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Nocciole, arachidi, crisp proteici: Ritter Sport punta sul cioccolato crunchy

La tavoletta quadrata creata nel 1912 da Clara Ritter produce 2,5 milioni di prototipi al giorno negli stabilimenti di Stoccarda dove lavorano 1900 dipendenti. L’Italia è il terzo Paese per vendite

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Nella fabbrica di cioccolato più nota di Germania, si producono 2,5 milioni di tavolette al giorno. Tutte quadrate, come ha deciso nel 1912 Clara Ritter che aveva un’idea precisa: far sì che i canonici 100 grammi di cioccolato stessero comodi nella tasca di una giacca. Nessuno ci aveva pensato prima di allora. Era il formato perfetto per gli sportivi, quelli che Clara Ritter vedeva allenarsi nel campo di calcio dove ora c’è l’azienda, a Waldenbuch, a sud di Stoccarda. Da allora, ogni anno, vengono introdotte 12 nuove tavolette, tre ogni tre mesi, edizioni limitate che si aggiungono alle 40 tipologie che si trovano sul mercato. Ma non tutto quello che viene creato resta in produzione. È il motivo per cui le tavolette al caffè sono ormai introvabili. Come anche la tavoletta ai semi bio di canapa, lanciata solo in Germania nel 2018: 100mila tavolette in vendita per 6 mesi.

Paese che vai, gusto preferito che trovi

Ognuno dei 90 Paesi ha i suoi gusti preferiti. In Germania e in Russia (dove Ritter Sport vende di più) la preferenza è rispettivamente per il marzapane (come negli Usa) e per le nocciole (ma tavoletta al latte). L’Italia, terzo Paese per vendite, invece ama di più nocciole intere e cioccolato fondente al 70 per cento. La ricetta resta sempre la stessa in tutto il mondo: la tavoletta Ritter Sport che si mangia in Italia è la stessa che si mangia negli Usa. Per creare il gusto perfetto, la combinazione giusta tra gli ingredienti, possono passare da uno a due anni di prove e tre livelli di assaggio: i primi due si fanno in azienda con un gruppo crescente di tester. L’ultimo passaggio, quello definitivo, viene fatto invece da assaggiatori esterni (possono anche essere 200 in tutto), che cambiano sempre.

Lo ha raccontato Joachim Eissner, perito alimentare e pasticcere che lavora da 28 anni nel laboratorio Ritter dove si inventano i nuovi gusti. Tra le novità di quest’anno la linea Delicious Protein Power: due tavolette da 75 gr, Crunchy Hazelnut e Crunchy Peanut con cioccolato al 40 per cento di cacao arricchito con pezzi di nocciole o arachidi e croccanti crisp proteici. “L’Italia sarà il primo Paese a provare il nuovo prodotto” ha annunciato Thomas Straub, amministratore delegato della filiale italiana dell’azienda.

In azienda ci sono 1340 dipendenti, si lavora su tre turni (e non nel weekend) e il turno preferito è quello del venerdì pomeriggio: è il momento in cui si prepara la tavoletta al rum, uvetta e nocciola: stessa ricetta da 50 anni e nessun aroma . E poi a fine giornata, come ogni fine settimana, tutti i dipendenti tornano a casa con una provvista di tavolette per la famiglia.

Passaggio di testimone

Quest’anno, dopo oltre cinquant’anni di attività, Marli Hoppe-Ritter e suo fratello Alfred T. Ritter hanno passato il testimone a Tim Hoppe e Moritz Ritter, che hanno già assicurato che i valori di qualità, responsabilità e innovazione saranno centrali anche per la quarta generazione al comando dell’azienda. “Vogliamo tramandare il sapere della nostra famiglia – hanno detto – E soprattutto vogliamo continuare a crescere. Il commercio nazionale ormai è consolidato, l’obiettivo è continuare a crescere all’estero. Senza però rinunciare a nessuno dei nostri punti di forza: utilizzare la miglior materia prima e mantenere la filiera il più corta e trasparente possibile. Sapere da dove proviene il cacao, chi lo coltiva e in quali condizioni è il presupposto essenziale per migliorare le condizioni sociali, economiche ed ecologiche del territorio nel lungo termine.

Dal Ghana al Perù

Ad oggi, Ritter Sport ha all’attivo sette programmi di partnership per il cacao nei Paesi d’origine (Costa d’Avorio, Ghana, Nigeria, Nicaragua e Perù), il primo dei quali è stato avviato già nel 1990. Da questi programmi proviene circa l’85 per cento del cacao acquistato. L’obiettivo è incrementare progressivamente questa quota e estendere il programma anche ad altri ingredienti”. L’azienda è anche proprietaria di una piantagione in Nicaragua di circa 2.500 ettari che rappresenta un modello virtuoso di produzione sostenibile: solo metà dell’area è destinata alla coltivazione, mentre il resto è riserva naturale — tra foreste e zone umide — che garantisce un habitat ricco di biodiversità. Acquistata nel 2012 a circa 350 chilometri dalla capitale Managua, la piantagione ha generato nuovi posti di lavoro e favorito lo sviluppo di insediamenti nell’area circostante. Un esempio virtuoso che potrebbe essere presto replicato in un’altra delle zone in cui Ritter Sport ha già stretto programmi di partnership.