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Tassa Ue sui cibi ultra-processati, Lollobrigida: “Proteggere la salute dei giovani”

Il ministro possibilista sulle stretta. ll commissario europeo all'Agricoltura, Christophe Hansen: “Valutare anche l’accessibilità economica degli alimenti”. Intanto l’Irlanda rallenta sulle etichette sanitarie per vino e alcolici: rinvio al 2028 dopo le pressioni dei partner europei

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Le malattie cardiovascolari in Europa aumentano e la Commissione Ue pensa a misure per attenuare i danni e tenere sotto controllo la salute delle persone, a partire dalla regolazione della dieta ed evitando quindi cibi ritenuti dannosi. È un dibattito in corso in questi giorni, sul quale è intervenuto il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. Nel 2022, più di 1,7 milioni di persone sono morte a causa di questa patologia, rappresentando un terzo di tutti i decessi avvenuti in quell'anno all'interno del blocco. E in Italia quasi un terzo dei decessi è legato a questo tipo di patologie.

Il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida 

"Credo che sui cosiddetti cibi ultra-processati bisogna approfondire, bisogna attuare dei meccanismi che proteggano le giovani generazioni", ha detto lunedì 17 novembre il ministro Lollobrigida in un punto stampa a margine del Consiglio Ue Agrifish, interpellato sulle indiscrezioni circolate nei giorni scorsi sull'introduzione di una nuova tassa su alimenti ultra-processati e bevande alcoliche dolci (“alcopops”) nel quadro del futuro piano sulla salute cardiovascolare. "Sottolineiamo spesso quanto sia necessario ridurre la spesa sanitaria e si possono fare due sole scelte: una, che non condividiamo, è quella di ridurre gli ospedali, ridurre i medici, le persone che lavorano in questo settore fondamentali; l'altra è ridurre i pazienti. Per ridurre i pazienti bisogna investire molto su un'alimentazione di qualità ed è su questo che l'Italia si sta spendendo e c'è sempre più, a livello mondiale, un'attenzione su un modello che tuteli la qualità alimentare come elemento di base per un miglioramento dell'esistenza", ha aggiunto Lollobrigida.

L’aspetto economico

"Sulle tasse sugli alimenti, le idee che circolano vanno in direzioni diverse. Alcuni promettono di mettere nel mirino gli alimenti ultra-processati, altri sostengono che i prodotti biologici dovrebbero essere esentati dall'Iva. Quindi è un argomento di cui dobbiamo discutere in una prospettiva più ampia. Ma penso sia molto importante anche tenere presente l'accessibilità economica del cibo per i nostri consumatori. E questo dovrebbe essere il nostro principio guida", ha detto il commissario europeo all'Agricoltura Christophe Hansen in conferenza stampa al termine del Consiglio Agricoltura, rispondendo a una domanda su una nuova imposta a livello Ue sugli alimenti ultra-processati e sugli alcopop, bevande a basso contenuto alcolico, entro il 2026.

"Si tratta di un argomento che deve essere discusso in una prospettiva ampia, ma ritengo sia molto importante tenere presente l'accessibilità economica degli alimenti per i nostri consumatori, che dovrebbe essere il nostro principio guida – ha aggiunto Hansen – Le idee che circolano sono diverse: alcuni sostengono che gli alimenti ultra-trasformati debbano essere oggetto della tassa, altri affermano che i prodotti biologici dovrebbero essere esentati dall'Iva".

L’intervento della Commissione Ue, previsto per il 2026, rientrerebbe nel pacchetto che sarà presentato in dicembre per contrastare la principale causa di morte nell'Ue: le malattie cardiovascolari. Il piano, affidato al commissario alla Salute Olivér Várhelyi, si articola in tre pilastri: prevenzione, diagnosi e screening, cura e trattamento. La promessa è di intervenire sulle abitudini alimentari malsane, sull'uso di alcol e tabacco e sull'applicazione dell'intelligenza artificiale. La bozza del provvedimento, vista da Euractiv, indica che Bruxelles intende applicare già dal 2026 "un'imposta a livello Ue sugli alimenti altamente processati, ricchi di grassi, zuccheri e sale, e sugli alcopops". Non sarebbe, dunque, una semplice “sugar tax”, ma una tassa di più ampia portata.

Altri obiettivi del piano includono la riduzione della mortalità cardiovascolare del 20% entro il 2035, la diagnosi e il controllo di ipertensione e diabete nel 70-80% dei casi e il lancio dell'iniziativa “Eu cares for your heart” per supportare i piani nazionali.

La frenata dell’Irlanda sulle etichette sanitarie sugli alcolici

In questi giorni in Europa si è tornati a parlare anche di etichette sanitarie sulle bottiglie di vino. Con l'Irlanda pronta a tornare sui suoi passi o quanto meno a prendere tempo: Dublino ha infatti rinviato l'introduzione delle etichette sanitarie obbligatorie sugli alcolici, inizialmente prevista per maggio 2026, posticipandola al 2028. La decisione è stata influenzata da pressioni commerciali e dal timore di possibili dazi. Le etichette avrebbero dovuto riportare avvertenze sui rischi oncologici e sul contenuto calorico, seguendo un modello simile a quello applicato ai pacchetti di sigarette. Posizione che fa esultare l’Italia. "Oggi il collega Martin Heydon mi ha confermato la decisione del governo irlandese di procedere d'intesa con l'Italia e gli altri partner europei, per rivedere la normativa nazionale sull'etichettatura delle bevande alcoliche ('health warnings'), rinunciando a posizioni unilaterali che l'Italia aveva contestato – ha scritto sui social Lollobrigida – Un'altra grande vittoria a tutela del nostro sistema vitivinicolo e produttivo. Ti aspettiamo a Verona per il Vinitaly 2026, caro Martin".

La decisione è accolta positivamente anche da Confagricoltura, che la definisce un passo importante verso un approccio più equilibrato e proporzionato alla regolamentazione del consumo di bevande alcoliche. L’associazione sottolinea come la politica sulla salute debba essere definita in modo armonizzato a livello europeo, evitando iniziative unilaterali che rischiano di produrre disallineamenti normativi e difficoltà operative per le imprese del settore.

"Il governo irlandese finalmente ha imboccato la strada giusta – commenta il vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio – La decisione unilaterale di imporre etichette allarmistiche sul vino era sbagliata sia nel merito che nel metodo, perché non serviva a combattere l'alcolismo e non rispettava i principi del mercato unico europeo. Il dialogo che si aprirà adesso all'interno dell'Ue sarà un banco di prova per capire se finalmente anche a Bruxelles i tecnici e qualche politico abbandoneranno la crociata contro il vino e, con essa, le fantasiose proposte di health warning e di tasse da pagare. Perché se il nemico lo abbiamo in casa, diventa ancora più difficile provare a ridurre i dazi imposti da altri Paesi e cercare nuovi mercati per sostenere la produzione e la vendita di uno dei prodotti italiani più amati nel mondo".