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Il ritorno di Sinner da festeggiare a tavola: i locali dove mangiare e bere intorno al Foro Italico

Il ritorno di Sinner da festeggiare a tavola: i locali dove mangiare e bere intorno al Foro Italico

Ristoranti e wine bar, ma anche street food e gelaterie: una guida per rifocillarsi tra una partita e l’altra degli Internazionali di tennis di Roma

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Game. Setch, Match. Il suono, perentorio, di queste parole scandisce il ritmo degli incontri sul terreno di gioco degli Internazionali BNL d’Italia, il più importante torneo tennistico nazionale in campo maschile e femminile e parte del circuito ATP World Tour Masters. Al Foro Italico di Roma si vedrà il ritorno (tanto atteso!) con la racchetta in mano del numero 1 Jannick Sinner. L’evento sportivo farà convergere nella Capitale folle di appassionati sportivi. Il Gusto ha selezionato alcune tra le mete più appetibili per rifocillarsi prima o dopo le partite: wine bar, pasticcerie, ristoranti e mete di street food capaci di soddisfare le gola di chi ha tifato, esultato, e si è divertito a ogni scambio.

Meritano un’attenzione particolare i ristoranti della zona che vedono brillare stelle Michelin sulle insegne. Villa Laetitia, ristorante nella storica dimora progettata da Brasini a inizio del secolo scorso, oggi di proprietà della famiglia Fendi Venturini, regala agli ospiti uno stile liberty inconfondibile e il sapere dei fornelli di Domenico Stile, che di Enoteca La Torre Villa Laetitia. A poca distanza, nel limitrofo quartiere romano di Prati, Pulejo porta il nome dello chef e patron Davide cresciuto professionalmente tra Roma e orizzonti stellati internazionali, e capace di coniugare nei piatti le sperimentazioni con il gusto, la ricerca delle materie prime con la leggerezza del piacere.

Lo’Steria - via dei Prati della Farnesina 61

Moderna osteria al limitare di Ponte Milvio, alle spalle dei campi da tennis del Foro Italico, guidata ai fornelli dallo chef Luca Ogliotti. Una solida espressione di Roma nel piatto, la cucina della tradizione capitolina fatta boccone, dalla coda alla vaccinara all’amatriciana, passando per trippa e cacio e pepe. Pochi orpelli, quasi zero, unico tratto distintivo la velocità e cortesia nel servizio che, insieme al gusto pieno delle pietanze, rende l’esperienza a questa tavola davvero piacevole.

2) Acciuga - via Vodice, 25

Rinnovato negli spazi e nel concetto, Acciuga è sempre la casa di Federico del Monte, tavola e cucina in cui lo chef porta i sapori della memoria marchigiana. Una riedizione recente vede il menu contrasti e concentrarsi, a favore di una riduzione di prezzi ma non della qualità; cucina di pesce fresco e locale, con piccole digressioni marchigiane nel gusto e nelle ricette.

Uno dei piatti di Carter Oblio
Uno dei piatti di Carter Oblio 

3) Carter Oblio - via Giuseppe Gioacchino Belli, 21

Minimale ed elegante nell’aspetto, moderno e audace negli abbinamenti dei sapori, Carter Oblio stupisce senza stravolgere la percezione. Pasta, pane, essiccati, prodotti fermentati ed insaccati, tutto prodotto in casa giornalmente, la cottura al centro delle attenzioni insieme alla selezione degli ingredienti. Brace, cenere, fiamme, temperature contribuiscono al sapore e all’armonia dei piatti pensati e realizzati dallo chef Ciro Alberto Cucciniello.

4) L’Arcangelo - via Giuseppe Gioacchino Belli, 59

Una moderna trattoria di lunga data, l’Arcangelo prende il nome dallo chef e patron Dandini, discendente di una storica famiglia di trattori nei Castelli Romani. Attinge alla storia e alla tradizione per i sapori, non radicandosi nella forma: Dandini, studioso di storia della cucina e non solo, porta ai fornelli il suo sapere. Non si limita ai piatti diventati icona, nel menu quelle che sembrano incursioni e digressioni hanno sempre motivazioni profonde, come le visciole tra gli antipasti e il garum dell’Antica Roma che diventa ingrediente per un primo piatto. Se la pasta è il suo forte, il supplì “Supplizio” è un suo vessillo di ricerca e gusto. Accogliente ed elegante, L’Arcangelo completa l’offerta con una selezione dei vini interessante e la cordiale accoglienza in sala dello chef affiancato da Stefania Sammartino.

Arcangelo Dandini
Arcangelo Dandini 

5) Avenida Calò - via Pinturicchio 38/40/42

Recente apertura nel panorama delle pizzerie nella Capitale, pochi mesi e già affermata grazie all’impegno di Francesco Calò al forno e di sua moglie Chiara Maggio in sala. Un impasto identitario messo a punto con anni di esperienza, farine meno raffinate per un aroma più intenso, e condimenti capaci di spaziare dalla tradizione ai più eclettici. Nella scelta degli ingredienti che compongono il menu, un occhio alla stagionalità che determina i sapori dagli antipasti ai condimenti. Leggere con attenzione le proposte che si dividono nel menu tra pizze della tradizione, pizze doppio crunch e le (R)evolution creation.

