I 10 vini siciliani che rappresentano l’identità dell’isola
di Leonardo RomanelliSicily on wine è stata l’occasione per valorizzare le micro e piccole imprese regionali, fatte conoscere a buyer internazionali. Ecco gli assaggi impedibili
Dieci buyer internazionali, sette Paesi, tre continenti. Ventuno produttori siciliani e oltre duecento incontri B2B. Numeri interessanti, ma dietro le cifre di Sicily on Wine – evento ospitato da pochi giorni nel Monastero seicentesco di Chiusa Sclafani – c’è molto di più: c’è la lotta quotidiana delle micro e piccole imprese siciliane per non affondare in un mercato globale che premia i colossi e ignora chi lavora sulla qualità. Le aziende presenti sono perlopiù a conduzione familiare, con produzioni limitate, spesso sotto le 100.000 bottiglie all’anno. Investono su vitigni autoctoni, sulla sostenibilità, sull’identità. Ma quando si tratta di promuoversi all’estero, si scontrano con una realtà durissima: fiere inaccessibili per costi e logistica, competizione spietata, mancanza di strutture pubbliche di supporto. In molti casi, manca persino il tempo e il personale per seguire i mercati esteri. È il paradosso del vino siciliano: eccellenze che restano invisibili. Ecco perché manifestazioni come Sicily on Wine diventano quasi un’ancora di salvezza. Qui i produttori hanno avuto incontri mirati con buyer da Canada, Francia, Grecia, India, Lituania, Polonia e Regno Unito. Occasioni preziose, ma ancora troppo rare. Serve continuità, e soprattutto serve un sistema che accompagni queste imprese anche dopo l’evento, che le sostenga nella strategia, nella comunicazione, nella rete.
L’uguaglianza di genere
Un altro tema emerso in modo forte è quello dell’uguaglianza di genere. Non un contorno, ma una questione centrale in un comparto che resta ancora dominato da dinamiche maschili. Durante l’evento è stato presentato Grapes of Change, progetto europeo finanziato dal programma CERV e promosso da SFC – Sistemi Formativi Confindustria, insieme a 14 partner. L’obiettivo? Affrontare discriminazioni e squilibri di potere, fornendo strumenti concreti contro stereotipi, violenza e marginalizzazione nel mondo del vino. In Sicilia il progetto è sostenuto dall’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, con la voce di Roberta Urso a ricordare che il problema non è solo culturale, ma anche strutturale: le donne sono ancora troppo poche nei ruoli decisionali, spesso tagliate fuori dai finanziamenti, invisibili nei momenti che contano.Eppure, sono proprio loro – enologhe, produttrici, agronome – a reggere spesso le sorti delle aziende più piccole. Invisibili anche loro, come certi vitigni dimenticati.
Tra visite in cantina e tappa gastronomica in un caseificio locale, Sicily on Wine ha cercato di fare sistema. Un obiettivo nobile, ma difficile. Perché vendere vino oggi non basta più: bisogna vendere narrazione, territorio, esperienza. E questo richiede strumenti professionali, formazione e – ancora una volta – risorse.Il problema non è la qualità del prodotto. È tutto il resto. La Sicilia ha vino eccellente, ma senza una struttura di sostegno seria, il rischio è che resti confinato nei circuiti locali, o – peggio – venga cannibalizzato da operatori esterni più organizzati. I mercati internazionali non hanno tempo da perdere con chi non sa comunicarsi. E la burocrazia italiana, da parte sua, non aiuta. Sicily on Wine è un segnale positivo. Ma servono politiche industriali vere, non eventi spot. Perché l’internazionalizzazione non si fa con un convegno e due strette di mano. Si fa con strategia, coraggio e investimenti strutturali. Tutto ciò che le piccole aziende, da sole, non possono permettersi.
I protagonisti
Antonino Caravaglio
Salina Rosso doc “Scampato” 2021 (Corinto Nero prefillossera)
Un rosso vulcanico e arcaico, figlio di un’isola selvatica e affascinante. Si apre con note di arancia sanguinella e piccoli frutti rossi maturi, che si intrecciano a ricordi di terra salmastra e vento marino. Al sorso è succoso e scattante, con tannini levigati ma vivi che danno ritmo ed energia. Un vino dall’eleganza istintiva e un finale lungo, quasi selvaggio, che graffia e seduce.
