Etna, il top dei vini vulcanici: i dieci migliori da assaggiare
di Leonardo RomanelliSe un tempo ui bianchi erano in sordina, oggi eccellono per freschezza e intensità aromatica. E intanto si fanno strada anche i rosati. Che cosa provare
L’Etna non smette mai di sorprendere. Tra pendii lavici, altitudini estreme e vigneti che guardano il mare, il vulcano regala vini che ogni anno conquistano sempre più appassionati. E guardando al futuro, una prospettiva è già chiara: riuscire a proporre bianchi che abbiano maturato più a lungo in cantina farà crescere ulteriormente la considerazione dei consumatori. Un obiettivo che renderà i vini dell’Etna ancora più affascinanti e competitivi sul mercato. Quando si parla di vini etnei si usa spesso l’espressione “vini vulcanici”.
Bianchi vulcanici
Ma cosa vuol dire? Significa che nel bicchiere si ritrova il carattere unico del suolo lavico: mineralità spiccata, freschezza tagliente, profumi che ricordano pietra focaia, agrumi ed erbe aromatiche. Non sono vini piatti o scontati, ma bottiglie con un’anima forte, capaci di raccontare la durezza e la ricchezza del terreno che li ha generati. Un tempo considerati meno strategici, oggi i bianchi etnei hanno conquistato un posto da protagonisti. Freschi, sapidi e con una profondità che cresce nel tempo, hanno dimostrato una qualità sorprendente: sanno maturare bene. Bottiglie lasciate riposare qualche anno in cantina si rivelano più complesse, con sfumature raffinate e persistenti. Non a caso, i produttori hanno colto al volo questa tendenza: la produzione di bianchi è ormai quasi pari a quella dei rossi ed il trend è in crescita . Per il futuro, puntare sulla loro maturità e longevità sarà una carta vincente.
Il futuro di rossi e rosati
I rossi dell’Etna restano affascinanti, sottili e complessi, ma non è un segreto che il mercato del vino rosso stia vivendo un calo generale nei consumi. La chiave sta nel proporre vini con tannini più fini, freschezza alla beva e profumi ricchi, capaci di conquistare chi cerca eleganza e immediatezza senza rinunciare al carattere vulcanico. In questo modo, i rossi possono rimanere competitivi e continuare a essere una delle firme più riconoscibili del territorio.
Accanto a bianchi e rossi, il rosato dell’Etna si sta facendo strada con ottime potenzialità. Colori affascinanti, freschezza e versatilità lo rendono un vino moderno, perfetto sia per i piatti della tradizione sia per una cucina più internazionale. Diverso il discorso per lo spumante: le basi ci sono, alcuni esempi di produzione eccellente ci sono, ma serve ancora esperienza. È un vino tecnico, che richiede tempo e studio per esprimere davvero le sue possibilità. Un grande punto di forza dei vini etnei è la loro versatilità a tavola. Se con i piatti tradizionali siciliani sono già un abbinamento naturale, la loro freschezza, mineralità e ricchezza aromatica li rendono perfetti anche per la nuova cucina fusion: sushi, piatti speziati, contaminazioni mediterranee e orientali trovano nei vini dell’Etna compagni ideali.
Annate, la sfida del clima
Per quanto riguarda gli assaggi sono state considerate le annate più recenti uscite sul mercato. Per quanto riguarda i rossi, il 2023 non è stato un anno semplice per i rossi etnei. Il caldo prolungato e l’attacco della peronospora hanno ridotto la quantità di uva raccolta, ma le vigne che hanno retto meglio hanno dato risultati interessanti. I vini nati da questa vendemmia sono intensi, con un grado alcolico spesso più alto del solito, ma bilanciato da una buona freschezza grazie alle notti fredde tipiche del vulcano. Al naso dominano i profumi di frutta rossa matura, spezie e fiori scuri, mentre al palato i tannini si presentano più decisi ma eleganti. Un’annata da intenditori, che mette in evidenza il lato più vigoroso dell’Etna. Il 2024 è stato decisamente più favorevole ai bianchi. Le piogge di fine estate e le forti escursioni termiche hanno garantito uve sane e ricche di aromi, facendo dimenticare le difficoltà dell’anno precedente. I vini si mostrano luminosi e vibranti, con profumi che spaziano dagli agrumi alla pesca bianca, fino alle erbe aromatiche. In bocca spiccano freschezza e sapidità, unite a una struttura che lascia immaginare un’ottima evoluzione con qualche anno di riposo in bottiglia. Una vendemmia che esalta la vocazione del carricante e ribadisce la forza dei bianchi etnei.
I dieci migliori assaggi
Etna Bianco 2024
Girolamo RussoIl colore dorato richiama subito la luce piena dell’estate. Al naso spuntano erbe fresche e verdi, quasi a ricordare un campo appena tagliato. In bocca esplode la materia: polpa succosa, corpo pieno, una progressione che cresce sorso dopo sorso fino a un finale vibrante e soddisfacente.
GraciSi presenta lieve alla vista, quasi etereo, ma inganna: il profumo è un intreccio elegante di petali e frutta fresca. In bocca scalda e avvolge, mostrando struttura e armonia. La chiusura, lunga e generosa, lascia una sensazione di sole e maturità.
Maugeri – Contrada Praino Frontemare Est
Un bianco che profuma di fiori di campo con un accenno balsamico che rinfresca. La bocca è tesa, salina e agrumata, ma subito si fa elegante e carezzevole. La chiusura è lenta e raffinata, come un’onda che rientra nel mare.
Russo Winery – Contrada Crasà
Luminoso e trasparente, al naso porta suggestioni marine e mediterranee: capperi, brezza salata, pietra calda. Il sorso è deciso, fresco e avvolto da una vena sapida che ne amplifica la complessità. Il finale ha forza e profondità, come un’eco che non si spegne.
Statella
Leggerissimo alla vista, quasi diafano. Il profumo è discreto, pulito, con note che invogliano al sorso. In bocca è agile, diretto e sincero: un vino lineare, vivace, che conquista con la sua essenzialità e il suo equilibrio fresco.
Etna Rosso 2023
Benanti – Contrada Cavaliere
Un rubino fitto e luminoso introduce un naso intenso, fatto di ciliegia scura, foglie e accenni ferrosi. In bocca è ampio, sapido, elegante, con un’energia che spinge il sorso in avanti. La chiusura sembra non finire mai, potente e raffinata insieme.
Passopisciaro – Passorosso
Il colore vivido annuncia un vino cristallino. I profumi ricordano spezie sottili ed erbe fini, quasi un giardino aromatico. Il sorso è caldo, succoso e ritmato, con un finale che scivola lungo e armonioso, senza mai stancare.
Tenuta delle Terre Nere – Calderara Sottana
Un rosso profondo, quasi severo. Al naso racconta di pietra, terra e sangue più che di frutto, con un carattere austero. In bocca è elegante e lineare, poi si scioglie lentamente in una chiusura cremosa e rilassata, come un sorriso tardivo.
Tenuta di Fessina – Erse Rosso 1911 Contrada Moscamento
Colore chiaro, delicato. All’inizio timido e delicato al naso, si apre pian piano su note vegetali sottili. Il sorso, invece, sorprende: è gentile, succoso, caldo quanto basta. Il finale è elegante, di quelli che invogliano subito a un altro bicchiere.
Terre DArrigo
Un porpora luminoso che conquista subito lo sguardo. Il naso è diretto, fresco, sincero. In bocca è vivace, pieno di energia e calore, con una progressione che cresce gradualmente fino a una chiusura appagante e immediata.