6) Bonci Pizzarium - via della Meloria, 43

Ha scritto, anzi riscritto, il destino e il carattere della pizza romana in teglia a taglio. È Gabriele Bonci l’artefice e il pizzaiolo di Pizzarium, che diventa una tappa veloce e imperdibile lungo il percorso che porta al Foro Italico. Dagli impasti, le farine e la loro idratazione, alla maturazione fino a tutti gli ingredienti che compongono i condimenti a contribuire al successo nazionale di questa pizzeria. Audacia e caparbia, stile e capacità di dosare i sapori, eclettismo e grande saper fare, tutto in un morso di pizza a taglio.

7) Trapizzino - piazza del Risorgimento 7/a

Non solo pizza, anzi un iconico incrocio tra pizza e tramezzino, ideato da Stefano Callegari. Il triangolo di pasta di pizza, soffice internamente e leggermente croccante sul bordo, usato come tasca per i più classici piatti della cucina romana, e non solo. Pollo alla cacciatora, trippa alla romana, polpette, parmigiana di melanzane, stracciatella e alici ma anche zighinì per i palati più audaci (e abituati al piccante).

I Trapizzini
I Trapizzini 

8) Mostò - via Pinturicchio, 32

Enoteca con oste, e che oste! Ciro Borriello mette la sua lunga esperienza in ristoranti importanti al servizio delle bottiglie e degli ospiti, riuscendo nell’impresa di far sentire a proprio agio chiunque. Calici, bottiglie e piatti sono proposti tra scaffali e menu, ma è a voce che si comprende la vera motivazione che spinge a questa enoteca: la rara capacità di comprendere il desiderio e consigliare nella scelta.

9) Neve di Latte - via Luigi Poletti, 6

Latte dell’Alta Baviera, ingredienti biologici certificati e di stagione, basso contenuto di zucchero per questa gelateria naturale che in città ha segnato una svolta anni fa, e continua a tenere alto il vessillo della qualità. Ventotto gusti, tra creme e frutta, proposte che includono le gluten free e vegane, dal caramello salato al mirtillo passando per la crema al passito di Pantelleria e il gelato alla nocciola bio del Viterbese. Una tappa da non perdere per gli amanti del gelato, per gli appassionati e anche per chi trova piacere nel refrigerio di un boccone freddo-gelato.

10) Pasticceria Mondi - via Flaminia, 468

Ben più che una pasticceria per i romani, ma prezioso approdo fuori dal traffico per chi si approccia in città. Mondi è un’isola felice dalla colazione, con i suoi lieviti dolci, all’aperitivo. Pasticceria dolce e salata, con tutto il pregio che mantiene il lato salato dalla sfoglia per le pizzette ai rustici, mai banali e sempre freschi. Qui canapè e tartine non sono mai passati di moda, anzi continuano a scandire i momenti della giornata.

Anche all’interno del villaggio allestito per la competizione è possibile godere i piaceri dell’enogastronomia, italiana e non solo. Per il secondo anno consecutivo, Eataly è presente al Fan Village degli Internazionali BNL con i piatti più amati dagli italiani, a partire dallo Spaghetto Eataly, per finire con gli hamburger da carni selezionate e i cocktail. Sponsor della manifestazione sportiva e, ancora una volta, al fianco degli sportivi (sugli spalti) è Peroni Nastro Azzurro con il suo gusto istintivo che affianca gli italiano sin dalla sua nascita. A vivacizzare il villaggio degli Internazionali è il Consorzio Asti DOCG con la capacità di portare nel bicchiere, tra il sorso e le bollicine, tutte le peculiarità del territorio di Langhe, Roero e Monferrato.

Allo stesso modo, ricalcando lo stile indistinguibile della gastronomica italiana, anche il pastificio Rummo che, dal campo dove le spighe di grano maturano alle padelle dove la pasta incontra i condimenti, racconta a sportivi e appassionati il saper fare del nostro Paese. All’ora dell’aperitivo lo stand da privilegiare è quello del St-Germain, l’iconico liquore francese che per il secondo anno è Official Supplier degli Internazionali, con uno spazio all’interno del Fan Village chiamato St-Germain Riviera Club. Tra le proposte il cocktail St-Germain Hugo, mentre la proposta food è curata da Maio Restaurant. Auricchio, altro partner dell’evento tennistico, porta nel boccone il valore del made in Italy con la sua sapienza nella selezione del latte e il saper lavorare la pasta filata del formaggio. E siccome irrompe la primavera con il suo tepore, a volte poco clemente, sugli spalti e nel villaggio compare anche Algida, azienda che con i suoi marchi ha fatto del gelato una delle bandiere dell’Italia.

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