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Parma, il cuore goloso d’Italia: da 10 anni Capitale creativa della gastronomia

Dal prosciutto al culatello di Zibello, dal vino Fortana Taro Igt al Parmigiano Reggiano: nella nuova Guida di Repubblica un viaggio attraverso specialità figlie di luoghi ricchi di monumenti, paesaggi e riserve naturali. Un pezzo del Paese che incarna valori riconosciuti a livello mondiale

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A Parma il legame con la terra si traduce nei sapori della tavola e in una cultura gastronomica che ha saputo trasformare la tradizione in eccellenza riconosciuta nel mondo. È una città in cui il cibo non è solo nutrimento, ma cultura, identità, visione del mondo. Non è un caso che proprio qui abbiano trovato casa l’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, e Alma, la Scuola internazionale di cucina italiana che forma l’élite gastronomica di domani. Non è un caso, neppure, che Parma sia dal 2015 Città Creativa Unesco per la Gastronomia: perché questo territorio ha fatto della tavola una missione e della qualità un impegno.

Ed è a questo spirito che rende unica Parma che la nuova Guida di Repubblica “Emilia-Romagna – I Tesori dell’Unesco”, diretta da Giuseppe Cerasa, dedica uno spazio speciale. Il volume accompagna i lettori in un viaggio attraverso monumenti, paesaggi, riserve naturali e città che incarnano valori riconosciuti a livello mondiale. Tra queste, Parma non è solo tappa obbligata: è un faro che illumina la via del gusto sostenibile, dell’innovazione gastronomica e della cultura condivisa.

Il legame tra Parma e il cibo è profondo, autentico, sedimentato nei secoli. Il prosciutto di Parma, stagionato dolcemente nelle colline, è simbolo di una tradizione che rifiuta scorciatoie industriali. Accanto a lui, eccellenze come il culatello di Zibello, la coppa di Parma, il salame Felino e la spalla cotta di San Secondo, servita calda con torta fritta, mostarda di mele cotogne e un bicchiere di Fortana del Taro Igt. E poi, ovviamente, sua maestà il Parmigiano Reggiano, re dei formaggi, che in questa terra può raggiungere maturazioni superiori ai 30 mesi.

Ma Parma non si limita a produrre. Qui si educa al gusto e si studia la filiera alimentare come strumento di tutela della salute pubblica. L’Efsa svolge un ruolo chiave nel garantire sicurezza e trasparenza, mentre Alma, guidata oggi da un comitato scientifico d’eccellenza, continua l’eredità del Maestro Gualtiero Marchesi formando professionisti secondo i principi della sostenibilità, cultura alimentare e sovranità gastronomica.

Nel suo editoriale, Cerasa parla di una “sventagliata di bellezza” quando si riferisce all’Emilia-Romagna. Parma rappresenta la fragranza più decisa di questo ventaglio: un modello di sviluppo urbano sostenibile, dove il cibo è strumento di coesione e motore economico. Con oltre il 30% della forza lavoro impiegata nel settore agroalimentare, la città è anche laboratorio permanente grazie a iniziative come il Laboratorio Aperto, nel Chiostro della Fontana, dove cittadini, produttori, studiosi e creativi si incontrano per dare forma al futuro della cultura gastronomica.

Essere Città Creativa Unesco non è solo un’onorificenza, ma un impegno continuo: promuovere eventi di respiro internazionale come Cibus e Cibus Tec, favorire la tracciabilità e il consumo a km zero, educare le nuove generazioni a una alimentazione consapevole. Parma lo fa con rigore e passione, portando nel mondo la sua visione: quella di una città che attraverso il cibo costruisce futuro, relazioni, benessere.

La guida “Emilia-Romagna – I Tesori dell’Unesco” è disponibile in edicola (12 euro più il prezzo del quotidiano), online su repubblicabookshop.it, in libreria, su Amazon e Ibs. Una lettura che è un invito alla scoperta – e, soprattutto, all’assaggio. Perché, come insegna Parma, la bellezza si può anche mangiare.