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E i giornalisti stranieri premiano chi meglio rappresenta la cultura italiana del cibo

Il Premio del Gusto dell’Associazione Stampa Estera in Italia come divulgatore è andato a Marino Niola. Tra gli altri riconoscimenti, quelli alle Tenute Vannulo e a PizzAut

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L’agroalimentare e l’enogastronomia come colonne portanti di una cultura. È questo il messaggio su cui si basa – e che comunica – il Premio del Gusto organizzato dall’Associazione Stampa Estera in Italia. Un omaggio alle eccellenze, umane e produttive, del nostro Paese, viste dagli occhi di chi ci studia e ci racconta. Una fotografia composita e interessante, quella che emerge dagli award della 20esima edizione del Premio, che verranno consegnati sabato 23 novembre alle 18 nella Sala ipogea del Consiglio Regionale d’Abruzzo, a l’Aquila.

Le prime edizioni del Premio si sono svolte a Roma, ma da alcuni anni la premiazione è diventata itinerante, con l’intento di valorizzare e raccontare le peculiarità di tutte le regioni italiane e delle loro eccellenze gastronomiche. Un modo di raccontare e portare in scena - così come è evidente anche dai premiati di tutte le edizioni del premio - non solo l’antologia inesauribile delle produzioni italiane, ma anche la curiosità e la passione di chi questo premio lo produce e che ha uno sguardo totalmente altro dal nostro. Nell’Associazione Stampa Estera, infatti, sono rappresentati tutti e 5 i Continenti per un totale di 34 Paesi con relativi corrispondenti. L’Aquila, per questo 20esimo compleanno, si preannuncia come un palcoscenico importante e un territorio che ha ancora tutto da raccontare, messo troppo spesso al di fuori delle rotte più battute, pur essendo cuore di una regione unico.

Marino Niola 

Quattro le categorie in cui si articola il premio. Si inizia con il Divulgatore dell’autenticità agroalimentare italiana, il premio più tecnico, che quest’anno è andato al professore Marino Niola, antropologo di fama internazionale, che ha tra i suoi argomenti di studio la gastronomia - contemporanea e non solo -; titolare, tra gli altri, dell’insegnamento di “Miti e riti della gastronomia contemporanea” presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli dove coordina il master in Comunicazione multimediale dell'enogastronomia e dirige il Centro, che ha fondato, di Ricerche Sociali sulla Dieta Mediterranea. Giornalista, collaboratore di alcune tra le più importanti testate italiane, per ilGusto cura la rubrica settimanale sull’Antropologia del cibo e piccole grandi curiosità sulla storia della nostra alimentazione.

Gli altri premi sono invece maggiormente legati al mondo della pratica della produzione. Per la categoria “Esercizio legato all’alimentare da almeno 100 anni della stessa famiglia”, nato per omaggiare una realtà storica sul territorio, è stata premiata la Tenuta Vannulo, uno dei più importanti caseifici della piana del Sele, fondamentale nel raccontare la storia recente della Mozzarella di Bufala. Per il “Consorzio/cooperative a difesa dei valori agroalimentari italiani” sarà invece premiata la Cooperativa Altopiano di Navelli, impegnata nella cura, produzione e valorizzazione di una delle più importanti ricchezze agroalimentari della regione Abruzzo - e dell’Italia tutta -, lo Zafferano dell’Aquila DOP. A Pasquale Imperato dell’azienda agricola “Sapori Vesuviani, invece, il premio per la categoria “Produzione”.

Il Premio speciale della Giuria quest’anno è andato all’Associazione PIZZAUT, che da anni si occupa dell’impiego in ristorazione - nello specifico nelle due pizzerie a controllo dell’associazione - di persone affette da disturbi dello spettro autistico. Una delle più importanti realtà in campo gastronomico-sociale, quella fondata da Nico Acampora, che negli anni ha aperto la strada ad altre iniziative con la stessa vocazione.