Vini dell’Alto Adige, ecco le 14 bottiglie che dovreste provare
di Nicola GrollaDalle degustazioni del recente Wine Summit, una rassegna delle etichette che ci hanno colpito per eleganza e freschezza
Opulenza e struttura lasciano il posto a eleganza e accessibilità nella viticoltura altoatesina. Come dimostrato durante l’ultimo Alto Adige Wine Summit. Le etichette della provincia non rinunciano alla propria identità sfaccettata ma la adattano a un contesto fluido. «La vendemmia 2025 si prospetta un’ottima raccolta – afferma Andreas Kofler, presidente del Consorzio vini Alto Adige – Il primo passo per un’annata che, in bottiglia, sono convinto rispecchi i movimenti del mercato e del gusto: vini freschi, di montagna, di facile beva; a partire dagli spumanti che ci aprono le porte di nuovi mercati. Come consorzio, lavoriamo su destinazioni di nicchia, futuribili, come la Svezia, la Corea del Sud, il Giappone e il Sud America». La “crisi del vino” si sente anche a queste latitudini (un territorio che rappresenta meno dell’1% della superficie vitata italiana).
Ma da qui arrivano prodotti (65% bianchi e il 35% rossi) e soluzioni capaci di trovare la chiave giusta per conquistare il consumatore. L’esempio più emblematico arriva delle unità geografiche aggiuntive (Uga, 86 in totale). «Di primo acchito potrebbe suonare come una sofisticazione degli appellativi. Per semplificare abbiamo aggiunto un pittogramma dedicato che rende chiara e intuitiva la lettura dell’etichetta. Detto diversamente, chi beve un vino Uga sa che l’agronomo, l’enologo e il viticoltore hanno scelto la varietà più scientificamente e storicamente corretta per un determinato terreno», spiega Kofler. Di fatto, l’evoluzione del concetto di zonizzazione.
Parliamo della punta dell’iceberg qualitativa di una produzione che conta su 20 vitigni diversi, sebbene siano 8 quelli più diffusi (Pinot Grigio, Chardonnay, Traminer Aromatico, Pinot Bianco, Pinot Nero, Lagrein Sauvignon Blanc e Schiava), capaci di dar vita a vini contemporanei, asciutti, in cui la ricerca della freschezza, dell’acidità e di una certa dose di sapidità ha aperto nuove vie di degustazione. Anche per i rossi.
La selezione
Brut Athesis 2022 (Kettmeir)
Tre vitigni (Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero), vinificati separatamente, per un Metodo Classico dal colore giallo paglierino brillante, perlage finissimo e persistente e profumi fruttati con nota equilibrata di lievito. Ideale come aperitivo grazie a un retrogusto di frutta secca.
Riserva Extra Brut 2019 (Arunda)
Cuvée di Chardonnay e Pinot Nero per una bollicina ricca, elegante e sapida, con un finale rinfrescante. Complesso il bouquet di aromi, dal fruttato al fragrante, che rivela note di crosta di pane tostata. Un prodotto simbolo della cantina, che si vanta di essere la più alta d’Italia.
Gewurztraminer Vigna Kastelaz 2023 (Elena Walch)
Grazie alla esposizione verso sud di questo vigneto affacciato sul paese di Tramin (con pendenze che toccano il 63%), spazzato dall’Ora del Garda nel pomeriggio, questo vino si presenta con un giallo dorato intenso e un bouquet elegante e minerale con aromi di rosa, lychee e in tocco di miele d’acacia.
Gewurztraminer Pirchschrait 2010 (J. Hofstatter)
Coltivata nel cuore della Vigna Kolbenhof, su un pendio dolcemente inclinato verso Nord, l’uva riceve meno luce solare rispetto al resto dell’impianto con una conseguente maggiore acidità. Affinato per 10 anni sulle fecce fini in vasca d’acciaio, presenta un profilo elegante e fine, ma un corpo riconoscibile. Ideale per accompagnare un piatto di cucina asiatica.
