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Una guida sulle dolci tentazioni di Torino

Il cioccolato in tutte le sue sfaccettature, prodotti d’eccellenza che trovano casa nelle decine di pasticceria che punteggiano ogni quartiere così come nei caffè storici, simbolo di eleganza sabauda

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Il cioccolato in tutte le sue sfaccettature, i gianduiotti, il bicerin, i cri-cri, il bonet e chi più ne ha, più ne metta. Quando si parla di dolcezza all’ombra della Mole la questione è seria. Ce n’è per tutti i palati. “Dolce Torino”, l’ultima nata delle Guide di Repubblica dirette da Giuseppe Cerasa, accende i riflettori sul capoluogo piemontese e sulle sue dolci specialità.

Prodotti d’eccellenza che trovano casa nelle decine e decine di pasticcerie che punteggiano ogni quartiere così come nei meravigliosi caffè storici, simbolo di eleganza sabauda e garanzia di assoluta qualità. Boiserie, stucchi, marmi, specchi, arredi antichi e luci scintillanti. I caffè storici, in Piemonte, non sono solo gli spazi della pausa quotidiana della contemporaneità ma, da sempre, sono luoghi di confronto, di impegno (anche politico) e di elaborazione intellettuale. Ambienti di condivisione e di incrocio di idee, custodi eleganti di riti collettivi e di solenni momenti storici.

I luoghi della società

La storia dei caffè, in Piemonte, è anche storia della società. Fino al XVIII secolo i luoghi deputati alla socialità erano i salotti privati: ambienti aristocratici, chiusi, governati da regole di classe e di appartenenza. Nei caffè, al contrario, si poteva entrare senza essere invitati. Si poteva osservare, conversare, leggere un giornale, ascoltare un dibattito senza dover chiedere permesso. Lì si è costruita una forma alternativa di partecipazione attiva alla gestione della “res publica”. È stata quella borghese la prima rivoluzione a popolare questi spazi trasformandoli in luoghi di elaborazione culturale, politica e anche gastronomica. Tavolini e banconi sono stati testimoni di dialoghi e dibattiti, riflettendo l’anima della società che cambiava sotto mille aspetti. Un turbinio di movimenti e progetti che trovavano terreno fertile soprattutto a Torino, con una città che da semplice centro di un ducato alpino sarebbe diventata la prima capitale di una Italia finalmente unita dopo secoli di sogni dei poeti.

Fanno parte dell’Associazione Caffè Storici di Torino e del Piemonte locali emblematici come il Caffè San Carlo, il Caffè Torino, Fiorio, Elena, Mulassano, Stratta, Platti, Baratti & Milano, Abrate, Gerla 1927, la Torrefazione Moderna – The Tea, Pepino 1884 e Pfatisch, insieme a insegne storiche distribuite sul territorio regionale tra cui Bonfante a Chivasso, Converso a Bra, Corino 1764 e Savoia Bar Pasticceria a Casale Monferrato, Roletti a San Giorgio Canavese, Pan Belmonte a Cuorgnè, Grigolon a Mondovì, Cagna a Garessio e Deiro a Oropa. Una rete, quindi, ma soprattutto una visione comune: restituire centralità e voce a quegli spazi in cui si sono depositati, nel corso dei secoli, gusti, idee, relazioni e la storia di tutto il Paese.

Oggi i Caffè Storici del Piemonte non sono esperienze da cartolina, né reliquie da contemplare in silenzio. Sono luoghi che ancora oggi accolgono, servono delizie, fanno pensare. Non basta entrarvi: occorre saper ascoltare ciò che hanno da dire. Perché parlano, ancora.

Protagonisti

Sfogliando la Guida si viene catapultati tra le bellezze e le dolci tentazioni di ogni quartiere. Senza dimenticare le interviste ai protagonisti dell’arte dolciaria e non solo (Guido Gobino, Giuseppe Culicchia, Willie Peyote…), i dolci simbolo della città della Mole e gli eventi che li celebrano, le ricette dei pasticceri e la lunga carrellata di indirizzi in cui assaggiare tali irrinunciabili tentazioni (dal bicerin ai gianduiotti, dai cri-cri al cioccolato in tutte le sue sfumature). E con le ATP Finals all’orizzonte anche il tennis diventa protagonista con interviste, ritratti dei grandi campioni e approfondimenti.

Scrive così il direttore delle Guide di Repubblica Giuseppe Cerasa: “Torino è una delle città più dolci d'Italia. Raffinatezza, gusto, tradizioni si uniscono per portare sulle tavole una galleria infinita di golosità. Che poi esplodono dalle vetrine di caffè e pasticcerie, che segnano il ritmo di una esperienza gastronomica unica, in grado di rivaleggiare e vincere le sfide con i cugini di Oltralpe. Dai bonet alle torte di gianduja, dai cremini ai gianduiotti, dal bicerin ai cri cri e ai baci di dama c'è un mondo di bellezze e dolcezze che valgono il viaggio”.

La Guida di Repubblica “Dolce Torino” è disponibile in edicola (12,00 euro più il prezzo del quotidiano) e online su repubblicabookshop.it/guide/ dal 5 novembre 2025 e presto anche in libreria e online su Amazon e Ibs.