Vade retro zucchero: sugli scaffali è boom per le bevande "zero"

Vade retro zucchero: sugli scaffali è boom per le bevande "zero"
Tutti i grandi marchi, ma anche i brand delle catene di supermercati, dedicano sempre più spazio alle bibite ultra light, dal chinotto all'acqua tonica, dal ginger all'aranciata
3 minuti di lettura

Bere a zero. Che non significa sorseggiare bevande ghiacciate o in luoghi a temperatura glaciale. Lo zero in questo caso indica l'assenza di un qualcosa che in tanti vorrebbero evitare entri nel loro bicchiere: lo zucchero. Un demone per chi è a dieta, per chi non può assumerlo e tutti quelli che ne temono gli effetti sulla salute a breve e lungo termine. E appoggiano la sugar tax, la tassa sulle bibite zuccherate, che dovrebbe entrare in vigore fra un anno nel luglio 2025, alla quale si oppongono i produttori di bevande analcoliche che, qualche giorno presentando una ricerca realizzata da Euromedia Research, fra le obiezioni hanno inserito la presenza sul mercato di una grande offerta di prodotti da bere sugar free. Con zero zucchero, per l'appunto. Come dire ce n'è per tutte le richieste. E non si è obbligati a prendere le tradizionali, e dolci, bottiglie o lattine di cola, aranciata, chinotto, acqua tonica e dintorni.

Il Gusto è andato in missione "zero dubbi", per verificare quanti e quali siano le referenze di questo tipo nella grande distribuzione. Esplorando gli scaffali di diversi supermercati di Roma, presenti a livello nazionale in tutta Italia come Conad, Esselunga, Elite, Gros, Coop, Carrefour, Pam. E discount come Lidl, Penny Market, Eurospin, Todis e In's. Ecco cosa abbiamo trovato. Nei punti vendita della Gdo e per le marche note anche nei discount sono presenti tutti i prodotti zero zuccheri delle linee più famose, sia in lattina che in bottiglia. E in ciascuna catena non mancano bevande senza zuccheri aggiunti a marchio, vale a dire brandizzati dalla stessa catena o contraddistinti da un nome che fa riferimento ad essa. I prezzi fra bibite con e senza in genere si equivalgono. In alcuni casi dove non c'è zucchero si paga di piu, in altri accade il contrario. E spesso le carte, anzi le bevute, si mescolano perché le offerte dei volantini livellano un po' tutta la proposta. E soprattutto in questo periodo, con la prova costume che preme, abbiamo notato che gli sconti privilegiano inevitabilmente le bevande sugar free. Le etichette per tutti i prodotti sono abbastanza leggibili, anche se i caratteri potrebbero essere un po' più grandi.

In tutti i punti vendita, super e iper mercati e discount, sono presenti le marche più famose. Per esempio la Coca cola che già da tempo (in Italia dal 2007) ha proposto la sua versione Zero. E così anche la Pepsi Cola e la Sprite. Per San Pellegrino abbiamo trovato sugar free: l'aranciata, il chinotto e il Cocktail (quello con il colorante a base di insetto, ovvero la cocciniglia). Per San Benedetto: chinotto, aranciata, pompelmo, limone e ginger. Più la linea Succoso Zero (ai frutti rossi, all'arancia e arancia rossa, carota e limone e frutta mix). Per Schweppes: l'acqua tonica e al limone. Versioni Zero anche per la Fanta aranciata e lemon, oltre alla Lemonsoda e all'Oransoda.

Per quanto riguarda tutte le bibite, indicate nella tabella delle informazioni nutrizionali alla voce "carboidrati di cui zuccheri" in effetti corrisponde "0 grammi". È consigliato leggere sempre le etichette, attentamente e in ogni loro parte. Per sapere per esempio come è stato sostituito lo zucchero. Prendendo la pioniera Coca Cola zero si legge che i sostituiti edulcoranti sono: ciclamato di sodio (E952), acesulfame-K (E950) e aspartame. Su quest'ultimo si era molto discusso dopo che l'Oms lo aveva classificato come "possibilmente cancerogeno" per l'uomo. Ma la dose giornaliera raccomandata era sempre stata di un massimo di 40 mg per chilogrammo di peso corporeo. Sarebbe a dire che non superando questa soglia una persona di 70 chili potrebbe bere teorcamente fino 21 litri di Coca Zero al giorno. I dolcificanti possono essere di derivazione artificiale (sono autorizzati ma non sono privi di possibili effetti collaterali) come il sucralosio. Di derivazione naturale è invece la stevia usata spesso nel the freddo.

Di prodotti a marchio ovvero che hanno il nome della catena o di riferimento alla stessa ci sono diverse bevande Zero zuccheri: per cola, aranciata, chinotto, ginger, limonata e gassosa ci sono quelle Conad, Coop, Esselunga e Carrefour. Per Elite la referenza è Selex e per Gros (che comprende Pewex e Dem) è Consilia. Per Penny il marchio è Funny Drink, per In's Get Up, per Eurospin Blues, per Todis le bevande Spinner, per Lidl Solevita. Poi c'è il The freddo presente nella versione sugar free in tutte le marche, da San Benedetto a Estathe, da Fuzs Tea a Lipton Ice a Beltè. E anche nei prodotti a marchio delle catene. Lo zucchero è sostituito spesso dalla stevia già citata che può essere consumata anche dai diabetici.

E un capitolo a parte è rappresentato dai succhi di frutta anch'essi presenti nella versione Zero zucchero nelle marche più famose da Skipper Zuegg a Santal a Rauch fino a quelle delle catene della grande distribuzione. In questo caso è facile fare confusione perché spesso non si percepiscono le differenze fra i succhi "100% (da concentrato), quelli “Senza zuccheri aggiunti” (non sono stati aggiunti mono saccaridi o disaccaridi tipo glucosio, fruttosio, saccarosio, né altri tipi di dolcificanti e spesso c'è l'indicazione "contiene naturalmente zuccheri della frutta"). E quelli “Senza zucchero”, dicitura che riguarda solo prodotti che contengono una concentrazione di zucchero non superiore allo 0,5%, informazione che va ricercata sull'etichetta.

Scegli su quale testata vuoi vedere questo contenuto