Gewurztraminer Upupa Orange 2022 (Tenuta Abraham)
Vigoroso, pieno, molto secco. Un orange wine che colpisce e dona un nuovo profilo al Gewurztraminer (con lievi note di menta e spezie). Ideale con piatti di carne o pesce affumicato, proviene da uve posizionate a 500 metri sul livello del mare nel comune di Appiano dove il terreno è composto da morene miste a pietrisco vulcanico, porfido e quarzo.
Pinot Bianco Plotzner 2024 (Sankt Paulus)
Fra i pionieri dei vini bianchi in Alto Adige, questo vino rappresenta la sintesi del territorio, tra venti freschi di montagna, arido terreno calcareo, porfido e scarse precipitazioni. Condizioni che si ritrovano nel calice con un ampio spettro aromatico (dalla mela verde alla pesca bianca) e al palato (con il suo finale sapido). Da provare con gli asparagi.
Pinot Bianco Quintessenz 2022 (Kaltern)
Annata siccitosa con una maturazione rapida delle uve (vendemmiate a fine agosto) che ha portato a un vino intenso con bouquet di melone, camomilla e sfumature di erbe. Al palato risulta armonioso, con finale salato, una consistenza cremosa e un’acidità croccante. Per gustarlo al meglio, si consiglia di conservalo per qualche anno.
Sauvignon Lafòa 2023 (Colterenzio)
Riconoscibile dalla sua iconica etichetta, questo Sauvignon è un delicato equilibrio tra frutta e acidità. La sua potenzialità di invecchiamento fino ai 10 anni dimostra la “turbolenza” di questo vitigno che cresce su terreni sabbiosi. Una volta aperto e versato, sprigiona note di sambuco, acacia e salvia.
S. Maddalena Annver 2022 (Pfannenstielhof)
Sfaccettato, equilibrato e raffinato, rappresenta il next level del Santa Maddalena. Colore rosso rubino, un invitante aroma di frutti rossi come la ciliegia e aromi speziati di noce moscata e cannella. Al palato sprigiona i suoi tannini a cui si uniscono sottili note di cioccolata fondente. Da bere leggermente fresco.
S. Maddalena Vigna Rondell 2023 (Franz Gojer - Glogglhof)
Grazie a una posizione geografica ideale, questo vino unisce potenza, eleganza e territorialità dimostrando tutte le potenzialità della Schiava. Dal colore rosso rubino intenso, presenta un forte sapore di ciliegia, è corposo e speziato. Leggermente tannico e ben strutturato, con interessanti toni aspri, si abbina a carni bianche e rosse.
Schiava Lago di Caldaro Classico Superiore Vigna Bischofsleiten 2023 (Castel Sallegg)
Prodotto nella zona del Lago di Caldaro, questo vino proviene da viti storiche, coltivate a pergola. Il suo profumo complesso (amarene, ribes, violetta) ne sottolinea la tipicità. Al palato, i tannini morbidi e il sentore di mandorle, con un finale elegante e fruttato, così come un grado alcolico del 13%, lo rendono perfetto per zuppe e piatti di pasta oppure con arrosti e pesce al forno.
Pinot Nero Ludwig 2022 (Elena Walch)
Piccola produzione di 12mila bottiglie. Fermenta in acciaio e poi in legno. La maturazione avviene in barrique di rovere francese per 10 mesi. Pensato per un invecchiamento fino a 15 anni, colpisce per la sua freschezza e la sua profondità con note speziate di cannella e chiodi di garofano. Al palato, mineralità e lunga persistenza.
Lagrein Riserva Tor di Lupo 2022 (Cantina Adriano)
Vino tradizionale, dal colore rosso granata, un intenso profumo di cioccolato amaro e frutti rossi. Il sapore è pieno, robusto, sincero caratterizzato da una persistente acidità.
Lagrein Riserva Gran Lareyn 2022 (Tenuta Loacker)
Pepe bianco, mora fresca e un naso caldo. Questo Lagrein risulta leggermente vanigliato, con note balsamiche, di eucalipto, senza risultare stucchevole. Da servire a temperatura fra i 16 e i 18° C, proviene da vitigni storici certificati biologici e biodinamici (caratteristica portante di questa cantina).