È Ardy Ferguson il vincitore della sesta edizione di S.Pellegrino Young Chef Academy Competition. Sous chef di Belong (Hong Kong), Ferguson ha conquistato la giuria di chef internazionali chiamati ad esprimersi definitivamente nella due giorni di Grand Finale a Milano che ha concluso l’evento durato due anni. Ad accompagnarlo in qualità di mentore, Vicky Lau, miglior chef donna dell'Asia nel 2015 per la 50Best, oggi titolare e chef di Tate Dining Room e Mora a Hong Kong. Archipelago Celebration, è il piatto con cui ha vinto, reinterpretazione di un piatto indonesiano per eccellenza, il Nasi tumpeng, a base di riso con vari contorni di carne. Un piatto celebrativo che ha convinto la giuria internazionale composta da Christophe Bacquié, Jeremy Chan, Antonia Klugmann, Niki Nakayama, Elena Reygadas, Julien Royer e Mitsuharu Tsumura.
«Sono profondamente onorato di essere stato nominato vincitore della S.Pellegrino Young Chef Academy Competition 2025: rappresentare l’Asia su un palcoscenico di tale portata è stata un’esperienza indimenticabile – ha detto il vincitore - Creare il mio piatto, ‘Archipelago Celebration’, mi ha permesso di condividere la ricchezza e la vitalità delle tradizioni culinarie indonesiane che mi hanno ispirato profondamente. Questo percorso mi ha sfidato e fatto crescere, permettendomi di entrare in contatto con chef straordinari provenienti da tutto il mondo. Sono immensamente grato alla mia mentore, Vicky Lau, per il suo sostegno, e a San Pellegrino per aver creato una piattaforma così preziosa per i giovani chef».
Sul podio anche Noah Wynants per il Nord Europa Antonis Avouri (Francia).
Il discorso più bello
Prima della proclamazione, dopo la cena a cura di Pia Leon e Jessica Rosval, sul palco, nella sala allestita nel cortile del Castello Sforzesco, è salito lo chef Massimo Bottura. “Dico sempre che lo chef del futuro, o lo chef contemporaneo, è più della somma della sua ricetta – ha esordito sul palco – E l'ingrediente più importante per lo chef del futuro è la cultura. Oggi però voglio aggiungere qualcosa di più. La parola del futuro è coraggio. E coraggiosi sono i suoi cittadini. Quelli che costruiscono ponti invece di muri, che immaginano invece di imitare, che agiscono invece di aspettare il permesso. Perché il futuro non è un luogo. È uno stato d'animo. Vive nelle decisioni che prendiamo ogni giorno nel modo in cui trattiamo le persone, gli ingredienti e le idee. Per lo chef del futuro non si tratta solo di inventare nuove tecniche o tecnologie, ma di raggiungere un nuovo tipo di consapevolezza, culturale, sociale ed emotiva. Uno chef che sa che la conoscenza non è nulla senza coscienza. La creatività significa responsabilità, e che cucinare non significa nutrire le persone. Si tratta di nutrire idee, comunità e speranza".
Il percorso fino a qui
Negli ultimi mesi, la competizione ha viaggiato in tutto il mondo, con 164 giovani chef promettenti under 30 che si sono sfidati nelle finali regionali. A rappresentare l’Italia, Edoardo Tizzanini (Da Vittorio) che però non è riuscito a salire sul podio. “Non ho mai visto un ragazzo lavorare così – ha detto Bobo Cerea prima ancora di sapere l’esito finale della competition –, con tanta determinazione. Dall’idea del piatto fino all’ultima prova”. Sostenuto dal suo mentore, Giancarlo Perbellini, Tizzanini ha presentato “An Artichoke Heart”.
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Un piatto con cui lo chef voleva lasciare un messaggio: non serve eliminare del tutto la proteina animale, ma si può ridurne l'uso e impiegarla in modo consapevole. La carne assume quindi nel piatto il ruolo di accompagnamento, mentre il carciofo diventa il vero protagonista. Tizzanini aveva superato la prova di qualificazione per l’Italia davanti ad una giuria composta da Davide Di Fabio, Karime Lopez, Matteo Metullio, Giancarlo Perbellini e Isabella Potì.