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Il futuro del cibo si discute a Bologna con Sara Roversi fondatrice di Future Food Insistitute

Il futuro del cibo si discute a Bologna con Sara Roversi fondatrice di Future Food Insistitute
Una storia dal cuore bolognese, che ha saputo conquistare il mondo puntando su sostenibilità e pratiche virtuose per l'alimentazione. Così a C'è +Gusto si parla del modello internazionale per il settore
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Se tutti avessimo consapevolezza dello straordinario potere che ha il cibo di farci scoprire ciò che ci circonda, vivremmo certamente in un mondo diverso”.
Ne è convinta Sara Roversi, bolognese, fondatrice e presidente del Future Food Institute. Un approccio multidisciplinare il suo, frutto di esperienze globali e sogni ai quali ha saputo dare un’organizzazione e una forma.

Se oggi, per esempio, Pollica è considerata un centro nevralgico per l’innovazione alimentare – al pari di Singapore, Tokyo o San Francisco – il merito è anche di Roversi che ha puntato e creduto sulla potenzialità delle aree marginali per ragionare in termini di sviluppo sostenibile e costruire modelli virtuosi e replicabili altrove.
Facciamo un passo indietro, precisamente al 2006, a quando lei e il suo team sono i pionieri e startupper che sviluppano la catena SoSushi aprendo quaranta punti vendita in Italia; qualche anno dopo sono i primi a credere nell’hamburgheria gourmet e a fondare WellDone a Bologna. Innovazione, piacere, ricerca di nuovi format sono per anni i pilastri di una ricerca incessante. Poi, la svolta.

Partecipando a un G20 dedicato al futuro del cibo in qualità di giovane imprenditrice – racconta Roversi – mi sono resa conto dell’impatto che l’alimentazione ha sul piano sociale, ambientale e di geopolitica”. Iniziano così i rapporti ravvicinati con la Silicon Valley e le partnership con Google o Facebook negli anni – era il 2012 – in cui viene coniata per la prima volta la parola “food tech”. Oggi il Future Food Institute compie i primi dieci anni e la sua attività vira insieme all’impegno di Roversi attorno ai temi della gastrodiplomazia, ovvero il considerare il cibo come uno strumento per ragionare sul benessere di una comunità e come leva per l’integrazione.

Ancora, il grande lavoro sugli argomenti della dieta mediterranea come modello olistico per assicurare benessere alle persone e ai territori e dove l’alimentazione fa da perno a questioni come la gestione del suolo, le relazioni, l’economia o l’ambiente. Senza dimenticare l’importanza dell’educazione, con la scelta di fondare campus dedicati alla formazione umana integrale di cittadini consapevoli.

La sua voce è sempre densa di intuizioni e connessioni, il suo impegno per un cambiamento lascia tracce concrete. Sara Roversi sarà presente al festival C’è +Gusto a Bologna in occasione dei talk dal titolo “+ Pop – Tradizione. È questo il futuro del cibo?” (sabato 21 ottobre alle ore 12), e “Ecco perchè c’è +Gusto a Bologna” (domenica 22 ottobre alle ore 10) a Palazzo Re Enzo.
 

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