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Sulla riva destra del Tagliamento, la cantina che racconta al meglio le potenzialità del Friuli

Augusto Majero Pittini con il figlio Luca 

Borgo delle Oche in 20 anni ha saputo tracciare un nuovo solco, con vini sorprendenti ed emozionanti, dal Metodo classico fino al passito, passando per bianchi e rossi

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Quando a inizio agosto sono arrivato in Friuli, le destinazioni che mi ero prefissato quel giorno erano due: la cantina che vado a raccontarvi e il ristorante di Antonia Klugmann, l’Argine a Vencò a Dolegna del Collio, che la scorsa settimana ha subito la violenza dell’acqua che, per la seconda volta, è entrata nel suo locale, dove ho fatto la cena memorabile dell’anno, con quel pane arrosto che ricorderò per sempre. E nella carta dei vini di Antonia, che abbracciava tutto il Friuli Venezia Giulia e non solo, c’era anche Borgo delle Oche. Dedico a lei, allora, il Pinot Grigio Ramato che mi ha ammaliato, perché possa riprendere quanto prima la sua bella e coraggiosa avventura. Valvasone è uno dei borghi più belli d’Italia, nel cuore della Doc Friuli Grave, pianura friulana occidentale sulla destra del Tagliamento. E qui c’è una realtà vitivinicola che ha interpretato e declinato in modo esemplare l’ampio patrimonio enoico locale. Ha il volto e il carattere di una donna, Luisa Menini, laurea in Tecnologie alimentari. Vent’anni fa ha tracciato un nuovo solco nella secolare azienda agricola di famiglia, fino a quel momento dedita alla coltivazione di seminativi e di uve da conferire alle cantine sociali.

L’incontro, nel 1992, con il futuro marito Nicola Pittini, agronomo ed enologo, fece scattare, oltre alla freccia di Cupido, anche quella indirizzata alla viticoltura di qualità attraverso una filiera completa. Ed ecco i primi investimenti in vigna e nella nuova cantina, fino alla costituzione, nel 2004, dell’azienda Borgo delle Oche, dal nome dell’antica contrada dove abitano.

Ma oggi sono protagonisti, con ruoli differenti, anche i due figli, Luca, laureato in Viticoltura ed Enologia a Udine, e Andrea, laureato in Graphic design per l’impresa a Udine (cura la parte grafica, web e social media). Lavorano su sette ettari vitati condotti in regime biologico (45 mila le bottiglie), suddivisi in tre corpi principali, tutti in pianura: il primo a ridosso del greto del fiume Tagliamento, ricco di ciottoli; un secondo, argilloso con presenza di sassi di grandi dimensioni, ed un terzo composto da argilla e limo. E da dieci anni c’è anche la ricettività con moderno e funzionale B&B – CasaMenini – nel centro storico del borgo medievale di Valvasone, inserito tra i “Borghi più belli d’Italia”.

Andiamo quindi a scoprire il risultato del lavoro e delle sperimentazioni di Luisa, Nicola e del figlio Luca. E partiamo dalla sorpresa del Friuli Metodo Classico “Annilume” 2020, il primo metodo classico ad avere ottenuto la certificazione Doc Friuli in regione. Frutto di uve Chardonnay (75%) e Pinot nero (25%) affinate sulle fecce fini per circa sette mesi, viene poi imbottigliato per la presa di spuma, dove rimane 36/44 mesi sui lieviti prima della sboccatura. Ha colore oro, bollicine fini; naso franco, speziato, intenso etereo. Verde. In bocca è pieno, note balsamiche che ricordano anche il muschio; è intenso, pieno fino in fondo, sapido, con un che di amarognolo. Un extra brut dalla spada acida.

Il Friuli Pinot Grigio 2023, che non subisce chiarifiche, ha colore oro intenso. Al naso senti frutta matura, pera, senape leggera. In bocca è velluto, per un sorso pieno e rotondo, con un finale speziato. Affina sulle fecce fini in acciaio per circa 5/6 mesi. Il 2024 è invece filigranoso e la nota di pera è netta sia al naso sia al palato.

Il Friuli Friulano 2023 è ottenuto da uve della selezione massale di Tocai friulano del 1920 (prof. Toppani); dopo la raccolta, sono macerate per qualche ora a temperatura ambiente e poi subito pressate in maniera soffice. Segue la fermentazione in contenitori d’acciaio a temperatura controllata e l’affinamento per circa 10 mesi sulle fecce fini. Ha colore oro fluido, note verdi marcate con rosmarino, intenso, erbe aromatiche molto caratteristiche. In bocca è pieno, molto elegante, con un suo effluvio di erbe officinali che lo porta a prendere i miei 5 asterischi. Così come il Friuli Malvasia 2022 dal colore paglierino intenso che vira all’oro. Ha poi note mentolate, maggiorana, erbe aromatiche. In bocca è rotondo, filigranoso, sapido.

