Etichette vino, l'Italia guida la protesta europea. Lollobrigida: "L'Ue dia regole chiare"
di Lara LoretiUna lettera urgente alla Commissione europea per “chiedere in maniera non tanto provocatoria ma forte, di avere certezze in materia di etichettatura dei vini: il bisogno principale di un imprenditore è avere certezze, sapere le cose in tempo per potersi organizzare e avere risposte chiare”.
Appena tornato dall’Agrifish, il consiglio europeo dei ministri dell’agricoltura e della pesca che si è svolto l’11 dicembre a Bruxelles, il ministro Francesco Lollobrigida è tornato sul tema delle etichette del vino, nel corso della cena di Natale dell’Unione italiana vini (associaizone che vanta 800 iscritti, di cui 150 si sono aggiunti negli ultimi due anni). Dall’8 dicembre, secondo la normativa europea, sulle bottiglie devono essere inserite informazioni su ingredienti e valori nutrizionali, ma le linee guida, che la Commissione europea competente in materia ha reso note solo il 24 novembre, hanno creato confusione fra i produttori vitivinicoli in quanto hanno rimesso tutto in discussione: se in primo tempo sembrava che potesse bastare scrivere la “i” di ingredienti in etichetta con il Qr Code che rimandava a tutti i dati, a due settimane dall’entrata in vigore della legge, la Commissione ha rimescolato le carte sostenendo che fosse necessario scrivere invece “ingredients”. E il 7 dicembre, alla vigilia dell’entrata in vigore della normativa, Lollobrigida, per andare incontro alle esigenze delle cantine, aveva emanato una proroga di tre mesi (fino all’8 marzo), evitando così che oltre 50 milioni di etichette già stampate andassero al macero.
“Le linee guide sono arrivate il 24 novembre, dando indicazioni che non erano certe – dice il ministro Lollobrigida - Ancora oggi la Commissione europea non era in grado di rispondere con delle affermazioni categoriche come uno si aspetterebbe rispetto a una indicazione di carattere generico nata già nel 2017 che aveva un senso: l’immissione di un codice Qr per avere informazioni su cosa c’è in una bottiglia nell’ambito di una trasparenza che tutti noi italiani ricerchiamo. Più ci sono etichette che raccontano come facciamo le cose, e più noi siamo attrattivi e in grado di affermarci sui mercati”.
E ora che cosa accadrà?
“Adesso la commissione si è riservata di lavorare a un’interpretazione autentica della norma, che non metta in difficoltà le imprese, cosa che è obiettivo di tutti – dice Lollobrigida - Non so se ci sarà revisione della normativa, ma sicuramente una nuova interpretazione chiara, in modo che semplifichi la vita alle imprese. Domani mattina (il 12 dicembre, ndr) dopo aver formalizzato la questione, manderemo una lettera chiedendo (alla Commissione ndr) una risposta urgente”.
L’Italia in Europa ha guidato la protesta contro le posizioni poco chiare della Commissione sul tema delle etichette, e anche altri stati hanno seguito la stessa linea. Lo spiega Lollobrigida: “La Francia, come ormai accade da qualche tempo per l’ottimo rapporto che ho conosciuto con il mio collega Marc Fesneau, il ministro dell’Agricoltura, ci viene dietro. Gli altri Paesi non mi sembra che si siano concentrati molto sulle etichette, siamo stati noi a spiegare ai francesi e agli spagnoli che cosa stava accadendo, e i francesi sono intervenuti dando ragione all’Italia, sottolineando quanto fosse importante. Mentre la Spagna ha ringraziato l’Italia per aver posto il problema in conclusione della riunione. L’Italia in questo momento all’interno della commissione Agrisifh è un punto di riferimento, questo è un risultato del nostro impegno, occorreva solamente una presenza maggiore, alcune posizioni che si facessero valere in nome e difesa di quello che valiamo storicamente, di quello che abbiamo dato ma soprattutto di quello che possiamo dare”. Lollobrigida ha quindi ribadito la disponibilità del ministero al presidente dell’Uiv Lamberto Frescobaldi e ai produttori di vino, facendo leva sul lavoro di squadra: “Siamo a disposizione per questo percorso, è il sistema Italia ad essere vincente, non chi pensa che l’avversario economico sia il vicino di casa: se si lavora insieme non ce n ‘è per nessuno”.
Il vino, spiega il ministro, sarà protagonista in Franciacorta con l'Organizzazione internazionale del vino e della vigna (Oiv) in primavera in un incontro con i principali ministri, produttori e attori dei mercati internazionali del settore. Poi a settembre a Siracusa, nell’ambito del G7 del 2024, ci sarà una vetrina sul vino e su tutto l’agroalimentare italiano.