Dalla Val Pusteria al tetto del mondo mondo: ecco i piatti preferiti di Jannik Sinner
Figlio di un cuoco, e a sua volta appassionato di cucina, il numero 1 del tennis ricorda sempre con piacere i cibi della sua infanzia, dal Tirtlan ai krapfen fritti
Oggi tutti i riflettori sono puntati su di lui, su Jannik Sinner, il campione che che ha appena vinto a New York l’US Open. Parlare di lui offre l’opportunità di parlare della sua terra d’origine, la Val Pusteria, una delle più belle vallate dell’Alto Adige, nella parte orientale della regione, una zona dove deliziare gli occhi ma anche il palato. Sì, anche il palato, perché a San Candido, Dobbiaco, Brunico, Valdaora e Sesto – per citare solo i maggiori centri pusteresi- si mangia benissimo.
Lo sa bene il campione, che ha avuto la fortuna di essere stato cresciuto da un papà cuoco: i piatti di papà Hanspeter Sinner sono diventati famosi anche oltre le pareti del rifugio Talschlusshütte. Jannik, che a sua volta ha imparato a destreggiarsi tra pentole e padelle quando aveva 14 anni, quando ha lasciato la casa natale per dedicarsi completamente al tennis, nel cuore ha sempre portato il sapore del pane della Val Pusteria, la pagnotta pusterese (Pusterer Breatl in altoatesino), preparata con farina di segale proveniente dalla regione, farina di frumento, semi di finocchio, cumino, coriandolo e trigonella.
Una robusta pagnotta che accompagna magnificamente lo speck, che è un altro fiore all’occhiello della valle, così come il formaggio, il Pustertaler Bergkäse (formaggio di montagna della Val Pusteria): molto aromatico viene preparato ancora con le vecchie ricette contadine e richiede 2 mesi di maturazione. Il neo vincitore dell’Open sin da bambino ha conosciuto la bontà dei Tirtlan, probabilmente la specialità più tipica della Val Pusteria: una specie di frittelle di farina di segale e di frumento in parti uguali, ripiene con spinaci e ricotta, fritte in grasso bollente, che spesso accompagnano la tradizionale zuppa d'orzo. Gli spinaci sono protagonisti anche degli Schlutzkrapfen, parola difficile da tradurre, “schluzen” significa “scivolare”, originari proprio della Val Pusteria. Sono grandi mezzelune di pasta, riempite appunto di spinaci e ricotta, cotte in acqua bollente salata e servite con burro fuso, formaggio grattugiato e erba cipollina tritata. Esiste anche una versione aspra dei Tirtlan che è farcita con crauti, manco a dirlo, è amatissima dai tedeschi.
Anche i famosissimi canederli, Knödel in tedesco, vengono preparati con pane raffermo ammollato impastato con spinaci, i questo caso sono detti Spinatknödel , ma ci sono anche varianti con con formaggio o speck. Nei primi due casi vengono serviti con burro fuso e formaggio grattugiato, nel caso di quelli di speck (Speckknödel) nel loro brodo di cottura. Per chi ama i dolci , la zona in cui è nato il campione altoatesino di tennis in ogni occasione porta in tavola i krapfen, preparazioni di pasta farcita con mirtilli, albicocche, ricotta, semi di papavero – ogni famiglia ha la sua ricetta - fritte e servite caldissime dopo essere state cosparse di zucchero a velo.
Non c’è festa paesana in Val Pusteria senza krapfen fritti al momento sotto gli occhi dei clienti dalle contadine del posto, è uno street food d’obbligo. E i golosi dei sapori dolci non possono trattenersi davanti a un’altra specialità della valle: i Niggilan, dolci di pasta lievitata fritti in olio bollente, caratterizzati da una più o meno marcata nota di anice. Hanno un bordo arioso e il centro croccante, e in questa valle altoatesina vengono anche spalmati con una crema di miele o marmellata e accompagnati da un bicchiere di vino rosso. In genere sono un dolce preparato per le occasioni di festa: chissà quanti ne saranno stati preparati per celebrare il trionfo di Jannik Sinner agli US Open.