Intolleranze alimentari, ovvero, reazioni avverse al cibo, che causano disturbi e reazioni indesiderate dopo l’ingestione degli alimenti di cui si è intolleranti. Questo ampio gruppo di intolleranze è differente dalle allergie perché queste ultime coinvolgono il sistema immunitario ovvero il sistema di difesa dell’organismo, mentre le intolleranze non sono provocate dal sistema immunitario. La difficoltà di individuare le intolleranze è dovuta anche al fatto che la reazione può non avvenire immediatamente ma anche differita nel tempo, cioè dopo qualche ora o qualche giorno. Le intolleranze alimentari sono di diverso tipo, quelle enzimatiche come ad esempio l’intolleranza al glutine. Il glutine è una proteina presente nel grano, nella segale e nell'orzo. La sensibilità al glutine o gluten sensivity non è la stessa cosa della celiachia, che è un tipo di malattia autoimmune. Quando si soffre di celiachia, il malassorbimento dipende dall’intestino tenue. Se si soffre invece di una sensibilità al glutine non celiaca, il corpo ha più difficoltà a digerire il glutine. Un’altra intolleranza è quella al lattosio dovuta al fatto che il soggetto non produce l’enzima lattasi capace di scomporre di scindere il lattosio, cioè lo zucchero del latte e dei latticini. Le intolleranze hanno manifestazioni tanto variabili che non è possibile escludere interazioni tra meccanismi biochimici e meccanismi mediati immunologicamente.
Il caffè fa bene, ma non più di 3-4 tazzine al giorno
Le reazioni frequenti
Le intolleranze a un determinato alimento risentono molto della dose ingerita, se la quantità è al di sotto della dose massima l’organismo è in grado di tollerare. Al contrario, quantità al di sopra della dose massima causeranno disturbi proporzionati alle quantità di cibo ingerite. Non così per le allergie che non dipendono dalle quantità ingerite; infatti, basta anche una minima quantità per attivare il sistema immunitario e scatenare la reazione allergica e se non si interviene immediatamente con farmaci appropriati può provocare uno shock anafilattico. Esiste anche la reazione infiammatoria all’istamina che è una ammina, cioè una sostanza chimica naturale presente in alimenti come formaggio, ananas, banane, avocado e cioccolato. Anche il vino rosso e vini la contengono assieme ad alcuni bianchi. Le persone intolleranti all'istamina non producono abbastanza enzima diaminossidasi per scomporre questa sostanza.
Ecco perché la “Dieta Mediterranea” è il modo migliore per vivere a lungo
Ecco i cibi che causano intolleranze
Gli alimenti che tendono a causare reazioni di intolleranza nelle persone sensibili sono: latticini, cioccolato, uova, in particolare albume, esaltatori di sapidità come MSG (glutammato monosodico 621), additivi alimentari, fragole, agrumi e pomodori, vino, in particolare vino rosso, istamina e altre ammine presenti in alcuni alimenti. Bisogna sempre trovare l'allergene nel più breve tempo possibile e quando i sintomi compaiono entro pochi minuti dall'assunzione di un determinato alimento, questo compito diventa facile. Tuttavia, se la causa è sconosciuta, potrebbero essere necessari test diagnostici, come: tenere un diario alimentare e dei sintomi per verificare i modelli eseguire test cutanei mediante puntura di spillo con estratti alimentari o analisi del sangue per la ricerca delle IgG. Eseguire test con prelievo del sangue per la ricerca delle immunoglobluline. Purtroppo, le allergie alimentari sono in aumento; per gli adulti i dati indicano poco oltre il 34% di aumento annuo mentre per i bambini al di sotto dei tre anni l’aumento si attesta addirittura al 120%.