Un futuro già presente. È questa la filosofia, anzi la nuova filosofia di Corvo, storico marchio ed emblema della sicilianità fondato duecento anni fa. Era il 1824 quando dagli appezzamenti della Valle Corvo inizia la storia di una delle realtà più longeve nel panorama vitivinicolo italiano. Il principe Giuseppe Alliata, guidato dalla passione e dalla voglia di cambiamento, vinificherà, per la prima volta nella sua dimora a Bagheria, le uve provenienti dai suoi vigneti che daranno vita ai primi due vini: Corvo Bianco e Corvo Rosso. Ma da cosa nasce questo nome, perché Corvo?
Secondo la leggenda la Valle Corvo di Casteldaccia prende nome in seguito al patto tra un uomo e un corvo. È a questa storia che si ispira Alliata chiamando “Corvo” la propria azienda vinicola. L’emblema tra uomo e corvo rappresenta a pieno l’identità della linea e incarna le origini storiche del brand impegnato nella difesa della natura circostante e della sostenibilità. Il Corvo ha da poco spento le sue prime duecento candeline e non sembra per nulla vetusto come l’età suggerirebbe. Sabato 28 settembre Casteldaccia, piccolo borgo vicino Palermo e storica cittadina del vino, si è messa in ghingheri dando vita ad una festa in pieno stile siciliano alla quale hanno partecipato centinaia di persone.
Uno spettacolo unico nel quale attraverso musica, arte e videomapping sono state ripercorse le tappe principali dello storico marchio. I veri protagonisti sono stati comunque i vini Corvo distribuiti tra due stand presenti nell’area pubblica. In degustazione Corvo classico (rosso 2022, bianco 2023 e rosa 2023) e le bella scoperta del Corvo Nero D’Avola riserva 2020 DOC Sicilia, interamente da uve Nero D’Avola. Immancabile lo street food tipico della parte occidentale dell’isola, un tripudio di “sfincioni” e “stigghiole”.
“I veri traguardi sono i luoghi dove ci porta il nostro coraggio e Corvo è una storia di coraggio. – spiega Roberto Magnisi, direttore delle Cantine Corvo – Non potevamo non scegliere Casteldaccia per celebrare le nostre prime 200 vendemmie che affondano le radici in una terra dall’anima viva e ambiziosa. Festeggiamo e condividiamo una realtà che non si stancherà mai di osare e rinnovarsi, senza abbandonare i suoi valori di appartenenza territoriale e di storicità”. Ed è proprio su questi valori che è stato costruito il nuovo, visionario, spot pubblicitario di Corvo del regista Carlo Loforti che, tra i paesi di Isnello e Castelbuono, ha girato il video”Corvo" che gioca con i cliché, e abbraccia la voglia di riscatto.
Da un lato natura e teste di moro, dall’altro Roberta, una ragazza che dopo un periodo trascorso in una grande città, decide di trasferirsi e ricominciare nel piccolo paese dei nonni dove ha ricevuto in eredità una casetta. Grande soddisfazione quindi per la Sicilia del vino, anche nelle parole del primo cittadino di Casteldaccia Giovanni Di Giacinto: “Corvo e Casteldaccia insieme per ritrovare quel territorio che negli anni si è perso. Abbiamo ristrutturato anche la Torre del Duca di Salaparuta dove è nata la Corvo/Duca di Salaparuta, oggi sede istituzionale del comune e dove, fra qualche mese, ci sarà anche il museo dedicato. Bisogna lavorare, proprio per questo, sul concetto di “territorialità” anche dal punto di vista enogastronomico, conoscere la filiera, per potersi aprire ai flussi turistici anche nel 2025 con Sicilia regione eno-gastronomica d’Europa”.