L’evento

Dal frico al Montasio, i sapori del Friuli Venezia Giulia sbarcano a Montecitorio

Il frico
Il frico 

Una degustazione di prodotti alimentari e vini della regione per far conoscere il meglio della regione

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"Certo che c'è il nostro tiramisù. Che è il primo, non ce ne voglia Luca Zaia che non sarà d'accordo. Ma l'origine è friulana non veneta". Non risparmia la (gustosa) disputa in punta di palato il deputato Massimiliano Panizzut rivolgendosi al governatore del Veneto mentre racconta come è nata l'idea di organizzare una degustazione di prodotti regionali nel ristorante di Montecitorio. Che in un pomeriggio di inizio maggio diventa il vassoio dei sapori autentici del Friuli Venezia Giulia. Perché Panizzut è friulano, nato ad Aviano (Pordenone) ed eletto nel collegio di Trieste-Gorizia. Non ci sono le ostriche come quelle degustate due mesi fa a Palazzo Madama sede del Senato su iniziativa del senatore di FdI Alberto Balboni, ma il piatto è molto ricco. Una carrellata di eccellenze che parlano e coccolano la lingua di una regione da assaporare in lungo e in largo.

L'evento a Montecitorio
L'evento a Montecitorio 

"L'idea era portare una 'cartolina' del mio Friuli Venezia Giulia qui in Parlamento. E abbiamo pensato di iniziare con una degustazione dei nostri prodotti supportati dalla Regione e dal consorzio Via dei sapori (che ha compiuto 25 anni, ndr). Perché in questa sede? Perché fra parlamentari, deputati, senatori, dipendenti e collaboratori si può avere uno spaccato di tutte le regioni. Ed era interessante fare assaggiare al resto d'Italia il nostro patrimonio. Che devo dire è stato molto apprezzato dai tanti presenti, circa 150 persone". Un evento organizzato in una giornata molto particolare per Roma con l'inizio del Conclave ("La data era già stata spostata una volta perché prevista quando era in visita Re Carlo") che ha offerto una carrellata di bontà condite di tradizioni, sapori e saperi di un angolo d'Italia da esplorare con tutti i sensi.

Il menu ha proposto una girandola di assaggi d'eccellenza. Dalla trota tagliata in bellavista e servita con spray Gin Nonino al prosciutto di San Daniele, al cotto di Trieste. Dalla ocadella (mortadella di oca) ai formaggi Formadi frant con confettura di cipolle rosse, Montasio stravecchio con il miele, frico croccante. E ancora: muset-cotechino con ciuffo di brovada su polenta arrostita; sarda in saor; frico di patate e cipolla; pitina e crema di asparagi con branzino marinato. Per arrivare a uno dei piatti forti e apprezzati come i Cjarsons i tipici ravioli carnici alle erbe, con ricotta affumicata di capra.

Sul versante dolce: il già citato tiramisù friulano, la gubana e il presnitz triestino. E non potevano mancare i vini del territorio dalla Ribolla gialla al Collio, dalla Malvasia alla Vitovska fino al Ramandolo. Per l'edizione del prossimo anno Panizzut anticipa qualche novità: "Vorremmo portare qualcosa di meno conosciuto. Per esempio la 'caldaia', il bollito misto alla triestina. Che non ha niente da invidiare a quello più noto piemontese...".

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