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Organi, Mellino, Bartolini e Pirovano: poker d’assi per “Le Soste”

I riconoscimenti a quattro protagonisti della ristorazione italiana, tra cucina e sala. E per festeggiare, un menu speciale firmato Klugmann, Perbellini, Oldani e Romito

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Erano stati annunciati lo scorso novembre i quattro premi che Le Soste ha assegnato ufficialmente il 27 gennaio, in occasione dell’annuale Cena di Gala, che si è svolta a La Triennale di Milano radunando il gotha del mondo della ristorazione e che ha visto un menu eccezionale composto dai piatti di Antonia Klugmann, Giancarlo Perbellini, Massimiliano Alajmo e Niko Romito.

Per il 2025 il consiglio direttivo dell’Associazione ha premiato quattro professionisti della ristorazione come Mariella Organi (La Madonnina del Pescatore) per il servizio di sala, Fabrizio Mellino (Quattro Passi) per l'innovazione, Enrico Bartolini per il suo impegno nella formazione, e Manuele Pirovano del D’O come miglior sommelier.

Le Soste unisce da 43 anni i migliori ristoranti di cucina italiana, in Italia e all’estero, diventando portavoce di valori condivisi: qualità, sostenibilità, eccellenza e rispetto per la tradizione. I ristoranti membri sono collegati da un’identità comune che li spinge a confrontarsi, crescere insieme e condividere il meglio della cultura enogastronomica italiana.

Le parole “sosta” e “sostanza” hanno la stessa origine e derivano dal verso sostare, cioè stare sotto, là dove c’è l’essenza delle cose. Dove c’è una sosta c’è anche delle sostanza, ed è ciò che conta. I centotre ristoranti associati a Le Soste, sono luoghi che nella sostanza delle loro rispettive storie, umanità e valori si riconoscono l’un l’altro e insieme danno vita a una comunità di relazioni e scambi che rende speciale il farne parte.

“Le Soste rappresenta il meglio della ristorazione italiana ed è un vero marchio di garanzia. È un’associazione viva, in cui la cucina italiana si unisce per condividere obiettivi comuni, primo fra tutti la qualità – spiega lo chef Giancarlo Perbellini – Quando sono entrato, agli inizi degli anni Duemila, eravamo una sessantina di ristoranti, oggi siamo più di cento. All’ultima riunione mi ha colpito vedere tanti volti nuovi, molti giovani chef che sono entrati: un segnale interessante per il futuro della nostra cucina.

Le origine

L'associazione Le Soste nasce attorno al tavolo di un ristorante, quello di Gualtiero Marchesi, nel 1982 a Milano. Seduti con il maestro c’erano Antonio Santini patron del ristorante Dal Pescatore a Canneto Sull'Oglio, Roberto Ferrari del Ristorante Al Bersagliere di Goito, Gaetano Martini de Il Cigno di Mantova, Andreas Hallrigh del Ristorante Andrea di Merano e Rinaldo Krcivoj dell’Antica Trattoria Boschetti di Tricesimo in provincia di Udine. Uniti dagli ideali di cultura culinaria, convivialità e accoglienza, questi grandi chef e ristoratori condividevano la volontà di valorizzare l'eccellenza gastronomica italiana. Il logo lo disegnò Emilio Tadini, allora presidente dell'Accademia di Brera: una freccia a forma di "S", che traccia la rotta verso i luoghi di ospitalità e accoglienza, invitando a una sosta.

La sala dell'Argine a Vencò 

La comunità

A differenza di altre realtà, Le Soste non è una semplice selezione di ristoranti d'eccellenza, ma una comunità esclusiva, dove l'ingresso non dipende da classifiche, premi o riconoscimenti, ma dall'identità, dalla storia e dalla capacità di rappresentare il meglio della cucina italiana. Dal 2023, la presidenza è di Davide Oldani, che ha introdotto numerose innovazioni, aggregato volti nuovi e favorito nuovi ingressi nel consiglio direttivo, e dato vita a una guida cartacea dal valore artistico e culturale. Con carta riciclata per le pagine, e una copertina curata dall’artista Vanni Cuoghi, la Guida 2025, è pubblicata da Feltrinelli Gribaudo e in vendita in tutte le librerie, oltre che essere disponibile nei ristoranti dell’associazione. Ciò che rende speciale la Guida de Le Soste è la sua filosofia: non assegna giudizi né stilano classifiche, ma racconta storie. Storie di grandi piatti, chef straordinari e luoghi che rappresentano l’essenza della ristorazione italiana. Ogni pagina è un invito a fermarsi e vivere un’esperienza, una "sosta", dove scoprire l’anima dei ristoranti e delle persone che li abitano.

“Quando Davide Oldani mi ha invitata a entrare nell'associazione, già diversi colleghi mi avevano parlato con entusiasmo di questo gruppo, e fin da subito ho percepito la forza della condivisione. Inoltre, l’ingresso nel comitato direttivo insieme a Cristiana Romito e Catia Uliassi è stata un’esperienza davvero significativa – racconta Antonia Klugmann - Credo molto nel valore di far parte di un gruppo di colleghi uniti da uno spirito di brigata. I ristoratori, indipendentemente dalla loro posizione geografica, affrontano sfide comuni e condividono la ricerca della qualità. Questo confronto, tra diverse realtà e necessità, è per me estremamente stimolante. Sono ristoratrice da quando avevo 26 anni, e ho sempre vissuto in parallelo il ruolo di chef e quello di imprenditrice. Questo percorso mi ha permesso di crescere, prendere spunto e dialogare con persone straordinarie”.

Pur essendo un ritratto dell’Italia intera, è con Milano che Le Soste ha un feeling speciale al punto da aver ricevuto l'Ambrogino d'Oro 2024, come riconoscimento per il suo impegno quarantennale nella promozione della cucina italiana in Italia e nel mondo.

“Le Soste è molto più di un'associazione di ristoratori: è il punto d'incontro della grande ristorazione italiana, un luogo di condivisione, contaminazione e crescita. Un gruppo, una visione, un’eredità che evolve. La nostra guida celebra tutto questo. Abbiamo ripreso il logo originale disegnato da Emilio Tadini più di quarant’anni anni fa, evolvendolo con il tocco di artisti contemporanei. La "S" mimetizzata è anche una freccia, un invito a fermarsi e a vivere un'esperienza unica – spiega il presidente Oldani - I premi di quest’anno rafforzano la nostra visione: quattro riconoscimenti assegnati dal comitato direttivo de Le Soste ad altrettante figure d'eccellenza del mondo della ristorazione. Le Soste è una mongolfiera che vola con leggerezza, portando con sé il meglio della nostra cucina e della nostra cultura. E la cosa più bella è sapere che tanti grandi chef continuano a credere in questo progetto, guardando con noi al futuro”.