Se anche una marmellata può essere simbolo di riscatto e rinascita
di Luisa MoselloI premi del ministero dell’Agricoltura alle realtà che uniscono l’enogastronomia alla solidarietà
Quando l'universo agroalimentare si unisce al sociale, al benessere, allo sport e alla produttività a 360 gradi l' eccellenza è servita. E serve, a rappresentare l'Italia del buono con azioni concrete come quelle premiate a Roma dal ministro dell'Agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida al Foro Italico, in occasione dell'Italy Major Premier Padel in corso nella Capitale. Un incontro in collaborazione con Ismea che ha celebrato l'unione fra i tanti aspetti del cibo a partire da quello che nutre, è proprio il caso di dirlo, la solidarietà.
Come fa per esempio don Aldo Buonaiuto fondatore a Fabriano della cooperativa Pace in terra che ha dato vita all'inizio dell'anno, con la Fondazione Santo Versace e il suo progetto Il Gusto del Bene al laboratorio Redenta in cui le donne vittime di tratta producono marmellate artigianali con frutta fresca del territorio (anche grazie ai macchinari per la cottura e la pastorizzazione e sterilizzazione offerti dall’Università Politecnica delle Marche). "Il cibo rappresentato in questo caso dalle marmellate è il simbolo di riscatto e di rinascita", ha spiegato Don Aldo che ha ricevuto il riconoscimento per la sua attività dal ministro Lollobrigida che ha sottolineato la visiona poliedrica dell'agricoltura e quanto sia fondamentale, e per fortuna anche sempre più diffuso, l'aspetto solidale che attraverso il cibo aiuta e sostiene chi ha bisogno.
"Abbiamo tante associazioni che operano nel settore del recupero dal disagio, dalle tossicodipendenze o come in questo caso delle donne vittime della tratta -ha spiegato il ministro- utilizzando l'agricoltura o la trasformazione di prodotti agricoli non solo per creare lavoro e ricchezza ma anche un modo di creare qualità che aiuta nelle fasi di recupero dal punto di vista fisico e soprattutto mentale. Nella maggior parte dei casi le trasformazioni del prodotto sono a chilometro zero, produzioni locali". E nel caso delle marmellate di Redenta il simbolo è ancor più vicino alla realtà: "Quando si parla di frutta - ha aggiunto Lollobrigida- quasi sempre nella trasformazione si utilizza quella che ha un costo inferiore che non viene inserita nella catena distributiva classica ma crea ugualmente ottime marmellate perché sono tra virgolette imperfette per natura nel senso che il frutto è imperfetto ma la qualità non è inferiore a quelli che hanno un aspetto bello. E sì, si potrebbe dare anche una lettura simbolica, dall'imperfezione alla qualità associata al recupero".
Oltre a Don Aldo Buonaiuto premiati altri esempi del "buon" fare": dal presidente di Ita Airways Sandro Pappalardo (che ha annunciato l'impegno dell'azienda ad essere ambasciatrice della candidatura Unesco della Cucina italiana) a Tommaso Tanzilli presidente FS Holding, da Maria Teixidor segretario generale dell' International Padel Players Association, l’associazione giocatrici professioniste padel. Premiata a sorpresa la Direttrice del Gusto Eleonora Cozzella (che ha ricevuto il riconoscimento per la sezione comunicazione insieme a Fabio Gallo conduttore di Linea Blu Discovery).
La motivazione: "Perché con la sua attività editoriale insieme ai giornalisti del Gusto di Repubblica e Stampa celebra con curiosità e spirito critico i nostri tesori enogastronomici". "Un riconoscimento doppiamente gradito perché inaspettato" ha commentato Cozzella. Che a chi voleva strapparle una lacrima per la sorpresa e l'emozione, mentre riceveva insieme alla targa la maglietta con la scritta "sPadelliamo", fra padel e cucina italiana, rispondeva: "Non piango perché chi si occupa di cibo è sempre felice".