Aggiungere vita agli anni, imprese all’azienda. Secondo il motto ‘semper ad maiora’ che contraddistingue la famiglia, il Gruppo Caffo, conosciuto in tutta Italia soprattutto per l’iconico Amaro del Capo, giunto ai 110 anni dalla nascita continua ad ampliare i propri orizzonti. L’ultima tappa? Appena siglato l’accordo di 100 milioni di euro con Campari Group per l’acquisizione di Cinzano. Si apre così un nuovo, e ulteriore, capitolo per l’azienda guidata dal ceo Nuccio Caffo e presieduta dal padre Pippo. Una spinta di accelerazione per l’intero gruppo, la strategia di crescita e diversificazione non si arresta, anzi. Dopo la Distilleria Durbino di Udine, Borsci San Marzano, Amaro S. Maria al Monte, Ferro China Bisleri, Grappa Mangilli e il marchio internazionale Petrus Boonekamp, ora il Gruppo abbraccia anche uno degli storici e prestigiosi brand dell’enologia e liquoristica italiana, Cinzano.
“Per il Gruppo Caffo 1915, già presente in oltre 70 mercati internazionali, questa operazione rappresenta un’importante accelerazione del percorso di internazionalizzazione – esordisce il Nuccio Caffo – Cinzano vanta una consolidata presenza sul mercato in oltre cento paesi nel mondo e consentirà di rafforzare in modo significativo la proiezione globale del Gruppo e dei suoi prodotti di punta, principalmente il Vecchio Amaro del Capo. Si tratta di una vera e propria svolta epocale, la più rilevante per noi, destinata ad avere un impatto profondo sulla struttura attuale e sui processi aziendali”.
All’ormai storico Amaro del Capo, al fianco dei liquori che portano nel mondo il sapore e le essenze della Calabria, insieme ai profumi degli altri marchi del Gruppo, si aggiunge ora anche il vermouth come referenza, ma non solo. Un impegno e uno strumento, non solo per rafforzare la presenza sui mercati internazionali, ma anche per rilanciare in Italia il marchio Cinzano: “Nella definizione della strategia complessiva legata alla NewCo che accoglierà il ramo di azienda Cinzano, valuteremo con attenzione il rilancio non solo dei vermouth, ma anche degli spumanti e di altri storici prodotti del marchio – come il Cinzano bitter soda, i liquori e le grappe – Lo faremo con un focus sulla qualità e innovazione, in particolare nel canale horeca e nella mixology”, ha proseguito l’amministratore delegato Caffo.
“Il nostro impegno - prosegue Nuccio Caffo – oltre che per accrescere la nostra presenza sui mercati internazionali, sarà concentrato da subito nel rilanciare in Italia un marchio in cui crediamo, e che vogliamo contribuire a preservare e a sostenere. Questa acquisizione rappresenta un deciso investimento sul Vermouth, un segmento in forte riscoperta a livello globale e Cinzano parte da una posizione privilegiata essendo già il secondo marchio di Vermouth più bevuto al mondo. Caffo crede fortemente nel suo rilancio, con particolare attenzione al Vermouth di Torino, patrimonio storico e culturale italiano di cui Cinzano è parte fondamentale”.
Due realtà agli estremi geografici, ma accomunate dal forte carattere identitario. Da una parte la Cinzano, fondata dai fratelli Carlo Stefano e Giovanni Giacomo nel 1757 a Pecetto Torinese e in pochi anni insignita da Casa Savoia come miglior produttore di una specialità torinese di Vermouth. Un riconoscimento di fiducia tale che, a metà del XIX secolo, vennero spronati dal Re di Piemonte e Sardegna, Carlo Alberto di Savoia, a riprodurre il metodo che in Francia porta il nome di champenois. Cinzano divenne così tra i primi produttori di spumante metodo classico in Italia.
Dedizione e innovazione, tratti comuni con la famiglia Caffo che, partita dalla distilleria di Santa Venerina (vicino a Catania) si è spostata in Calabria per ampliare e fortificare l’arte distillatoria delle vinacce. Il grande salto nel mondo della liquoristica si deve a Pippo Caffo che per amore della moglie Delfina formulò il Vecchio Amaro del Capo, ispirato dai profumi e dalle botaniche di Capo Vaticano. “Sono innamorato di quel posto e di mia moglie” non smette di ripetere il Presidente di Gruppo Caffo 1915. “Il Vecchio Amaro del Capo oggi è una tradizione, ma mezzo secolo fa era un’innovazione ben riuscita – ama sottolineare Nuccio Caffo – Aveva un sapore diverso da quello che si trovava in commercio. Si usavano amari dal sapore amaro, non con la tendenza dolce come oggi. L’Amaro del capo ha un sapore che nasce dalle materie prime, racchiude profumi e sapori della Calabria in ventinove fra erbe, radici e frutti del territorio”. Da quella ricetta rimasta segreta, e oggi conservata solo dal padre e dal figlio, si è sviluppato un impero che da Limbadi non ha smesso di crescere.
Con questa acquisizione, anche il prezioso archivio storico Cinzano entra a far parte del Gruppo Caffo. Manifesti originali firmati da grandi artisti, testimonianze artistiche di epoche e stili di vita che spaziano dal Liberty all’Art Déco, etichette storiche e bottiglie iconiche, documenti e campagne pubblicitarie capaci di ripercorrere e raccontare sue secoli di storia. Un patrimonio culturale che andrà a impreziosire e arricchire la già folta collezione della famiglia Caffo, che ha sempre considerato il valore della memoria tra i più significativi, nel lavoro e non solo.
“L’ingresso di un’azienda storica del nostro settore è il modo più significativo per celebrare il 110° anniversario del Gruppo Caffo 1915 – sottolinea il presidente Pippo Caffo - Per noi costituisce un momento altamente simbolico che dà la misura di come le diverse generazioni della nostra famiglia siano riuscite col proprio impegno a valorizzare gli sforzi di chi li ha precedute. È un rivivere la sfida degli anni ’50 dove le scelte di mio padre e dei suoi fratelli. Costruire il futuro affiancando ai nostri prodotti un brand storico e riconosciuto come Cinzano, rilanciandolo con la visione, la passione e l’impegno che da sempre ci contraddistinguono, sarà l’inizio di un nuovo capitolo che ci darà un ulteriore slancio e una prospettiva più internazionale, sempre nel rispetto del nostro motto semper ad maiora”.--