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Dal miglior chef al migliore oste, ecco i Campioni del Gusto 2025

L’atto conclusivo del Festival di Bologna: la premiazione dei 10 giovani talenti under 30 selezionati dalla redazione: “Sono il futuro della ristorazione italiana”

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Riconoscere il valore e premiare il talento, soprattutto nei giovani. È andata in scena la prima edizione de “I Campioni del Gusto, under 30”, la cui premiazione si è svolta durante il festival C’è + Gusto a Bologna. Dieci categorie indagate, altrettanti giovani esponenti da tutta Italia chiamati sul palco di Palazzo Re Enzo dalla direttrice Eleonora Cozzella. Una targa celebrativa, un piatto realizzato a mano dai ragazzi dalla Cooperativa EtaBeta di Bologna, charity partner della manifestazione, e un lungo applauso ha accolto i premiati che non hanno saputo nascondere stupore ed emozione. Una selezione corale, partecipata tra redazione e collaboratori sparsi in tutta Italia, che negli ultimi mesi ha raccolto segnalazioni per ciascuna categoria, prima di sancire i vincitori e motivare la scelta che ha portato alle assegnazioni.

Ecco l’elenco dei premiati

Chiara Masino, Coce Bakery a Parma, premiata come miglior panettiera “per aver portato nel mondo dei lievitati la freschezza di un pensiero nuovo: colto, concreto e consapevole – ha spiegato Eleonora Cozzella, durante la consegna dei premi – A ventisette anni, è la prova che la tradizione può essere rivoluzionaria quando è impastata con intelligenza e passione”.

Elisa e Giulia Manara, Burrocacao a Imola, sorelle gemelle premiate come migliori gelatiere “per aver riscritto il linguaggio del gelato naturale, con ricerca sulle materie prime, stagionalità e leggerezza. La loro giovanissima età è inversamente proporzionale alla profondità del progetto”.

Giulia Zappa e Roberto Martini, Azienda Agricola Cornus a Rezzo (Im), premiati come migliori artigiani del cibo “per il loro progetto di agrifermenteria che unisce il recupero della razza bovina Cabannina alla produzione di formaggi e fermentati vegetali. Un modello virtuoso di biodiversità, sostenibilità e innovazione gastronomica”.

Davide Girioli, Rigatony a Rivoli (FI), premiato come miglior pizzaiolo “per l’energia e la creatività con cui rinnova ogni giorno la tradizione più amata dell’Italia. Nei suoi impasti convivono tecnica, curiosità, leggerezza: una piza che parla il linguaggio di una generazione in fermento”.

Irene Tolomei, del ristorante stellato Aroma a Roma, premiata come miglior pastry chef “per la delicatezza e la precisione con cui traduce il dolce in architettura del gusto. La sua pasticceria unisce rigore tecnico e sensibilità estetica, trasformando ogni dessert in racconto”.

Tommaso Zoboli, del neo bistrot Patrizia a Modena, premiato come miglior oste “per aver ridato dignità e allure alla trattoria italiana, luogo di identità e di memoria. Con spontaneità e rigore, restituisce alla cucina di casa la sua anima contemporanea”.

Martina Ricchebuono, de Il Vescovado a Noli, premiata come miglior responsabile di sala “per l’eleganza naturale e la capacità di trasformare il servizio in un’esperienza emotiva e culturale. A soli 28 anni incarna una nuova idea di sala: empatica, intelligente e sorridente”.

Alfredo Buonanno, del ristorante due stelle Michelin Krèsios a Telese Terme, premiato come miglior sommelier “per l’approccio colto e sensibile al vino come forma di racconto, capace di unire competenza tecnica e intuizione poetica. La sua degustazione è una narrazione che accompagna, mai che impone”.

Anisia Cafiero e Pasquale De Biase, del ristorante Ausa a Isernia, premiati come miglior cucina inclusiva “per aver scelto la via più coraggiosa. Una cucina interamente plant based, capace di coniugare ricerca gastronomica , etica e territorio. Un esempio di coerenza e visione, dove ogni gesto è consapevolezza”.

Edoardo Tizzanini, del ristorante Da V Louis Vuitton a Milano, premiato come miglior chef “per la capacità di unire sensibilità contemporanea e tecnica in una cucina che parla di equilibrio, identità e futuro. Giovane ma già maturo, rappresenta la nuova generazione di cuochi italiani che sanno trasformare il talento in linguaggio”.