Naviga

E se riscoprissimo il Valpolicella come vino (anche) da aperitivo?

Servito nella glacette, a una temperatura anche al di sotto degli 8 gradi: l’esperimento funziona e così il rosso diventa un vino per tutte le stagioni e tutte le ore

2 minuti di lettura

Quello della temperatura di servizio dei vini rossi tra 14 e 18°C a seconda della struttura sembra essere un cliché sorpassato, una regola valida solo per prodotti “maturi” e dal tannino importante. Sdoganare l’abbinamento tra pesce e vino rosso ha senz’altro contribuito a far nascere questa tendenza, soprattutto in estate quando diventa piacevole accompagnare il pasto a un calice ben fresco. Il cambiamento climatico sta facendo il resto, portando con sé temperature torride per mesi.

Le tendenze

Così, anche il consumo del vino si adatta ai nuovi ritmi. Oggi la tendenza va verso vini più leggeri, agili, capaci di stare bene in tavola ma anche all’ora dell’aperitivo. Tra i vini rossi da bere freschi più “gettonati”, si sta facendo strada il Valpolicella Doc, protagonista di un inedito aperitivo servito in occasione della terza edizione romana dell’evento Amarone in Capitale. “Il 2025 è un anno importante per il Consorzio Vini Valpolicella – ha dichiarato il presidente Christian Marchesini – poiché ricorre il centenario della fondazione. Quello dell’aperitivo servito nella glacette, a una temperatura piuttosto bassa, è un esperimento iniziato cinque anni fa. Oggi è diventato un messaggio che il Consorzio sta trasmettendo con successo, per questo abbiamo deciso di sperimentarlo anche a Roma. Stiamo spingendo molto su questo, con i consumatori ma anche con i produttori. Bisogna educare, insegnare a presentare i vini in estate alla temperatura corretta”.

Il presidente Marchesini (ph. Consorzio Tutela Vini Valpolicella) 

Il ghiaccio

Se nei mesi estivi un vino rosso servito a temperature elevate risulta quasi imbevibile, la soluzione arriva dal freddo, in questo caso dal ghiaccio. “Si può anche scendere al di sotto degli 8°C – ha continuato Marchesini – considerato che una volta servito, sono sufficienti pochi minuti per raggiungere la temperatura corretta”. Il raffreddamento dei vini rossi idonei non deve più essere considerato un’eresia enologica, ma uno strumento per valorizzarne l’equilibrio e l’adattabilità a contesti diversi. È un cambiamento culturale che sta coinvolgendo anche la sommellerie, sempre più attenta alle preferenze del consumatore contemporaneo, che desidera vini fruibili, eleganti e capaci di raccontare il territorio senza essere eccessivamente impegnativi. Possiamo quindi considerare il Valpolicella un vino moderno, nonostante rappresenti la produzione storica del territorio. Già durante l’Impero Romano era conosciuto e apprezzato il Recioto, oggi candidato a diventare Patrimonio Immateriale dell’Umanità Unesco insieme all’Amarone e al Ripasso.

“Il Valpolicella è il loro fratello, anche lui ha migliaia di anni sulle spalle, anche lui si è evoluto come tutti gli altri. In questo momento sta tornando di moda la piacevolezza, il gusto di bere questo vino dalla gradazione alcolica contenuta – tra 12 e 13% vol – servito fresco e abbinato a piatti marinari come la piovra e altre ricette a base di pesce, molluschi e crostacei”. I tannini estremamente morbidi, caratteristica delle uve Corvina e Corvinone, rendono il Valpolicella un candidato ideale a giocare il ruolo da protagonista delle quattro stagioni e l’assaggio conferma la versatilità di un vino caratterizzato da una discreta complessità che non lo fa sfigurare a confronto con molti vini bianchi. “C’è una forte tendenza da parte dei produttori a riscoprire i Valpolicella con gradazione alcolica bassa, come avveniva qualche tempo fa – ha concluso il presidente Christian Marchesini –. Questo facilita anche il cambiamento di stile del consumo da parte dei bevitori. E il Valpolicella ha tutti i numeri per poterli accontentare”.