L’intervista

“Si beve meno alcol, le nostre bibite possono entrare in pizzerie gourmet e ristoranti fine dining”

Michel Beneventi
Michel Beneventi 

Michel Beneventi, CEO di San Pellegrino: “I mocktail piacciono molto ai giovani, ma anche a chi ha piacere di bere qualcosa di buono e meno caro”

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San Pellegrino, con una storia di oltre 125 anni, ha consolidato il suo legame con l’alta ristorazione, investendo anche sulle nuove generazioni di chef. A Identità Golose 2025, l’azienda ha puntato su un nuovo progetto di abbinamenti tra pizza gourmet, fine dining e le sue bevande, “una testimonianza della versatilità dei nostri prodotti”, dice Michel Beneventi, CEO di San Pellegrino.

Dottor Beneventi, quali sono in particolare le novità presentate a Identità Golose?

“Quest’anno abbiamo voluto portare la pizza gourmet nell’alta cucina italiana, in abbinamento alle nostre bevande, che sono molto versatili.”

In che modo?

“Insieme a chef e pizzaioli rinomati, abbiamo studiato dei pairing in grado di valorizzare al meglio i piatti e i nostri prodotti. Per esempio, Francesco Esposito, di Taverna Estia, e il maestro della pizza Salvatore Salvo hanno portato ‘Burro e Alici’ e ‘Domenica’. La prima proposta accompagna il burro di bufala fermentato, le alici marinate e il limone ossidato al Chinò San Pellegrino; mentre la seconda abbina i carciofi cotti sui carboni con provola, aglio orsino, pecorino dei monti Lattari e olive nere di Gaeta al Cocktail SanPellegrino”.

Lei quale abbinamento ha preferito?

“Nonostante il chinotto sia una delle mie bevande preferite, devo dire che ho apprezzato molto anche il piatto abbinato al cocktail SanPellegrino. Quindi direi cinquanta e cinquanta”.

San Pellegrino è ormai un brand radicato nell’alta ristorazione. Quanto è importante questa connessione e come viene sviluppata?

“Avendo una storia di oltre 125 anni nella cucina, nella gastronomia e nel Made in Italy, per noi è molto importante collaborare con gli chef. Adesso stiamo investendo sulla nuova generazione, attraverso la S.Pellegrino Young Chef Academy”.

Di cosa si tratta?

“È un programma che portiamo avanti dal 2015 e che oggi conta più di tremila partecipanti, di cui 2100 giovani chef e 900 chef stellati. L’obiettivo è dare voce a questi ragazzi, attraverso formazione, tutoraggio, networking e opportunità di carriera. Quest’anno ha vinto Edoardo Tizzanini, del ristorante Da Vittorio a Brusaporto (Bergamo), e a ottobre 2025 avrà l’onore di presentare il suo signature dish alla finale internazionale insieme al suo mentore: Giancarlo Perbellini”.

Il settore del beverage sta evolvendo, voi come riuscite a mantenere un equilibrio tra tradizione e innovazione sul mercato?

“Il nostro segreto è non aver mai cambiato il prodotto. L’acqua minerale S.Pellegrino viene prodotta sempre nello stesso modo e con la stessa etichetta. Quello su cui facciamo innovazione sono le bibite e i loro gusti”.

Le nuove tendenze, come per esempio il low alcol, vi hanno aiutato nella promozione dei vostri prodotti?

“Sì, decisamente. I nostri mocktail piacciono molto ai giovani, ma anche a chi ha piacere di bere qualcosa di buono e meno caro, o semplicemente un prodotto non alcolico”.

Se dovesse descrivere S.Pellegrino tra dieci anni, come lo immaginerebbe?

“Sicuramente con gli stessi valori che contraddistinguono l’azienda da 125 anni. Abbiamo in carica un territorio e delle sorgenti, quindi ci impegniamo per assicurare continuità nel prodotto e del personale”.

Avete qualche novità in arrivo?

“Abbiamo delle belle idee sul chinotto San Pellegrino, arriveranno a breve. Ma al momento non posso dire di più”.

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