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Per i consumatori il vino migliore arriva dal Piemonte, seguito da Toscana e Veneto

I risultati di una indagine Nomisma Wine Monitor illustrata in occasione della presentazione del Piemonte del vino al 56° Vinitaly
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Nel percepito del consumatore italiano, il Piemonte emerge come la regione con i vini di maggiore qualità, in particolare per i rossi, seguita a stretto giro da Toscana e Veneto. A dirlo è una indagine condotta da Nomisma Wine Monitor in collaborazione con Unicredit nell’ambito dell’Osservatorio sulla competitività delle regioni del vino, illustrata in occasione della presentazione del Piemonte del vino al 56° Vinitaly. “Territorio, storia, tradizione, robustezza e qualità sono i valori che vengono in mente ai consumatori dopo aver assaggiato un calice di Barolo o di Barbera, con un’aggiunta di freschezza e d eleganza se invece si tratta di Gavi – ha spiegato il responsabile di Nomisma Wine Monitor, Denis Pantini -. I grandi rossi piemontesi sono considerati vini maturi: la Barbera adatta a un consumo quotidiano o a una cena di lavoro, il Barolo visto come uno status symbol associato a un regalo o a un’occasione importante”.

 

Una reputazione molto alta, frutto di una storia secolare e di una costante ricerca della qualità, che il Piemonte del vino cercherà di far brillare a Verona dal 14 al 17 aprile nel rinnovato stand istituzionale che la Regione allestirà al Vinitaly insieme con il super-consorzio Piemonte Land of Wine. Uno spazio totalmente rivisto, dove il Piemonte vuole presentarsi “nel segno dell’unità regionale e della sinergia tra i territori” come è stato spiegato dall’assessore all’Agricoltura, Marco Protopapa, e dal presidente di Piemonte Land, Francesco Monchiero annunciando la presenza dell’associazione Paesaggi vitivinicoli Unesco e di Visit Piemonte. E anche nel segno dell’arte, vista la rinnovata collaborazione con Artissima, che ha individuato la giovane artista Ambra Viviani come vincitrice dell’opera che “vestirà” lo stand veronese.

 

Nonostante i venti internazionali di crisi, soprattutto tra i rossi, il Piemonte regge la sfida dei mercati. Negli ultimi cinque anni, l’export è cresciuto del 19%, arrivando a raggiungere 1,2 miliardi di euro. E proprio i vini rossi, grazie alla loro alta qualità, hanno segnato un aumento in valore del 50% dal 2018 ad oggi, mentre l’Asti spumante è cresciuto del 17%. Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Svezia sono i Paesi di riferimento, a cui si aggiungono Lettonia e Russia se si parla di Asti. Ma ci sono nuovi mercati che si affacciano, a partire da Australia, Corea del Sud e Perù. Scenari che potranno essere approfonditi durante il Vinitaly, dove sono attesi 90mila operatori, un terzo dei quali provenienti dall’estero.