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Dal kiwi al latte di capra, passando per il sesamo: quanti rischi dalle nuove allergie

L’elenco degli allergeni è in continua evoluzione, e sempre altri prodotti si aggiungono a quelli storicamente noti. L’importanza di aggiornare le etichette

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Per allergia si intende una esagerata reattività dell’organismo verso una particolare sostanza, ovvero un allergene, che causa una sensibilizzazione. In altre parole, l’organismo riconosce come “estranea” una sostanza esterna che fa reagire il sistema immunitario. Che le allergie, da un po’ di tempo a questa parte, siano in aumento è noto e una spiegazione potrebbe arrivare dalla ricerca circa i nuovi allergeni. Il team del Centre Hospitalier Universitaire de Reims in Francia in uno studio pubblicato sulla rivista Clinical & Experimental Allergy ha scoperto che, oltre ai noti allergeni, anche il latte di capra, latte di pecora e grano saraceno hanno scatenato rispettivamente il 2,8 e il 2,4% dei casi. A questi seguono anche piselli e lenticchie, alfa-gal, che è uno zucchero che può scatenare un’allergia alla carne rossa e ad altri prodotti derivati dai mammiferi, e poi pinoli e kiwi, che hanno scatenato ciascuno tra l’1 e il 2% dei casi.

Gli scienziati hanno accertato allergie derivanti anche da mele e prodotti dell’alveare tipo polline, miele e pappa reale, anche questi hanno causato l’1% dei casi. Si comprende come le allergie alimentari vengono aggiornati da anni. Ad esempio, l’elenco obbligatorio dell’Unione Europea sull’etichettatura degli alimenti stabilisce che la presenza di 14 allergeni alimentari, come arachidi e soia, deve essere chiaramente indicata sui prodotti, ma si basa su dati-lista precedenti che vanno aggiornati aggiungendo quelli meno conosciuti, se non addirittura le new entry. Le normative per gli allergeni nel 2025 attualmente prevede la dichiarazione di tali allergeni sia per alimenti mono-ingrediente che per prodotti multipack.

Per gli allergeni nella categoria della frutta a guscio, le etichette dovranno dichiarare esplicitamente le specie di frutta a guscio (mandorle, anacardi e noci) che potrebbero causare reazioni allergiche. Il 6 gennaio 2025, la Food and Drug Administration (Fda) ha integrato la quinta edizione della guida intitolata “Questions and Answers Regarding Food Allergen Labeling”. Questo documento fornisce linee guida aggiornate e dettagliate per l’industria alimentare, focalizzandosi sulle modalità di etichettatura degli allergeni alimentari, con un particolare aggiornamento sulla categoria delle frutta a guscio. Una delle modifiche più significative riguardo la normativa sugli allergeni alimentari è l’inclusione del sesamo come allergene alimentare principale, in linea con il Faster Act del 2021. Prima di questa modifica, il sesamo non era incluso obbligatoriamente nelle etichette alimentari, ma i dati sulle reazioni allergiche hanno spinto l’Fda a classificarlo tra gli allergeni principali.

Quindi i produttori devono dichiarare esplicitamente il sesamo nelle etichette degli alimenti, proprio come avviene per il latte, le uova, la soia, il grano e altri allergeni noti. L’Fda ha fornito dettagli su come dichiarare correttamente gli allergeni sulle etichette alimentari. Gli allergeni devono essere dichiarati chiaramente, sia per alimenti monoingrediente che per prodotti multipack (ad esempio, confezioni contenenti più porzioni). Inoltre, anche gli integratori alimentari devono seguire gli stessi requisiti di etichettatura per gli allergeni. Questo garantisce che anche prodotti come vitamine, minerali o integratori proteici siano etichettati correttamente, evitando rischi per i consumatori con allergie alimentari. Le reazioni gravi agli allergeni alimentari, anche quelli meno noti, possono manifestarsi con sintomi che vanno da lievi irritazioni fino allo shock anafilattico. Le reazioni gravi, spesso mediate da IgE (Immunoglobuline E) possono includere orticaria, angioedema, cioè gonfiore, difficoltà respiratorie e, nei casi più gravi, lo shock anafilattico, che richiede un intervento medico immediato. Con le nuove regole e le nuove etichette i consumatori potranno con più facilità identificare gli allergeni alimentari potenzialmente pericolosi.

Ad esempio, per gli allergeni nella categoria delle frutta a guscio, le etichette ora devono dichiarare esplicitamente le specie di frutta a guscio (come mandorle, anacardi e noci) che potrebbero causare reazioni allergiche. In termini di gravità della reazione, il formaggio di capra e di pecora ha provocato reazioni particolarmente pericolose, soprattutto nei ragazzi, causando addirittura due decessi. Reazioni ricorrenti ed esposizioni nascoste, come può avvenire in una salsa o come addensante, sono state più comuni con latte e formaggi di capra o di pecora, seguiti da piselli e lenticchie, grano saraceno e pinoli. Sulla base di ciò, il team ha suggerito di aggiungere all’elenco delle etichette di avvertenza obbligatorie in Europa, questi quattro tipi di alimenti per potersi rendere conto più facilmente della presenza di questi ingredienti allergizzanti evidenziandoli in grassetto sulla confezione.