Gourmantico, la Lombardia come non l’avete mai assaggiata
di Mariella TanzarellaVenti ristoranti (anche stellati) delle province di Bergamo, Como e Monza Brianza propongono fino al 10 agosto menu e abbinamenti a prezzi fissi (80 euro) per conoscere da vicino l’alta gastronomia
Tutto cambia rapidamente, ormai. E quello che prima si considerava accessibile, come una buona cena in un bel posto, diventa problematico. Gourmantico Summer Edition permette incontri ravvicinati con l'alta gastronomia, con l'accoglienza di classe, il servizio accurato e gli abbinamenti ben studiati, a prezzi fissi e "calmierati". Venti ristoranti di alto livello (anche stellati) delle province di Bergamo, Como e Monza Brianza, fino al 10 agosto propongono un pasto di almeno quattro portate e il vino al prezzo di 80 euro a persona. Poco, perché l'offerta è abbondante e la qualità è alta.
Esperienze
In questi locali si spenderebbe molto di più per un menu così ricco, e questa è un’occasione per conoscere luoghi di charme e fare esperienze enogastronomiche importanti senza temere l'incognita del conto: il prezzo è quello, 80 euro. Unica eccezione, Villa Elena, due stelle e supervisione di Enrico Bartolini, dove se ne spendono 160: ma basta controllare in rete, o semplicemente sapere che nei “due stelle” la spesa è da 200 in su.
"È molto bello – dice Camillo Rota, presidente dell’associazione Insieme, che organizza Gourmantico – per noi ristoratori, uniti dalla voglia di condividere e collaborare. E per dare una proposta di qualità a chi oggi non potrebbe più permetterselo. L’edizione estiva consente anche di valorizzare gli spazi all’aperto”.
Molto varie le caratteristiche dei menu, tradizionali o creativi, e la posizione dei locali, tra campagna e collina, lago e centri urbani, concentrati nella Bergamasca. Comune la forte presenza di pesce, come se dall’intuizione di Vittorio Cerea negli anni Sessanta fossero rimasti tutti stregati. E la stagione calda fa la sua parte, invitando a consumare pietanze più fresche e leggere.
E’ in un romantico borgo antico, Ambivere (Bg), l’Osteria dei Camelì, dove la chef Loredana Vescovi è attentissima alle proprietà degli alimenti. Bontà e grande equilibrio nutrizionale. Nella sala elegante dentro l’edificio di famiglia, con un contorno bucolico, un menu basato sull’orto e sul mare. Esempio: Tartare di tonno, granita di pomodori, salsa di lattuga. A Lallio, il Risotto con zucchine, verbena e gambero rosa è una voce del menu di Bolle, ristorante legato al marchio Pentole Agnelli. Design e architetture d’avanguardia, cucina sperimentale.
Scelte
Arredi moderni e un bel giardino per La Caprese di Mozzo (Bg), 50 anni di storia ai piedi delle colline bergamasche, che privilegia il pesce di mare, in ossequio alle origini dei titolari. Tra i piatti Totanetti fritti ripieni di pan grattato profumato al limone, pomodorini, capperi e olive e serviti con acqua di pomodoro. Affondano nel Sud anche le radici di Vito Siragusa (passato per le cucine di Da Vittorio), chef de Al Vigneto, nelle colline della Doc Valcalepio. In menu, San Pietro arrosto, topinambur, broccoletti, polvere di olive e capperi.
Sul Lago d’Iseo si affaccia Zù, a Riva di Solto, che promuove il pesce d’acqua dolce, presente anche nella Linguina al sugo d’anguria, capperi di Pantelleria e guanciale di trota. A Bergamo, su una terrazza all’ottavo piano da cui si vede la Città Alta, il Roof Garden, dell’Hotel Excelsior San Marco. Nel menu Caserecce, capesante, zucchine trombetta e datterini. Immersa nella natura, Tenuta Casa Virginia, a Villa D’Almè, fa anche vini e propone tra l’altro Filetto di vitello panato con maionese del suo fondo, cipollotto lardato croccante e mousse al pomodoro nano.
Sorprende con Tataki di tonno su passatina di frutta e verdura il menu altrimenti classico del Posta, 115 anni di vita a Sant’Omobono (Bg), mentre, creato dalla stessa famiglia, il Frosio di Almè opta per un tranquillo Risotto al basilico e gamberi. Si sceglie al secondo tra Gran fritto di lago e Maialino croccante al ristorante Collina di Almenno San Bartolomeo. E si torna in città, a Bergamo, per la storica Osteria Tre Gobbi, dove bisogna decidere per l’intero menu: di lago o di terra. Fuori zona il Pomiroeu di Giancarlo Morelli, a Seregno (Monza Brianza), locale storico e cucina gustosa (Fregola mantecata al pecorino, brodetto di crostacei, pesto di basilico e mandorle.
Sono sette i locali con una stella. Cucina Cereda a Ponte San Pietro, in una corte del ‘500. In lista spiccano i capù, tipici involtini bergamaschi di verza ripieni di carne trita e cotti nel sugo. Il Saraceno a Cavernago, che dopo un’esplosione di stuzzichini ha il risotto “Ho mantecato una pizza”. Loro a Trescore Balneario, località termale, elenca tra gli antipasti In un sol boccone: sfera di gin agrumato. L’Osteria della Brughiera di Villa D’Almè elenca Gamberoni bianchi del Tirreno sulla brace, ceviche leggero e granita di fichi.
Impronte, a Bergamo, divaga al dessert sul tema L’albicocca: caramellata e fresca, gelato di albicocca, cremoso di caprino e crumble leggermente salato. Umberto De Martino, a San Paolo D’Argon, si discosta dal tutto-pesce con Stinco di vitello cotto morbido, asparagi, ortica e pompelmo candito. E lo affianca uno dei tre outsider, Il Cantuccio di Albavilla (Como), con l’ottimo Mauro Elli: Marbrè e il suo Galletto Ruspante lollipop e patate all’erba cipollina con royale all’erba San Pietro. Per finire in bellezza vera, le due stelle di Villa Elena, sulle alture di Bergamo, con supervisione di Enrico Bartolini e il resident chef Marco Galtarossa che presenta per secondo Faraona e foglia di fico.
Nel sito gourmantico.it tutti i dettagli sulle disponibilità dei menu nei vari locali (pranzo o cena e in quali giorni) e la possibilità di prenotare.