano da sempre i suoi frequentatori. Una “destination for cookbook fans”, scrive il Guardian, ma anche un punto di riferimento del quartiere, citato da più fonti come la libreria gastronomica più fornita della città. Culturalmente il suo impatto è palesemente importante. Ma nel retro bottega tutto cambia e nasce una piccola magia.

Nel retrobottega una test kitchen

(@booksforcooks) 

Cinque anni dopo l’inaugurazione, infatti, trovò il suo spazio tra gli scaffali una piccola test kitchen. Minuscola, essenziale, razionale come solo un inglese sa essere, e sempre in attività. Qui, ogni giorno, uno degli chef del negozio sceglie una ricetta tra i libri esposti e la cucina, letteralmente, per i clienti. È l’idea più semplice del mondo — cucinare ciò che si vende — e allo stesso tempo ciò che rende Books for Cooks irripetibile. Per un libro di Poesia ci sono i reading. Da Book for Cooks invece le anteprime hanno la forma di una apple pie appena sfornata.

La cucina è talmente piccola che i tavoli trovano posto in un’alcova tra gli scaffali e il bancone. Si arriva, si aspetta, si prende ciò che c’è: un piatto del giorno senza possibilità di scelta, magari una torta, un caffè. Finché dura. Secret London racconta che quattro volte a settimana, puntuale alle 12, parte un nuovo test: una ricetta diversa, un esperimento a porte aperte che crea una micro-fila silenziosa e affamata. E non serve prenotare: è un rito di quartiere, un piccolo club del mezzogiorno. Il profumo invade tutto. Per molti, è il motivo per cui Books for Cooks è diventato “il negozio dal profumo migliore del mondo”. Una definizione che non ha nulla a che vedere con candele e bastoncini per profumare l’ambiente.

Inaugurata nel 1988, nei suoi 37 anni di vita ha visto moltissime cose. E altrettante potrebbe raccontarne. Negli anni la cucina del negozio ha visto passare figure che diventeranno nomi importanti della gastronomia e del food writing britannico. Clarissa Dickson Wright (poi volto di Two Fat Ladies, noto programma televisivo di settore andato in onda su BBC2 dal 1996 al 1999), Rose Prince, Silvena Rowe. Tutte hanno lavorato o cucinato qui.

Alle pareti, libri di ogni provenienza. Alcuni sono classici moderni, altri hanno un fascino quasi enciclopedico, altri ancora sono novità uscite da pochi giorni. La libreria non ha un catalogo pubblico, per scelta: con oltre 8.000 titoli e nuove uscite continue, gestire un inventario aggiornato sarebbe — parole loro — impossibile. E in fondo, gran parte del piacere sta proprio lì: sfogliare, scoprire, annusare, assaggiare.

Il rito del pranzo e gli incontri a tavola

Oltre alla cucina quotidiana, Books for Cooks ospita literary lunches (pranzi letterari, ndr) e appuntamenti con autori o, ancora, si trasforma in un set per corsi, dimostrazioni, incontri: piccole comunità temporanee che nascono attorno a un piatto e a un libro. Il risultato è un luogo che non è solo un negozio né soltanto un bistrot nascosto. È una forma di esperienza: un ponte sensoriale tra la pagina e il piatto.

Perché sopravvive, e perché è ancora rilevante.

In un’epoca di delivery e tutorial, Books for Cooks funziona perché tiene insieme qualcosa di raro: l’idea che la cucina sia un gesto di comunità e di curiosità. Qui si impara a cucinare dal profumo che esce da una porta in fondo al corridoio, si sceglie un libro per ciò che sta bollendo sul fornello e si mangia ciò che capita, sedendosi su uno sgabello qualsiasi. Forse è per questo che questa libreria — con i suoi orari precisi (martedì-sabato 10–18), le sue chiusure di agosto e di Natale, i suoi riti quotidiani — continua a vivere con la stessa convinzione di quando è nata. Ed è per questo che, entrando, capita ancora di sorprendersi. Di riconoscere un odore, di sfogliare un libro, di scoprire un piatto. Di rendersi conto che qui, a Notting Hill, esiste una libreria che si mangia.