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Tra Sangiovese, Trebbiano e Albana, la Romagna del vino in festa

Un banco di degustazione (foto di Stefano Calamelli) 

Ventesima edizione di Vini ad Arte, la manifestazione che racconta il territorio e la sua enologia con una fitta rete di degustazioni e incontri

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La Romagna del vino festeggia vent’anni con l’edizione 2025 di Vini ad Arte dal 22 al 24 settembre. L’edizione del ventennale di Vini ad Arte, l’evento simbolo del Consorzio Vini di Romagna, si è aperta un’agenda fitta di degustazioni e incontri dedicati alle eccellenze del territorio, con seminari dedicati alle denominazioni e sottozone e masterclass tematiche: prima l’approfondimento sull’Albana, poi un viaggio nelle sottozone Predappio, Bertinoro, Brisighella e Castrocaro per il Sangiovese, e anche momenti di degustazioni libere dove oltre 60 produttori presentano le lore 400 etichette. In programma anche una masterclass condotta dal wine educator Filippo Bartolotta, dedicata alle vecchie annate di Romagna Sangiovese dagli anni Novanta a oggi e la presentazione della Mappa delle Sottozone Romagna a cura di Alessandro Masnaghetti.

“È un piacere darvi il benvenuto in questa terra straordinaria – ha affermato il presidente del Consorzio Vini Romagna, Roberto Monti - un vero mosaico di vita fatto di tradizioni, paesaggi, borghi, gastronomia, vigneti, cantine e vini. Festeggiamo il ventesimo anniversario di Vini ad Arte, una manifestazione che nacque grazie a un piccolo gruppo di produttori animati dall’idea di valorizzare le caratteristiche dei nostri vini e il profondo legame tra vitigni, territorio e tradizione, così come la calorosa ospitalità che ci contraddistingue.”

Nato nel 1962, attualmente il Consorzio riunisce 119 aziende, tra piccole e medie realtà e grandi cooperative, tutte impegnate nella produzione di vini a denominazione protetta: una Docg (Romagna Albana) e cinque Doc: Romagna Doc, Rimini Doc, Colli di Imola Doc, Colli di Faenza Doc e Colli di Romagna Centrale Doc. A queste si aggiungono quattro Igp.

La Romagna, che si estende da Rimini fino alle porte di Bologna, conta circa 28.000 ettari vitati ed è una delle aree vitivinicole più importanti dell’intera regione. È un territorio eterogeneo, caratterizzato da una geologia varia ma unito da una storia millenaria: la via Emilia, costruita oltre duemila anni fa, ne è il simbolo. Tra i vitigni spicca l’Albana di Romagna, coltivata su 768 ettari e capace di offrire uve ad alta concentrazione zuccherina e grande versatilità. Nel 2024 sono state prodotte circa 918.000 bottiglie, per un totale di 6.885 ettolitri.

Un altro pilastro è il Trebbiano di Romagna, che con i suoi oltre 14.000 ettari è il vitigno più coltivato della zona: nel 2024 ne sono state prodotte circa 1,2 milioni di bottiglie. E, naturalmente, il Sangiovese, protagonista indiscusso della manifestazione e punto di riferimento per l’identità enologica della Romagna. Che qui viene raccontato in bottiglie tramite 16 diverse sottozone. Terre rosse, terre brune, argille azzurre, terre ocra, marna gessosa e marna arenaria sono le diverse alchimie che compongono i terreni e che a loro volta incidono sulla definizione delle sottozone, disegnate in linea perpendicolare rispetto alla via Emilia. Sottozone che ripercorrono le valli, dove oltre alla geologia e al clima e alla vite, ciò che fa la differenza è l’esperienza degli uomini e donne che da secoli vinificano queste zone.

Vini ad Arte nasce nel 2005 come momento di incontro e racconto dell’identità enoica della Romagna, intrecciando fin dall’inizio il vino con l’arte della ceramica, tipica di Faenza: due espressioni dell’uomo, entrambe radicate nella terra. Nel tempo è divenuto l’appuntamento istituzionale più importante del Consorzio Vini di Romagna, dedicato alla presentazione delle nuove annate di Romagna Sangiovese e Romagna Albana. Oggi coinvolge stampa, operatori e, per la prima volta, diventa una grande festa aperta anche al pubblico, con l’obiettivo di avvicinare sempre di più territorio e le sue tradizioni al consumatore finale.