L’intervista

Cristina Ziliani: “La nuova sfida è dare sempre più valore ai territori e ai loro custodi”

Cristina Ziliani: “La nuova sfida è dare sempre più valore ai territori e ai loro custodi”

La vice presidente di Berlucchi e il nuovo concept che arricchirà il palinsesto di Identità Golose: l'obiettivo è portare ai giovani storie che possano essere d'ispirazione.

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La ventesima edizione di Identità Milano si chiude non tirando le somme, ma guardando già a quello che succederà l'anno prossimo. E annuncia un nuovo concept che dal prossimo anno arricchirà nuovamente il già ricco palinsesto di appuntamenti. Si tratta di Laboratorio Identità di Territorio, finora un premio (quest'anno dato alla Francescana Family), che dall'anno prossimo diventa un vero e proprio spazio. A dare l'annuncio è stata Cristina Ziliani, vice presidente e responsabile Relazioni Esterne di Berlucchi Franciacorta. "Sarà un vero e proprio format con interventi, tavole rotonde. Come Berlucchi rappresenta la Franciacorta, così ci saranno grandi personaggi che hanno un particolare legame con il loro territorio. Sarà condivisione di esperienze diverse. L'obiettivo è portare ai giovani storie che possano essere d'ispirazione. Celebreremo i custodi del territorio".

Berlucchi ha creato l'identità che oggi ha la Franciacorta. Quale responsabilità è per voi?

"È una bellissima responsabilità. Noi ci sentiamo custodi di questo territorio nel vero senso della parola, nel tutelarlo, nel mantenerlo. Il territorio esisteva già, l'intuizione è stata di superare i limiti: non limitarsi a produrre un vino ma fare qualcosa di più. L'utilizzo del metodo classico era fino ad allora appannaggio di pochissime aziende. Oggi diciamo che si trattò di un'intuizione ma all'epoca poteva sembrare follia. Il vino era considerato un prodotto povero, di campagna. Mio padre (Franco Ziliani, ndr) capì che poteva rappresentare una volta per un territorio che era depresso. Questa idea innovativa ha portato senz'altro benessere a tutto il territorio. Tutto questo fa sì che ci portiamo sulle spalle il bellissimo fardello di tutelare questa terra e tutti coloro che ci abitano. Per me tutelare questo patrimonio storico è un dovere".

Qual è l'intuizione che guida lei?

"Ricordo sempre che mio padre una volta mi disse: io non ho creato un vino, io l'ho scoperto. È una frase a cui penso spesso, che mi piace molto perché vuol dire che c'erano già tutti gli elementi, mancava solo qualcuno che li scoprisse, che scoprisse come farli funzionare insieme. Tutto intorno a noi può essere ingrediente di una ricetta diversa. Basta non allontanarsi da un concetto fondamentale ieri come oggi, la qualità. Lo pensiamo noi e tutti gli altri produttori Franciacorta. Solo tutti insieme possiamo funzionare".

Qui a Identità Milano ha partecipato a un panel che parlava di ospitalità e di enoturismo. Un tema in cui credete da 10 anni.

"Nel panel ho ricordato il primo giorno in cui ho aperto la cantina al pubblico. Prima mio padre apriva solo ai clienti, ai ristoratori. Al pubblico è diverso. Ho iniziato a farlo dieci anni fa, dopo un viaggio nella Napa Valley. Senza prenotazione non sono riuscita a vedere neppure una cantina. Mi ricordo che il mio pensiero è stato: ma perché non lo stiamo facendo anche noi? Certo non è un'attività facile, ma oggi abbiamo 21mila visitatori ed è tutto sistematizzato".

Qual è il futuro di Berlucchi?

"La parola chiave è sostenibilità. Tutti i nostri vigneti sono certificati dal 2017. Stiamo lavorando su un protocollo di sostenibilità. E poi c'è l'Accademia Berlucchi: quest'anno per la prima volta apriremo Accademia Berlucchi al pubblico. Il 10 maggio faremo un evento totalmente gratuito al Teatro Grande a Brescia. Sarà un modo per condividere cultura, ispirazione. Solo diffondendo cultura, storie di ispirazione possiamo pensare di avere un futuro e i primi con cui dobbiamo parlare sono i giovani che devono comprendere l'importanza del legame col territorio".

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