Da nonna a nipoti: a Pietra Ligure la farinata è nelle mani delle donne da cinque generazioni
di Nicoletta MoncaleroLa preparazione tipica di “Virginia” si tramanda dal 1870 e ha impegnato l’intera famiglia. Ma quando Annamaria Vignaroli lascerà è pronto il nipote Enrico: “Porterà nuove idee”
Dopo Annamaria Vignaroli si interromperà la storia delle donne alla guida della Farinata da Virginia che per cinque generazioni si sono alternate al forno nel carruggio di Pietra Ligure (Savona). In via Mazzini, quando Annamaria appenderà il grembiule al chiodo, non ci sarà la figlia a prendere il suo posto come era successo nelle generazioni precedenti, ma un nipote che quest'anno per farsi conoscere, ed entrare nel giro, ha aperto di fronte alla zia un suo punto di ristoro (dove serve anche la farinata di famiglia).
L’impegno
"Non avrei potuto costringere mia figlia a fare un lavoro che non voleva fare – racconta Annamaria Vignaroli a Il Gusto –. Oltretutto un lavoro molto duro e faticoso: il forno arriva ad una temperatura di 350 gradi. Non è elettrico che chiudi lo sportello e aspetti. È a legna, quindi è da gestire, perché se no si rischia di bruciare la farinata ai lati. D'estate, a lavorarci davanti, significa stare ad una temperatura di 60 gradi. Li abbiamo misurati l'anno scorso. Poi le teglie sono pesanti da gestire: vuote sono già una decina di chili". Annamaria è entrata ufficialmente a lavorarci una quarantina di anni fa, quando era appena ventenne. "Ma ho sempre aiutato la nonna, anche quando ero piccola", racconta.
La nonna è stata l'ultima della famiglia ad abitare sopra al negozio. Ad aprirlo nel 1870 era stata la trisavola di Annamaria, Muè Mummina, diminutivo e vezzeggiativo di Domenica. La Virginia che invece ha dato il nome all'attività non è la figlia, ma la nuora di Domenica, la moglie del figlio. Poi sono arrivate Maria Enrico e Candida Damasseno (mamma di Annamaria Vignaroli). Cinque generazioni di donne. Annamaria racconta che per lei è stata una scelta fatta in piena libertà. "L'ho scelto io di farlo, mi è sempre piaciuto. Non avrei voluto fare altro. Oggi però mi rendo conto che ogni giorno è un po' più pesante. Da giugno a settembre si lavora sempre, senza un giorno di riposo. E per lo più l'ho fatto da sola. Solo nell'ultimo periodo mi sta aiutando mio fratello che è andato in pensione dal suo lavoro. Io stessa ho consigliato a mia figlia di scegliere qualcos'altro. Lei ha 33 anni, ha preso altre strade, ha una sua vita. Non vorrei assolutamente che la stravolgesse per portare avanti il forno".
La lunga tradizione
Si interrompe così la striscia femminile nella gestione del Forno da Virginia 1870: Matteo, il nipote di Annamaria ha già detto che lui è pronto a subentrare. Intanto 4 mesi fa, ha aperto "Muè Mummina" un bistrot proprio di fronte al forno. Un forno che stupisce tutti quelli che entrano a comprare la famosa farinata che fin dall'apertura non ha mai cambiato ricetta (solo farina di ceci, olio d'oliva, acqua e sale). La sua particolarità infatti è quella di essere collocato in un sottoscala. "Era normale un tempo costruire un forno e creare un pozzo al piano terra di queste case terra cielo. Sotto, forno e pozzo; e sopra le camere. Non abbiamo mai avuto problemi nel gestirlo: ha un tiraggio incredibile.
Certo, l'unico rammarico è quello di non esserci potuti allargare perché gli spazi sono sempre gli stessi di 150 anni fa. Nel tempo tanti ci hanno chiesto di poter consumare la farinata sul posto. Ho messo qualche tavolino fuori, ma soprattutto ho lavorato sull'asporto. Da quest'anno mi appoggio al locale di mio nipote. Che così entra nel giro della clientela. Siamo al cambio generazionale. E forse ci volevano nuove idee e nuove spinte. Ma per quest'anno davanti al forno resto io. Poi dall'anno prossimo si vedrà".