L’evento

Guida Michelin 2026: attese, novità e territori in fermento

Guida Michelin 2026: attese, novità e territori in fermento

Dai nuovi ingressi ai grandi riconoscimenti, dalle tendenze emergenti alla valorizzazione dei piccoli centri fino al ruolo delle donne. Il racconto di come il gusto italiano sta cambiando

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19 novembre 2025. La Michelin torna in scena con la presentazione della Guida Italia 2026, un appuntamento che ogni anno ridisegna la geografia della ristorazione e misura la temperatura di un settore sempre più in trasformazione. L’attesa è quella delle grandi occasioni, perché le Star Revelation non raccontano soltanto chi sale e chi scende, ma il modo in cui la cucina italiana evolve, respira, si reinventa.

Antonino Cannavacciuolo con la moglie Cinzia Primatesta
Antonino Cannavacciuolo con la moglie Cinzia Primatesta 

Attesa per la nuova edizione

Per arrivare preparati alla nuova edizione conviene guardare alla fotografia dello scorso anno. La Guida 2025, svelata a Modena al Teatro Comunale Luciano Pavarotti-Freni, aveva consegnato un panorama ricco e stratificato, con 393 ristoranti stellati distribuiti lungo tutto lo Stivale. Quattordici erano i Tre Stelle, un nucleo ristretto ma solidissimo, ancor di più con la new entry Gianfranco Perbellini; trentotto i locali con Due Stelle, fascia intermedia in costante irrobustimento; ben 341 gli indirizzi premiati con una stella, quella mappa che racconta la vitalità quotidiana della cucina italiana più autentica. Tra questi 36 nuovi ingressi tra gli stellati, tra cui un unico ristorante promosso al vertice delle tre stelle, 2 nuove doppie e 33 prime stelle assegnate a insegne che sono entrate nel radar della Michelin grazie alla qualità costante del loro lavoro.

Parallelamente, la guida aveva continuato a lavorare sulla dimensione della sostenibilità, ormai parte integrante della valutazione: con 11 nuove Stelle Verdi, il totale dei ristoranti italiani premiati per l’impegno ambientale era salito a sessantanove, un segnale chiaro di come la responsabilità ecologica sia diventata un criterio imprescindibile della nuova eccellenza. Fattore che sembra pronto a tornare anche nella Revelation che si terrà al teatro regio di Parma, dal momento che in occasione delle comunicazioni inerenti i nuovi Big Gourmand 2026, le stelle verdi sembravano salde al loro posto. Ma, dopo i rumor che hanno agitato l’inizio dell’autunno italiano, un po’ di dubbio permane.

Il ruolo delle donne

Accanto ai numeri, però, c’era stato anche un altro tema a muovere la discussione: il ruolo delle donne in cucina. Dei trentatré nuovi ristoranti premiati con una stella, solo tre erano guidati da chef donna — Jessica Rosval, Stefania Di Pasquo e Dalila Grillo. Un dato che più di molti discorsi mostrava la distanza ancora evidente tra rappresentazione e realtà, e che inevitabilmente rientra oggi nelle aspettative di un settore che si interroga su come rendere più accessibile e meno verticale il suo percorso di crescita.

Negli ultimi anni, però, la Michelin ha raccontato anche altro: un’Italia gastronomica che si muove, cambia palco, cambia voce. Le presentazioni itineranti, da Franciacorta a Modena, sono diventate una sorta di cartina termica dei territori più vivi, quelli dove la ristorazione cresce, si contamina, sperimenta. Non semplici scelte logistiche, ma un modo indirettamente rivelatore di leggere dove si concentrano le energie, dove stanno germogliando nuove idee e dove la guida intercetta fermento più che stabilità. È come se, spostandosi, la Michelin seguisse non solo gli chef, ma anche i movimenti sotterranei del gusto italiano: un flusso che non smette di cambiare direzione.

E le stelle green?

In questo scenario si inserisce l’attesa per l’edizione 2026, che potrebbe confermare alcune traiettorie — l’ascesa dei piccoli avamposti territoriali, l’attenzione crescente al green, l’ingresso di nuovi nomi — o sorprendere con scelte più radicali. La ristorazione italiana è entrata in una fase di maturità complessa, fatta di grande qualità diffusa, nuove sensibilità, una curiosità che punta sempre più verso cucine personali e riflessive.

Presto scopriremo se la Michelin deciderà di accelerare questo cambiamento, di consolidarlo o di aprire un capitolo ancora diverso. Di certo, come ogni anno, le stelle diranno molto più di quanto sembrino: non solo chi brilla, ma soprattutto come sta brillando il Paese.

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