Quest'estate non sentiremo solo il nuovo tormentone estivo di Stash, il cantante dei The Kolors, ma potremo anche mangiare le "sue" focacce ripiene, che assomigliano in parte a quelle che gli preparava la mamma quando andava in gita. Le sue per ora le troveremo solo a Capri, dove, in piazzetta, ha appena inaugurato Focaccia Factory, primo punto vendita italiano del brand che ha conquistato Londra.
"Ho scoperto Focaccia Factory mentre ero in tour in Europa - racconta a Il Gusto Stash -, un tour incredibile: 13 paesi e 25 città, e di solito nel camerino ci hanno sempre fatto trovare del cibo italiano, per darci il benvenuto, per farci sentire a casa. A Londra avevamo pochissimo tempo tra la fine delle prove e l'inizio del concerto, e pensavo di mangiare direttamente a fine serata. Solo che entrando nel camerino quel profumo di qualcosa di caldo, di buono, mi ha inebriato. Ho afferrato la guantiera, il vassoio come lo chiamiamo a Napoli, e ho visto delle meravigliose focacce. Quando mi hanno detto che me le mandava Giuseppe Aprovidolo che aveva un locale a Londra non ci potevo credere: è un mio vecchio amico d'infanzia, entrambi siamo di Cardito, anche le nostre famiglie sono legate da una bella amicizia fin da quando eravamo piccoli. È stato bellissimo ritrovarlo lì, con questo progetto".
Come mai ha scelto Capri per la prima apertura italiana?
"Io sono habitué della piazzetta di Capri, nei miei giorni liberi cerco sempre di andare lì perché ci sono delle vibrazioni in questo posto che mi nutrono l'anima. Da tempo stavo cercando un format imprenditoriale. E quando ho parlato con Giuseppe (Aprovidolo, ndr) mi è parso tutto chiaro in una frazione di secondo. A metà marzo ne abbiamo riparlato e in tempo record da quando ci è venuta l'idea, abbiamo aperto. Questo mi fa pensare che doveva andare così, e che è un progetto con un entusiasmo autentico. Poi, guardandola da un lato imprenditoriale, questa velocità mi fa pensare che sia un progetto scalabile”.
Perché ha scelto di investire proprio nell'enogastronomia?
“Amo il cibo innanzitutto come cliente. Poi in questo progetto mi sono sentito coinvolto fin dall'inizio e in ogni minimo dettaglio. Non solo nel discorso degli ingredienti, per noi importantissimi, ma anche per aspetti più tecnici, come la temperatura a cui viene servita la focaccia. Che è un dettaglio fondamentale per noi. Tanto che le borse che diamo per l'asporto sono termiche affinché il prodotto mantenga il suo calore e sapore”.
Lei sa cucinare?
“Sì, nelle poche cose che faccio mi sento abbastanza forte. Sono piatti della tradizione napoletana che ho imparato a fare quando mi mancava la cucina di casa. Sono un ex studente dell'Accademia di Brera e quando sono arrivato a Milano, ho iniziato a cucinare per me e per gli amici. La genovese con lo zito spezzato per me è il comfort food, il piatto mio preferito in questo momento della mia vita perché è proprio l'emblema delle giornate trascorse in famiglia. Ma mi sento abbastanza bravo anche sulla pasta e piselli o sulla pasta e fagioli. Una cosa su cui non sono bravo sono le porzioni. Se devo cucinare per 2-3 persone, sono fortissimo, già su 4-5 porzioni comincio ad avere problemi”.
Cosa ha detto sua mamma allora quando le ha annunciato che avrebbe aperto una focacceria invece che una polpetteria?
“La focaccia è un qualcosa che nella mia vita c'è sempre stata, soprattutto nei momenti in cui andavo a scuola e c'erano le gite. A parte la famosa frittata di maccheroni che a Napoli è la famosa frittata di spaghetti del giorno prima, quando andavo in gita mia mamma mi preparava sempre la focaccia. Quindi oggi a mia mamma dico, faccio come facevi tu con me. Mi prendo cura delle persone che sono in gita preparando per loro questa buonissima focaccia ripiena”.
Quanto la impegnerà questo progetto?
“Peppe Giuseppe Aprovidolo che è il mio socio in questo progetto si è trasferito a Capri in questa fase perché vogliamo dedicarci al cento per cento a questa a quest'apertura, a questo punto vendita. È giusto metterci non solo la faccia, ma anche le mani e la bocca. Si deve percepire l'amore che c'è dietro, la cura che c'è dietro ai dettagli”.
Che rapporto ha in generale con il cibo?
“Una meraviglia. Nel senso che io sono un goloso nato. Sono naturalmente predisposto all'assaggio di qualsiasi tipo di pietanza e di cucina. Qualche volta sono stato parecchio in sovrappeso e quindi mi sono dovuto mettere a dieta. Ma ho sempre avuto un approccio abbastanza sereno nei confronti del mio corpo e del cibo”.