Lollobrigida, in Italia la prima conferenza mondiale del vino
di Lara LoretiPrima il centenerario dell'Oiv, l'Organizzazione internazionale del vino, con gli occhi di 31 Paesi puntati sull'Italia. Poi il Vinitaly. Il nostro Paese al centro dell'universo del vino, per una settimana, con celebrazioni ed eventi, dall'11 al 17 aprile. Ad aprire le danze una conferenza organizzata dal ministero dell'Agricoltura per il centenario dell'Oiv: 31 governi che si riuniranno in Franciacorta, a Brescia. A seguire, i quattro giorni di Vinitaly a Verona.
In particolare, la Conferenza internazionale sul vino, il Wine Ministerial Meeting si terrà dall'11 al 13 aprile e il 12 sarà la giornata clou. L'evento è stato presentato giovedì 4 aprile presso il Masaf dal ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, dal presidente dell'Organizzazione internazionale del vino, Luigi Moio (in videocollegamento dalla sede Oiv a Digione, in Francia) e dal presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, in presenza fra gli altri del professor Giorgio Calabrese, medico dietologo specializzato in Scienza dell'Alimentazione, docente di Nutrizione Umana e consulente del Ministero della Salute. Al super forum saranno presenti 14 ministri, sottosegretari e ambasciatori provenienti da tutto il mondo. Al centro della discussione il futuro del vino: come proteggere e valorizzarlo sui mercati europei ed internazionali in un momento di passaggio come quello che stiamo vivendo.
Il settore in Italia vale 14 miliardi di euro di fatturato, coinvolge oltre 240mila imprese vitivinicole e conta quasi 8 miliardi di esportazioni nel 2023 (anche se le esportazioni sono in lieve flessione rispetto al 2022). "L'obiettivo è valorizzare la nostra economia, il lavoro e la sostenibilità ambientale attraverso un prodotto d'eccellenza come il vino - ha detto Lollobrigida - È una delle produzioni caratteristiche che accompagna la nostra storia, la nostra cultura e anche il nostro benessere, se consumato moderatamente come è giusto fare". L'Organizzazione internazionale del vino - ha spiegato il ministro - "esiste da cento anni e mai si era tenuta in Italia una conferenza di questa entità, in cui tante nazioni si incontreranno per discutere delle strategie rispetto alla produzione, alla qualità e al consumo attento del prodotto. E poi c'è il Vinitaly, non c'è bisogno di presentarlo perché è la vetrina principale del vino in Italia e anche nel mondo, è uno degli appuntamenti più importanti del mondo. Si sta espandendo, il ministero quest'anno ha raddoppiato i propri stand e non è più solo un evento che si svolge in Italia, ma ha propaggini anche in altre nazioni, a cominciare dagli Stati Uniti".
Tra i temi centrali della Conferenza "il valore del vino attraverso il concetto della sua diplomazia, che cento anni fa tante nazioni maggiori produttrici, poi diventate sempre di più, avevano in mente: studiare, capire come migliorare il prodotto, come valorizzarlo non nella quantità ma nella qualità. E poi - ha proseguito Lollobrigida - tutte le sfide di questo tempo, dalla sostenibilità economica al reddito degli agricoltori, fino alla tutela dell'ambiente e del paesaggio, due aspetti che a nostro avviso devono restare connessi".
E il Vinitaly, nel suo essere la fiera di riferimento italiana, fa da collante fra business e cultura. Un concetto espresso da Bricolo: "Vinitaly è la più grande fiera del vino italiano al mondo anche grazie al grande supporto del governo, non si era mai vista una così grande presenza del Masaf: si vedrà qualcosa di nuovo che colpirà i tanti buyer. Sono in arrivo a Verona 30mila operatori del settore da 140 Paesi diversi, è una delle fiere più internazionali del mondo e riesce ad arrivare in tutti i continenti, in grado di portare operatori e tecnici da ogni parte del pianeta". Per il presidente di Veronafiere fare squadra è un punto di partenza fondamentale: "La conferenza odierna è importantissima perché il coordinamento dei Paesi produttori è centrale, soprattutto in un periodo in cui vediamo attacchi al vino da chi vuole spostare i consumi, e quindi è importante coordinare le risposte. Partire da un coordinamento delle nazioni - ha ribadito Bricolo - è importantissimo, e presentare l'eccellenza dei vini italiani che tutti gli studi dicono essere l'apripista del made in Italy in tutto il settore agroalimentare, sta dando ottimi risultati".
L'Oiv rappresenta a livello mondiale il meglio del settore, mettendo insieme scienziati ed esperti. "Questa organizzazione intergovernativa, nei suoi 100 anni di vita, ha avuto il merito di fondare una biblioteca con diverse ricerche scientifiche. Dopo un secolo questo è un momento importante per fare un bilancio e proporre una visione nuova, ci sarà un comitato d’onore presieduto dal presidente della repubblica francese e questa prima conferenza internazionale del vino è fortemente voluta dal ministro Lollobrigida, che ha voluto essere presente come valore simbolico e strategico", ha detto Moio.
Il vino vive un momento di transizione che non può essere ignorato. E pur continuando ad essere un punto di riferimento essenziale per l'economica, il sociale e la cultura del Paese, i rivolgimenti in corso - flessione dei consumi, global warming, dibattito sulla dealcolazione - non possono essere ignorati, ma possono diventare un punto di partenza e di riflessione per progettare il futuro. "Il settore vitivinicolo è in difficoltà a causa della visione del vino sia come percezione con la conseguente diminuzione di consumi - è la riflessione di Luigi Moio, presidente Organizzazione internazionale della vigna e del vino - La trasmissione della tradizione oggi è rara, è difficile che un nonno arrivi con una bottiglia di vino e racconti un territorio, mentre sarebbe necessaria, sia per i valori culturali che per quelli nutrizionali, capaci di esaltare gli alimenti. Non bisogna poi dimenticare che il vino è il risultato di terreni agricoli e la viticoltura è in evoluzione a causa dei cambiamenti climatici".