Grandi Langhe, dal Monferrato al Canavese 10 vini da non perdere
di Lara LoretiLa nuova annata del Barolo promette un vino dal lungo potenziale di invecchiamento. Ma a conquistare buyer, sommelier e ristoratori sono le etichette da tutto il Piemonte. Ecco quali provare
uellIl Piemonte del vino mostra il top della produzione a Grandi Langhe. Oltre cinquemila persone alle Ogr a Torino nei due giorni di fiera in cui 500 cantine, di cui 400 da Langhe e Roero e le altre dal resto della regione hanno proposto i loro vini a buyer, sommelier ed esperti arrivati da mezzo mondo. Un messaggio di unità forte, in un momento delicato per il mondo enoico. Lo sottolinea il presidente del Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, Sergio Germano: “Il confronto con gli altri consorzi ci ha aiutato a creare un collegamento all’interno del territorio. Questo è un momento buono, di compattezza: io cerco sempre la collaborazione, avevo questa idea in mente e Piemonte Land (il consorzio che mette insieme 12 consorzi piemontesi) ha colto l’occasione. Abbiamo voluto dare un messaggio unità e di lavoro di squadra che credo sia vincente, soprattutto per vendere un territorio nella sua interezza. E anche il prossimo anno rinnoveremo la formula: il nome resterà Grandi Langhe per valorizzare l’identità della mostra, ma ci ripresenteremo in veste allargata”.
Nei due giorni di Grandi Langhe, gli occhi e il palato dei wine expert internazionali – a partire da Usa, Canada, Singapore, Hong Kong - sono stati puntati sulla nuova annata di Barolo, la 2021, che sta per essere immessa sul mercato. “Una grande annata – nota Germano che è anche produttore con la sua famiglia nell’azienda Ettore Germano - Un altissimo livello della qualità media che porta soddisfazione del pubblico e di conseguenza dei produttori. Rispetto alla 2020, annata che rimane decisamente piacevole perché ha dato vita a un vino subito pronto, la 2021 è un’annata che invita ad aspettare, valorizzando la longevità del Barolo. Un'annata dunque di grande profondità. Però il 2020 sta avendo un grandissimo successo proprio per la godibilità e la possibilità di introdurre in tanti altri ambienti”.
Ma un grande interesse l’ha suscitato anche il resto del Piemonte, un’occasione per scoprire piccole aziende, zone meno note, nuove etichette ed espressioni inedite sia dei rossi piemontesi a partire dal Nebbiolo. Ma anche dei bianchi, a cominciare dall’Erbaluce. “C’è molta curiosità verso l'Erbaluce – dice Lia Falconieri di Cieck, donna del vino e proprietaria dell’azienda con la famiglia - Un vino bianco contemporaneo, che conquista i giovani e che attira i wine lover all’estero per la sua approcciabilità. Rispetto ad altri bianchi, se restiamo in Piemonte penso al Timorasso, suscita molto interesse anche per il buon prezzo”.
Una zona, quella del Canavese, che offre anche ottime e variegate espressioni di rossi, come ricorda l’enologo Gianpiero Gerbi: “I Nebbioli del Nord offrono un ventaglio ricco e vario di interpretazioni che invita esperti e appassionati alla scoperta”. Lo stesso vale per il Monferrato e per la zona di Gavi: prova ne è che buyer, ristoratori e sommelier hanno affollato tutti i banchi di Grandi Langhe desiderosi non solo di degustare le nuove annata di Barolo e Barbaresco, ma anche di esplorare vere e proprie chicche del territorio.
Ecco allora 10 assaggi fuori dal comune, che vanno ad esplorare le potenzialità di un territorio ricco di sorprese, dal Canavese a Cannubi, massima espressione del re delle Langhe.
Erbaluce di Caluso Docg etichetta verde Cieck 2023
Freschezza, ricco bouquet dai fiori agli agrumi, ampio ventaglio di aromi, piacevolezza estrema di beva. E ottimo rapporto qualità prezzo (sui 13 euro). L’Erbaluce entry level di Cieck è una bella e leggiadra sorpresa. Perfetto per aperitivi, offre un medio corpo che si presta anche a preparazioni più elaborate. Pulito e diretto in bocca, con media persistenza. Conviviale.
Herzu Langhe Doc Ettore Germano 2023
Una perla bianca di Langa, un Riesling dal bouquet di frutti gialli e tropicali. Man mano che affina in bottiglia, tira fuori con eleganza la tipica nota di idrocarburi, identitaria del Riesling, che si aggiunge a sfumature vegetali. In bocca ricco, sapido, fresco e persistente. Ottimo con pesci e zuppe, ma anche cucina orientale. Sorprendente.
