“Fermento in Langa”, chef ai fornelli per sostenere Specchio dei Tempi
di Lorenzo CresciAl Baladin Open Garden Birreria una serata di solidarietà: da Sadler a Sacchi, da Mammoliti a Erika Gotta, l’accoppiata cibo-birra aiuta la Fondazione
“Fermento in Langa” è un evento benefico, ma anche la realtà dell’effervescenza di un territorio. Che, tradizionalmente vocato al mondo enologico, ha trovato invece uno dei principali interpreti dell’attività brassicola in Teo Musso, fondatore di Baladin. Ma “Fermento in Langa” è anche l’evento che, a Piozzo, nel giardino di Baladin, da quattro anni sostiene l’attività di Fondazione La Stampa-Specchio dei Tempi.
Festa di fine estate
Lunedì 8 settembre si è così chiusa così idealmente una stagione con una serata di solidarietà e sapori, di piatti preparati da chef stellati e non e di boccali di birra che profumano di convivialità. Dice Musso, «che il senso della solidarietà nasce spontaneo, ma germoglia quando ti rendi conto di avere avuto più fortuna di altri e allora puoi condividere con loro qualcosa di quello che ti è accaduto nella vita». Di musica, di arte e di progetti sociali è ricca la storia di Musso. «Di socializzazione, condivisione e comunicazione l’immediato futuro, perché noi nasciamo per coinvolgere, una piccola rivoluzione che va costruita giorno dopo giorno».
Quella di Fondazione La Stampa-Specchio dei Tempi nasce prima generazionalmente, ma sempre di rivoluzione quotidiana si tratta. Unire queste due anime ha portato “fermento” in Langa da quattro anni a questa parte, coinvolgendo nell’evento andato sold out oltre trecento persone in una concreta idea di comunità. Le presenze di chef importanti ha fatto il resto, sotto la regia del network italiasquisita.
Protagonisti
I piatti? Grandi assaggi che testimoniano le abilità dei migliori interpreti del territorio e non: Michelangelo Mammoliti, chef del bistellato La Rei Natura di Serralunga d’Alba ha stuzzicato con “Crusco”, un risotto riserva San Massimo cotto in estrazione di peperone crusco e pickles di fichi. Francesco e Giuseppe D’Errico, del Pico bistrot di Guarene, evoluzione della vecchia Madernassa, hanno proposto la crocchetta di pasta, patate e provola con crema di funghi e tartufi Tartuflanghe, nella loro concezione di cucina che avvicina i territori (quello d’origine a quello di residenza).
Christian Meloni Delrio del Baladin Opera Garden di Piozzo ha cucinato un Carnaroli, finanziera e tartufo nero. E ancora, ecco in campo, anzi in cucina, Fabio Ingallinera del Nazionale di Vernante, Pasquale Laera e George Uta di Borgo Sant’Anna & Lostu a Monforte, Flavio Costa del 21.9 di Piobesi, Elisabetta e Massimo Camia, del Camia di Novello; Federico Gallo della Locanda del Pilone di Alba, Seul Ki Kim di Uri sapori condivisi di Roddino, Andrea Brunetti di Sileo pizzeria di Nucetto. E poi Annalisa Borella e Luca La Peccerella di L’Orangerie e Le Due Matote per la parte dolce, con un gustoso “Sapore di malto”, gelato abbinato a birra e una punta di aceto balsamico di Modena Giusti. Per i cocktail, ecco Viola Atzeni e Emanuel Di Mauro di Tumbo. Forte il comparto pasticceria con gli assi torinesi Giorgia Mazzuferi del Cambio, Fabrizio Galla e Guido Castagna.
Ma non solo interpreti del territorio. Protagonisti della serata anche Mattia Pecis di Cracco Portofino, Davide Boglioli di Enrico Bartolini al Mudec, Lorenzo Sacchi de Il Circolino di Monza, Erika Gotta de La Bursch di Campiglio Cervo, Christian Milone di Trattoria Zappatori a Pinerolo, Alessandro Billi di Osteria Billis a Tortona; per la parte pizzerie, Petra Antolini del Settimo Cielo di Pescantina e Davide Di Bilio di Fuoritempo (a Canale e a Torino).
E poi un’istituzione della ristorazione milanese come Claudio Sadler. «Solidarietà e cucina vanno assieme da sempre - riflette Sadler - gli chef sono persone di cuore e la cucina stessa è generosità nella sua offerta. Il cibo è un veicolo, questo territorio è ricco di gusto. Ecco perché la solidarietà germoglia così, spontanea».