Giornata dell'agricoltura: l'intelligenza artificiale (con l'etica) salverà la terra

Giornata dell'agricoltura: l'intelligenza artificiale (con l'etica) salverà la terra
La chiave della sostenibilità per Sara Roversi: è necessario adottare pratiche che rispettino l'ambiente, promuovano la biodiversità e assicurino un futuro a lungo termine delle risorse naturali. Fondamentale supportare gli agricoltori nella transizione
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Buon Anno a noi! 
È l’'11 novembre, giorno di San Martino: il Capodanno dell’agricoltura. 
In un'epoca in cui la salute del nostro pianeta è sempre più al centro delle preoccupazioni globali, questa data assume per noi un significato ancora più profondo, ricordandoci l'importanza vitale dell'agricoltura e del rispetto per la terra. Gli agricoltori, primi custodi del nostro suolo, celebrano la fine di un ciclo e l'inizio di un nuovo anno agrario, un momento di ringraziamento e di riflessione sulla nostra interdipendenza con la natura.
La tradizione di San Martino, con le parole potenti di Giosuè Carducci, evoca immagini di comunità rurali unite nel celebrare i frutti del loro lavoro. Questa festa, che un tempo segnava il ciclo di usufrutto dei poderi, oggi assume un significato ancora più ampio. È un invito a riconoscere e rinnovare il nostro impegno verso pratiche agricole sostenibili e rispettose dell'ambiente, in linea con la visione di sviluppo ecologico integrale.

Sara Roversi, fondatrice del Future Food Institute
Sara Roversi, fondatrice del Future Food Institute 

L'11 novembre ci ricorda la cultura della mezzadria: un sistema agricolo che, nonostante sia in gran parte superato, rifletteva una profonda connessione tra il suolo e coloro che lo lavoravano. Questo legame è fondamentale per comprendere il nostro rapporto con l'ambiente e l'importanza di pratiche agricole che rispettino e nutrano la terra, piuttosto che sfruttarla.


La celebrazione del Capodanno agrario in Italia, con le sue feste locali e tradizioni come la pagnotta di San Martino, è un esempio di quanto sia importante valorizzare e tramandare i “Living Heritages” e i patrimoni immateriali che, proprio quest’anno, l’UNESCO celebra con l’anniversario per i vent’anni della Convenzione di FARO che tutela il valore del patrimonio culturale per la società. Una dichiarazione rivoluzionaria che evidenzia come l’alleanza tra cultura e l'agricoltura sia oggi strategica per promuovere la sostenibilità e la salute del nostro pianeta e del genere umano.
La responsabilità e il coraggio degli agricoltori in questo momento storico sono più cruciali che mai. In un'epoca caratterizzata da sfide ambientali senza precedenti, cambiamenti climatici e una crescente domanda di sostenibilità, gli agricoltori sono chiamati a essere non solo custodi della terra, ma anche pionieri dell'innovazione. Sono donne e uomini alla giuda di una transizione senza precedenti: perché come dice la prof.ssa Teresa del Giudice, presidente dell'Associazione Scientifica Centro di Portici all’Università Federco II di Napoli, “il digitale, il 4.0, l’A.I. e la gestione dei big data saranno perl’agricoltura più rivoluzionari dell’avvento del trattore”. Questo richiede etica, visione a lungo termine, generosità, senso di responsabilità e una grande apertura verso il nuovo, ma partendo dalle radici e preservando i valori essenziali, tecnologie e approcci sostenibili, che possano garantire la salute del nostro pianeta e delle future generazioni.


L'etica in agricoltura oggi significa adottare pratiche che rispettino l'ambiente, promuovano la biodiversità e assicurino la sostenibilità a lungo termine delle risorse naturali. Gli agricoltori sono chiamati a bilanciare la produttività con la protezione dell'ecosistema, una sfida che richiede coraggio e innovazione. L'adozione di pratiche agricole sostenibili, come l'agricoltura biologica, la permacultura o l'agroecologia, rappresenta non solo una scelta etica, ma anche un passo avanti verso un futuro più verde e sano.


Parallelamente, chi disegna le politiche di sviluppo rurale ha la responsabilità di supportare gli agricoltori in questo percorso di transizione. È fondamentale creare un ambiente favorevole all'innovazione, fornendo accesso a una formazione innovativa che si basi sui medesimi pricipi, e poi risorse e incentivi che facilitino l'adozione di pratiche che promuovano l’agroecologia. Le politiche di sviluppo rurale devono essere progettate con una visione a lungo termine, considerando l'impatto ambientale, sociale ed economico delle decisioni prese oggi.
Questo 11 novembre è più di una semplice data nel calendario; è un simbolo potente dell'interconnessione tra l'uomo, la terra e la nostra responsabilità collettiva di curarla. È un promemoria che la salute della terra è direttamente collegata alla nostra, e che il rispetto e la cura per l'ambiente sono essenziali per il nostro futuro. 


E allora, Buon Anno a noi e alla Terra Futura, quella che sapremo lasciare ai nostri figli!
È sabato, ci vediamo al “super” mercato, quello vero, quello delle radici, quello della Terra!

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