L’iniziativa

Com’è contemporanea la Venezia del Settecento, che rivive grazie a un’inedita collaborazione

Com’è contemporanea la Venezia del Settecento, che rivive grazie a un’inedita collaborazione

Una collezione di piatti per festeggiare due anniversari importanti: i 250 anni del Quadri, ora gestito dai fratelli Alajmo, e i 260 della Geminiano Gozzi, storica manifattura di porcellana passata sotto il controllo dalla famiglia Tognana

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Nella brulicante Venezia della seconda metà del Settecento, piena di incontri e opportunità, iniziano le storie di Giorgio Quadri e di Geminiano Cozzi. Due imprenditori lungimiranti che per primi hanno intuito le potenzialità di due prodotti all’epoca di gran moda, destinati a un futuro glorioso: il caffè e la porcellana. Oggi, per festeggiare gli anniversari rispettivamente di 250 anni dall’apertura del Caffè Quadri e 260 anni della fondazione della manifattura di porcellane veneziana, queste due storie si incontrano nel segno di Massimiliano Alajmo che ha realizzato insieme a Tognana, che detiene il marchio Geminiano Cozzi, una linea di porcellane per la tavola che omaggia i decori e lo spirito dell’epoca.

Nasce così 510, una collezione che interpreta i decori storici recuperati negli archivi della manifattura con uno sguardo contemporaneo, frutto della collaborazione tra Antonio Tognana e i fratelli Alajmo, alla guida del Gran Caffè & Ristorante Quadri dal 2011. “È un incontro tra visione contemporanea e radici storiche – ha spiegato Raffaele Alajmo alla presentazione della collezione – che prende forma sulla linea Burano, in bone China, caratterizzata da linee delicate e profili leggermente smerlati”.

All’interno della collezione, tre decori storici di Geminiano Cozzi emergono solo su metà superficie, lasciando l’altra parte bianca e intatta, come consumata dal tempo. I decori sono i classici Leon Rosso, un leone rampante simbolo araldico di una famiglia vicentina; il Feston Blu, una fascia blu cobalto, orlata di oro, ne disegna i bordi, impreziosita da fiori stilizzati, rintracciato negli archivi di fabbrica con il nome Blò e Oro; e Chinesi Fiori Finiti, con un motivo floreale d’ispirazione Imari, che testimonia la fascinazione per l’Oriente dell’epoca, intrecciato con le celebri carpe Koi con i baffi, simbolo di buona fortuna.

I fratelli Alajmo con Antonio Tognana e Tamara Mascarello
I fratelli Alajmo con Antonio Tognana e Tamara Mascarello 

“Abbiamo lasciato passato e presente, una pagina bianca e una pagina scritta – ha spiegato Massimiliano Alajmo riferendosi alla scelta di lasciare il decoro solo su metà della superficie del piatto, il resto bianco – i piatti sono cornici per poter dialogare con le pietanze. C’è un richiamo al passato, come fossero stati cancellati per riscrivere qualcosa. Il fatto che una metà del piatto resti nitida e l’altra sfumi verso il bianco racconta il passaggio tra passato, presente e divenire. È un oggetto che ti proietta in una dimensione spazio-temporale senza confini”

La collezione 510 è già utilizzata al Quadri e negli altri ristoranti del Gruppo Alajmo, e sarà disponibile in vendita già dai prossimi mesi per hotellerie e ristorazione di alta gamma e nautica di lusso. “La porcellana rappresentava allora il nuovo lusso – ha raccontato Marcella Ansaldi, studiosa di arti applicate, intervenuta alla presentazione della collezione – L’aristocrazia veneziana faceva a gara per sfoggiare sontuosi servizi da tavola, da caffè, da cioccolata o da tè. Cozzi, con genio e audacia, riesce a carpire il segreto della composizione della porcellana, ottenendo dalla Serenissima l’esclusiva per produrre quella materia sottile e luccicante. I suoi decori, vivaci e raffinati, rispecchiano il gusto della Venezia dei fasti, caratterizzando in modo inconfondibile i prodotti marchiati con l’àncora rossa della storica manifattura”.

A Venezia per la prima volta in Italia, a metà del Settecento, si produce la porcellana, oggi la rinnovata attenzione per la tavola che accompagna l’alta cucina e la curiosità crescente per le arti applicate, permette di dare visibilità a storie e oggetti senza tempo. “Con i fratelli Raffaele e Massimiliano Alajmo è nata da subito una perfetta intesa e condivisione di valori – ha detto Antonio Tognana – Loro, maestri della cucina e dell’ospitalità; io, produttore di strumenti perfetti per accogliere e presentare le loro creazioni. Entrambi mossi dalla volontà di far rivivere la cultura della tavola e l’eredità delle nostre prestigiose realtà veneziane: la Manifattura Geminiano Cozzi, fondata nel 1765, e il Gran Caffè Quadri, nato solo dieci anni più tardi, nel 1775. Assieme totalizziamo 510 anni”. Da qui il nome della collezione.

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