Il Friuli Pinot Grigio Ramato “Lùsigne” 2022 prende il nome da un termine dialettale (lucciole) ed è strettamente legato a Pier Paolo Pasolini, sepolto a Casarsa della Delizia, e all’Academiuta di lenga furlana, entusiasmante esperienza educativa e poetica per gli allievi dell’allora giovanissimo maestro. Le uve raccolte (da vigneti di oltre 20 anni) sono state pigiate e diraspate e poste a fermentare in contenitori d’acciaio con le bucce a temperatura controllata di 17 °C per 5 giorni; questo regala al vino il caratteristico colore ramato. Successivamente svinato, conclude la fermentazione alcolica e malolattica sempre a temperatura controllata in acciaio. Al termine della fermentazione, il vino viene travasato e affinato per circa 8 mesi in anfore di terracotta a forma ovale. Ha colore ciliegia; naso ficcante, intenso, con piccoli frutti e confettura di fragoline di bosco, ginger. In bocca è molto fine, tannico ed ha carattere, sapido, asciutto. Un monumento che figura fra i 100 migliori vini d’Italia del Golosario di quest’anno.

Il Venezia Giulia Bianco “Lupi Terrae” 2022 (antico nome di Valvasone) è ottenuto da tre vitigni autoctoni: Malvasia, Friulano e Verduzzo. Queste ultime fermentate insieme, sono state macerate a freddo per 24 ore e poi pressate in modo soffice. Il mosto è stato fermentato in barrique francesi, dove ha svolto anche la malolattica, e si è affinato per circa un anno insieme a una parte di malvasia. Ha un colore giallo consistente e al naso note balsamiche, mentolate. In bocca è grande, finissimo, ed evoca il confetto di sambuco, per un finale sapido.

Il Venezia Giulia Traminer Aromatico 2023. Ha note di polpa matura di frutta esotica e di mango, e un che di minerale. In bocca è pieno, con un finale amarognolo. Passando ai rossi, ecco il Venezia Giulia Merlot 2022 dal colore rubino intenso. Al naso senti la confettura di piccoli frutti e prugna. In bocca è fragrante e pregnante. Fa solo acciaio. Il Venezia Giulia Refosco 2021 è il risultato di raccolte in due tempi, le prime raccolte (20%) hanno subìto un appassimento leggero (2/3 settimane) e poi vinificate in tino aperto con follature manuali: le seconde invece, dopo la raccolta manuale, vengono pigiate e diraspate e poste a macerare in vasca d’acciaio a bassissime temperature per 5 giorni senza l’avvio della fermentazione, per favorire l’estrazione di sostanze aromatiche e coloranti. Il 100% della massa è stata affinata in botti da 7 hl di rovere di Slavonia, per 12 mesi. Ha colore rubino brillante; al naso note di piccoli frutti, speziatura, pepe e visciola. In bocca è tannico, cinque asterischi.

Il Venezia Giulia Refosco “Odisseo” 2022. Le uve raccolte manualmente sono state poste a macerare in tino aperto per almeno il 50 % intere, il restante viene diraspato e unito alla massa. Successivamente il mosto è stato fatto fermentare a temperatura massima di 28 °C e i grappoli interi sono stati lasciati a contatto con il mosto e con le uve diraspate per circa 10 giorni e mescolate solo con follature manuali. Poi i grappoli interi sono stati separati dalla massa, sono stati diraspati e rimessi insieme alla restante parte, per continuare la macerazione per ulteriori 10 giorni circa. Il vino, dopo la svinatura e un travaso, è stato affinato in botti da 5 hl di rovere francese nuove per due anni. Prima dell’imbottigliamento subisce solo una leggera filtrazione per togliere i sedimenti più grossolani. Ha note fumé, è vinoso e di carattere, con note aromatiche, come di verde selvatico; in bocca è caldo, pieno, tannico.

Il Venezia Giulia Rosso “Svuàl” 2011 è il primo vino prodotto in azienda ed è un blend di Merlot (70%) e Cabernet (30%). È il termine dialettale per la parola “volo”. Fermentazione malolattica e affinamento in barrique per due anni. Quindi ulteriore affinamento in acciaio per 18 mesi. Grandissimo vino, leggermente ematico, e sempre balsamico, con note di cuoio e un’evidente sapidità che chiude il velluto. Il Passito “Alba” 2024 è ottenuto da Traminer aromatico. Le uve, raccolte surmature, e poste in cassetta, hanno subito un processo di essiccazione naturale in un locale arieggiato per più di 2 mesi, poi sono state pressate in maniera soffice ancora intere con una pressatura molto lenta. Fermentazione lunga e lenta, in acciaio. Naso moderatamente dolce, delicato. La vendemmia 2015 rivela colore ambrato vivo, prugna, dattero fresco, corpo, pienezza, graffiante. Un vino da sogno. Superbo.

Borgo delle Oche

Valvasone (Pn) – Borgo Alpi, 5

Tel. 0434 899 211

Friuli Pinot Grigio Ramato “Lùsigne” 2022: euro 15,50