Baglio Bonsignore
Sicilia doc Syrah “Pietreasecco” Riserva 2021
Un Syrah intenso, solare e generoso, che racconta la pietra calda della Sicilia. Il colore è rubino vivo, e al naso si dispiega un bouquet profondo di frutti di bosco, terra umida ed erbe mediterranee. In bocca è dinamico, vibrante, con un calore ben dosato che accarezza il palato. Finale di buona tenuta, sapido e fragrante.
Calcagno
Etna Bianco superiore “Primazappa” 2021
Dal cuore del’Etna un bianco luminoso e verticale. Il colore paglierino tenue anticipa un naso minerale e floreale, con fiori secchi, scorza di limone e mela verde. Il sorso è teso, affilato, con una salinità appena accennata che ne allunga la corsa. Freschezza, eleganza e un finale persistente e vibrante che richiama la pietra e il vento.
Cantina Pietracava
Sicilia doc Sauvignon Blanc “Neofos” 2024
Un Sauvignon che parla la lingua della luce mediterranea. Paglierino chiaro e brillante, si esprime al naso con freschezza agrumata, erbe aromatiche e un profilo croccante di lime e limone. In bocca è energico, scattante, con una vena fresca e saporita che lo rende irresistibilmente beverino. Finale agile, che invita al secondo sorso.
Cantine Barbera
Menfi doc rosato “La Bambina” 2020 (Nero d’Avola 60%, Frappato 40%)
Un rosato che danza tra grazia e potenza, vestito di un rosa provenzale delicato. Il naso è fine, con note burrose e fruttate, eleganti e luminose. Il palato è carezzevole e succoso, con una freschezza vivace e un equilibrio armonioso. Il finale, sorprendente, cresce in potenza e persistenza, lasciando un'impronta elegante e decisa.
Grottafumata
Terre Siciliane igt “Latosud” 2022 (80% Carricante, 20% Zumatteo)
Un bianco macerato dalla personalità sfaccettata, che unisce profondità e tensione. Le note di mandorla e nocciola si fondono a sentori lievi di vaniglia e macchia. In bocca è raffinato, dai tannini gentili, con accenti salini, iodati e una vena calda e speziata. Il finale è potente e saporito, un viaggio tra terra e mare.
Guccione
Terre Siciliane igt “Bianco di Cerasa” 2021 (Trebbiano e Catarratto)
Un bianco mediterraneo dalla veste dorata, luminoso e profondo. Al naso si aprono sentori marini, erbe aromatiche, roccia bagnata e una vibrante nota salina. In bocca è elegante, pieno e succoso, con una dinamica gustativa vivace e appagante. Il finale è lungo e stratificato, come una passeggiata sulla costa al tramonto.
Porta del vento
Monreale doc Perricone 2023
Un rosso raro e affascinante, dal profilo austero ma accogliente. Color porpora brillante, con un naso che mescola mineralità, frutti neri e erbette di campo. Il sorso è preciso, agile, con acidità viva e tannini ben integrati. Chiude su note fresche e lievemente speziate, lasciando una sensazione piacevole e raffinata
Terre Garcia
Sicilia doc Kalatalì 2022 Nero d’Avola e Syrah, 2022
Un rosso dalla luminosità trasparente e dallo spirito giovane e vitale. Il naso è esplosivo di frutta: ciliegia matura, more e fragoline di bosco, accompagnati da una sfumatura di pepe nero. Il palato è saporito, rotondo, con una strttura leggera ma piena di gusto. Un vino sincero, immediato, che vibra sul finale con succosa energia.
Vigneti Verzera
Faro doc “Gypsos” 2021
Un Faro di grande finezza, dal colore rubino limpido con tocchi granati. Il bouquet è fresco e sottile, con frutti di bosco, note erbacee e sentori verdi. Il sorso è elegante, succoso, con calore equilibrato e una trama tannica ben integrata. Il finale è slanciato, succoso, con una freschezza che rinfresca e invita.