Naviga

Ricette d’autore per scoprire, e valorizzare, la pinsa romana

Presentato il volume nel quale gli chef stellati nobilitano con le loro creazioni il prodotto creato da Corrado Di Marco

2 minuti di lettura

Si mangia, è gustosa e non appesantisce. Sembrerebbe una cosa impossibile. E invece no. Perché la pinsa romana queste caratteristiche afferma di averle davvero. E le dimostra sul campo, anzi sulla tavola. Niente di stratosferico o complicato. Si tratta di un semplice mix di ricerca e passione di famiglia. Ingredienti che si mescolano in un libro "L'invenzione della pinsa romana" che ha scritto Corrado Di Marco, ovvero l'inventore di questo impasto di gusto, leggerezza, croccantezza e digeribilità così speciale grazie all'unione di diverse farine selezionate, lievito madre e una lievitazione di 72 ore.

La presentazione

Tutte qualità sottolineate dalla sostenitrice del benessere Rosanna Lambertucci alla presentazione del volume a Roma, in un incontro con l'autore moderato da Luciano Pignataro. Con Claudia Gerini che ha letto alcune pagine del libro. E uno dei figli del protagonista, Alberto Di Marco che si occupa di portare la creazione, registrata nel 2001, all'estero come conferma la prima guida internazionale appena realizzata in omaggio a quella che oramai è celebrata in tutto il mondo come una star ("Siamo tre maschi, e in più c'è una femmina che è la preferita, ed è la pinsa"). Una storia italiana di una famiglia di fornai romani che sa di valore, di forza, di unità. E di successo. Di quel made in Italy che fra pochi giorni avrà un responso per quanto riguarda l'inserimento della cucina tricolore nel patrimonio Unesco.

Le ricette d'autore

Nel libro che ripercorre questa storia guardando indietro e avanti al tempo stesso, non manca una girandola di "gustose ricette da tutto il mondo". Corrado Di Marco, 80 anni portati con la stessa leggerezza della sua creatura, dedica il libro al genitore: "A mio padre, un uomo venuto dal nulla, che ha creato una fortuna: la famiglia". Dentro ci sono ricordi, momenti passati con il nonno che gli ha trasmesso l'amore per la panificazione "di una volta", tappe importanti come la conquista nel 1991 del titolo di campione assoluto nel Campionato mondiale della pizza, allora l'unico del genere. E poi una ricca sezione che raccoglie "gustose ricette da tutto il mondo".

Gli chiediamo quale sia la sua preferita. "La più semplice e più gustosa – ci risponde -. Quella con pomodoro, fatto non con la salsa ma a pezzettoni, e origano". Fra quelle proposte: la " Pinsa eoliana" di Martina Caruso, chef del ristorante stellato Signum, nell'isola di Salina; la "Pinsa con prosciutto d'agnello" di Domenico Candela chef di George ristorante 2 stelle Michelin del Grand Hotel Parker's di Napoli; "Mediterranea Sea Salt" di Pasquale Palamaro (Indaco, 1 stella Michelin Albergo della Regina Isabella a Ischia); "Compleanno alla romana" dello chef Ruben Bondì. E ancora: "Tricolore" di Claudio Silvestri, lo chef della Nazionale italiana di calcio, "Prosciutto innamorato" di Rosanna Lambertucci e diverse pinse internazionali da New York, Los Angeles e Mosca.