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Dalla spiga alla pizza, la farina italiana diventa arte e conquista New York

L'opera di Luyao Wang: La pizza della mamma (foto @Courtesy di Caputo)
L'opera di Luyao Wang: La pizza della mamma (foto @Courtesy di Caputo) 

Inizia dalla Grande Mela, dopo la tappa zero a Napoli, il tour della Mostra Caputo, legata al premio che l’omonimo Mulino ha lanciato per il suo centenario. Grandi artisti e nuove generazioni insieme nel segno del buono

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New York - L’artista cinese Luyao Wang racconta l’universale legame affettivo e familiare con la madre attraverso la pizza, simbolo del cibo come valore e icona internazionale; lo scultore Biagio Salvati, invece, celebra la spiga come reliquia e simbolo rendendola un’icona sacralizzata ed eterna. Sono solo alcune delle opere che, dopo il grande successo ottenuto a Napoli, sbarcano a New York per la mostra Premio Caputo, il progetto di mecenatismo d'impresa ideato da Mulino Caputo l’anno scorso per celebrare il suo centenario, che proprio dalla Grande Mela inizia il giro del mondo. L’iniziativa, rivolta agli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Napoli, ha generato una mostra - a cura di Olga Scotto di Vettimo e Arcangela Di Lorenzo - dalle sale dell’Archivio Storico della Fondazione Banco di Napoli è arrivata all’Istituto Italiano di Cultura di New York, prima tappa di un tour che proseguirà poi in Europa e in Asia.

Un viaggio, in occasione dei 2500 anni dalla fondazione della città partenopea, con opere che raccontano l’estetica e la poesia di una cucina collettiva profondamente radicata nei quartieri popolari, promosso attraverso il circuito diplomatico del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. “Non sorprende che parlando di arte e cibo si parli di Italia e soprattutto di Napoli. L’idea di creare una mostra permanente per il centesimo anniversario di Mulino Caputo ha generato un risultato impressionante”, afferma il console generale a New York, Fabrizio Di Michele, all’inaugurazione della mostra.

Una delle opere in mostra (foto @Courtesy di Caputo)
Una delle opere in mostra (foto @Courtesy di Caputo) 

Tutto nasce “per valorizzare le nuove generazioni di talenti artistici, con il doppio obiettivo di sostenere la creatività giovanile e rafforzare il legame tra arte e gastronomia”, spiega a Il Gusto Antimo Caputo, amministratore delegato di Mulino Caputo. “Quando parliamo di ‘cultura del cibo’ ci riferiamo a molto più che a semplici prodotti tipici della cucina campana come la pizza, il babà, la sfogliatella o la pastiera - sottolinea - Crediamo sia piuttosto il risultato di tradizioni tramandate oralmente che ormai fanno parte dell'essenza stessa della città. Il Premio ha intrapreso un viaggio insieme ai suoi giovani partecipanti seguendo le orme dei nostri prodotti, cuochi, pizzaioli e pasticceri, che hanno portato la cucina napoletana in giro per il mondo. Abbiamo scelto questi artisti per il loro sguardo innovativo, capace di raccontare in modo nuovo e inedito la storia dell'azienda, il suo percorso e il legame con la città”.

Pizza day, la vera storia della Margherita

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Il progetto, ideato da Valore Italia con Mulino Caputo - in collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti, Fondazione Banco di Napoli, Accademia di Belle Arti di Napoli, Museimpresa - a Manhattan vede il supporto dell'Istituto Italiano di Cultura e Arteria come main partner. “Siamo orgogliosi di questa mostra. Non solo siamo impegnati ad esportare in tutto il mondo i nostri prodotti, ma crediamo nei codici comunicativi dell'arte per trasmettere e far conoscere attraverso il talento di questi giovani la cultura, lo stile e la creatività di un paese unico come l’Italia - dice Caputo - L’arte è il modo più potente per trasmettere la nostra cultura a 360 gradi, e anche quella gastronomica”. E racconta di aver scelto New York come tappa inaugurale all’estero “poiché gli Stati Uniti sono il primo Paese dove abbiamo portato la nostra farina fuori da Napoli quasi 30 anni fa. Quello americano è un mercato interessante, con grande attenzione alla qualità. Poi ora c’è una svolta sui cibi semplici dove noi siamo in pole position con un prodotto genuino. La metà del nostro fatturato è in export, e gli Usa sono il luogo più importante”.

Dalla mostra di New York (foto @Courtesy di Caputo)
Dalla mostra di New York (foto @Courtesy di Caputo) 

Mentre Eugenio Caputo, direttore tecnico dell’azienda, sottolinea che oggi c’è “un ritorno al passato come gusto e qualità”, e ricorda che loro sono dei “reverse migrant. Il bisnonno ha iniziato la sua attività in New Jersey nel 1924, poi è tornato in Italia, nella sua terra”. E visto che in questi giorni nella Grande Mela va in scena il Summer Fancy Food Show, la fiera di agroalimentare più importante del Nord America, Antimo Caputo rivela una novità: “Quest’anno lanciamo la nostra linea retail, siamo sempre stati nel mondo dei professionisti, ma ora sbarchiamo in quello degli appassionati. È un momento di grande evoluzione, sul web si trovano tante ricette e ci sono strumenti di qualità, quindi vogliamo portare nelle case la farina dei professionisti perché cucinare diventi sempre più un movimento di condivisione e divertimento, e anche per educare gli americani a realizzare buoni prodotti a casa”.

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