Nebbiolo Roccia Le Masche Canavese Doc 2023
Una piccola e giovane azienda da scoprire a Levone (Torino) nel Canavese. “Sono la terza generazione, i terreni appartengono a mio nonno, ma l'azienda l'ho lanciata io – dice Lorenzo Simone, titolare de Le Masche - Ho iniziato a 15 anni a girare per i filari! Oggi abbiamo 14 ettari vitati a Erbaluce e Nebbiolo. Il nostro è un Nebbiolo particolare, unico: diverso da quello delle Langhe, ma anche dai Nebbioli del Nord, come ad esempio Carema”. Due le tipologie prodotte, il base, Roccia, e Gaiarda a l’e’ chiel, più strutturato e di lungo affinamento. Noi vi segnaliamo Roccia: fruttato, croccante, fresco. Al naso un bel frutto appena colto, in bocca pulito, scattante ma armonioso, ampia acidità, grande bevibilità. Fresco.
Nebbiolo Roero Docg Benotti Rosavica 2022
Il Nebbiolo ha mille vite e altrettante sfumature da offrire. Il Roero Docg di Benotti Rosavica fa una macerazione di venti giorni a cappello sommerso (tecnica di rimescolamento delle vinacce nel mosto) e un anno di affinamento di cui metà in barrique di terzo passaggio e metà in anfora, come spiega il titolare Ermanno Cordero. Il risultato è un vino unico, dai profumi di more, spezie e rose. Il sorso è avvolgente e intenso. Da provare.
Uccelletta Grignolino Monferrato Casalese Doc Vicara 2020
Un Grignolino raro, figlio di un cru posizionato in cima al Bricco dell'Uccelletta: circa 1,3 ettari vitati, di proprietà della famiglia da oltre 80 anni. Il nome è legato al fatto che nella zona nidificano varie specie di uccelli. Il vino matura 24 mesi in botti di rovere austriaco, poi affina a lungo in bottiglia, contribuendo all'eleganza e alla complessità. Al naso note di spezie e balsamici. In bocca verticale, con tannini setosi. Finale persistente. Prezioso.
Pelaverga Verduno Doc Bel Colle 2023
Massima espressione della Pelaverga, con le sue spezie, pepe e chiodi di garofano in primis, le sue violette, la sua freschezza e la notevole persistenza. Prodotto in 15mila bottiglie, il Pelaverga Bel Colle 2023 interpreta con schiettezza e intensità il vitigno e il suo territorio. Identitario.
Barbera d’Asti Docg La Guaragna Frasca 2021
Una delle migliori espressioni della Barbera d’Asti per sincerità, autenticità, gusto, modernità. Viene invecchiata solo in acciaio e poi in bottiglia, un affinamento che conferisce al vino l’identità più pura della Barbera nella ricerca del grande equilibrio. Spicca anche per la bella acidità che sorregge una notevole struttura. in un territorio dove la Barbera aveva bisogno di una spinta d’eccellenza. Al naso frutta fresca, in bocca grande eleganza ed equilibrio. “La produciamo in 80mila bottiglie – spiega Federico Ravioli, responsabile commerciale dell’azienda Frasca - Puntiamo sul mercato italiano che ad oggi rappresenta il 25% delle vendite, e per quanto riguarda l’export i Paesi principali sono Usa, Canada, Svezia, Danimarca, Norvegia, Regno Unito, Belgio e Giappone”. Ricca e fine.
Barbaresco Docg Luisin Rabaja' 2021
Dalla storica cantina Luisin, con oltre un secolo alle spalle, un Barbaresco che colpisce per carisma e personalità: al naso note di cacao, caffè, spezie e leggera tostatura, oltre a frutti rossi maturi. In bocca è morbido, equilibrato e dal finle persistente.
Barolo Docg Réva 2021
Un Barolo che “piace molto” per l’approccio facile, la beva piacevole senza troppi muscoli né pretese e la grande raffinatezza. È l’identikit del Barolo Réva (di entrata): potenziale di invecchiamento importante, tipico della nuova annata rispetto alla pronta beva della 2020, come spiega Alessandro Truzzi, enologo interno di Réva. Profumato, autentico, in bocca delicato ma deciso, molto lungo. Un vino molto amato anche all’estero: i mercati top spaziano dall’Italia agli Usa fino all’Austria. Contemporaneo.
Barolo Docg Cannubi 2021 Borgogno Virna
Dulcis in fundo. Chiudiamo in bellezza con un cru che non ha bisogno di presentazioni: Cannubi. Vi consigliamo l’interpretazione dell’azienda Virna Borgogno, nome storico delle Langhe, nel cuore di Barolo, prima donna a laurearsi in Tecnica Enologica, nel 1988, in Italia. Un Barolo dal bouquet intenso, complesso, con sentori di frutti rossi e piccole spezie. In bocca pieno, caldo, con tannini setosi e lunga persistenza. Tradizionale.