I Sette Consoli vent'anni dopo: una cucina calda, familiare e ghiotta

I Sette Consoli vent'anni dopo: una cucina calda, familiare e ghiotta
Una buona scelta alla carta e un forte legame con il territorio, fanno di questo ristorante a Orvieto una tappa veramente interessante per i golosi
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Anche qui, sull’onda dei ricordi. Anche qui un salto all’indietro. Per questo ristorante di Orvieto, celebre come l’arroccata città-capolavoro di cui è un grande simbolo, ho trovato e riletto quanto scrissi su La Stampa, nel supplemento mandato avanti da Nico Orengo, il 31 marzo del 2001:una sbandata, una cucina mediocre, un 13.5/20 (praticamente uno scolastico, deludente, medio, se non mediocre,  7meno): non mi era piaciuto quasi niente, niente mi aveva entusiasmato. Non ci sarebbe stato alcun motivo di tornarci subito.

E infatti, io ho aspettato 22 anni per ritornarci. Come quattro e più lustri fa ho preso l’autostrada del Sole da Milano a Roma, sono uscito a circa un’ora dalla Capitale, appunto al casello di Orvieto, ho rimandato ad un’altra volta lo svoltare a sinistra per andare dal grande Vissani nella  vicina  Civitella del Lago, frazione di Baschi, ed ho preso a destra verso la meravigliosa città. Un pugno di chilometri dal casello, un pezzo di strada in salita, in cima, in cima, e poi la sosta obbligatoria nella piazzetta dedicata ad Angelo di Orvieto per le accoglienti strisce blu a pagamento. Poi saranno meno di 200 metri a piedi, lastricati di Sanpietrini, che voi farete con gioia riempendovi gli occhi di questi muri, di questi palazzi, di queste case rinascimentali, in qualche caso addirittura medioevali. Ed eccovi un locale raccolto, intimo e caldo, pochi tavoli ben distanziati, regno di tutta una famiglia: la mamma in cucina, il papà ed una delle figlie in sala, un paio di aiuti.

Un assortimento importante di vini, un valido assortito elenco a bicchiere (rosato fermo compreso, che non lo presenta più nessuno, accidenti), menu “La proposta di Anna Rita” a 55 euro più 3 di coperto, mentre spenderete  80/90 euro a testa per un menu alla carta medio completo (una scelta significativa per antipasto, primo, secondo, dessert con una bottiglia di buon vino da dividere in due).

Grandi pane e grissini fatti in casa, un sorso (ma sì, avete letto bene: io lo bevo) di buon olio extra vergine di oliva della Tuscia ( della Cooperativa Agricola Colli Etruschi, di Blera, Viterbo), il ghiotto pre antipasto (arancino e zuppetta di lenticchie nere ) e poi piatti alla carta (pochi ma ben assortiti) legati soprattutto a Terra Territorio Tradizione: invitante lingua di vitello croccante, originale meravigliosa sovrapposizione a strati di terrina di fegato grasso su pan brioche fatto in casa), cappelletti (deliziosa la voluta solidità, la ”gommosità” della pasta) di piccione nel suo brodo, di nuovo meraviglioso piccione come secondo piatto. Al dolce non perdete la geniale sfoglia con spuma di castagne e, con il caffè, i casalinghi cantuccio e cioccolatino.

 


Orvieto (Terni)

Sette Consoli 

Piazza Sant’Angelo 1/A - 0763.343911

Chiuso domenica sera e tutto mercoledì 

Voto alla cucina: 16/20

Posizione:  2 su 5

Ambiente: 2 su 5

Servizio: 2 su 5

Cantina: 4 su 5

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