Consapevolezza tra scarti, accoglienza, risorse, responsabilità, libertà e futuro

Consapevolezza tra scarti, accoglienza, risorse, responsabilità, libertà e futuro
Una settimana intensa per pensare al domani: la giornata del Turismo, quella contro gli sprechi e il compleanno di Future Food Institute
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Si conclude oggi una settimana che ha visto la celebrazione (per noi) di giornate importanti.
La Giornata mondiale del Turismo, la Giornata mondiale della consapevolezza sugli Sprechi e le Perdite alimentari e il compleanno di Future Food Institute, che fu costituito il 30/09/2014.
Entriamo oggi nel nostro decimo anno di vita: la sensazione è quella dei diari nuovi su cui scrivere una storia migliore (mentre tutti siamo intenti a capire dove stiamo andando). È l’inizio di una nuova decade che inesorabilmente ci obbliga ad affrontare urgentemente crisi profonde e iper connesse tra loro; un futuro estremamente complesso, cruciale per il domani dell’umanità. 

Da qualche giorno a questa parte, in ogni mia conversazione e riflessione emerge continuamente la parola “consapevolezza”, che entra in immediata connessione con progetti, idee e pensieri che parlano di scarti, accoglienza, risorse, responsabilità, libertà e futuro.
Parto dagli “scarti” e mi rendo conto che, in un mondo in cui abbondanza e carestia coesistono, ogni cosa sprecata, ogni relazione sprecata, ogni essere umano sprecato, così come ogni cibo sprecato rappresentano non solo una perdita economica e un danno ambientale e sociale, ma anche una mancata opportunità.
E penso al turismo, che è accoglienza, che oggi, a volte inconsapevolmente, diventa quella scintilla, quella vera e propria rivoluzione culturale, capace di innescare un effetto a catena. Perché da lì nascono fenomeni molto concreti: il contrasto allo spopolamento o alla desertificazione sociale dei luoghi; la tutela della biodiversità, con la valorizzazione del patrimonio enogastronomico locale e di ogni risorsa dormiente; la rimessa in coltura delle aree rurali incolte; o la cura dei nostri patrimoni storici. 
Sono tutti elementi che possono aiutarci a valorizzare le risorse dormienti e tramandare le nostre tradizioni, traghettandole verso il futuro.

Oggi, con crescente consapevolezza, con un nuovo mindset, con azioni locali guidate da uno sviluppo ecologico integrale, con il radicamento a radici profonde e con la visione a lungo termine che sta guidando la vera transizione energetica e digitale, dobbiamo attivarci per vivere l’agricoltura, il settore agroalimentare e il turismo come “strumenti guida” per una pianificazione strategica di sviluppo, capace di alimentare relazioni di qualità, prendersi cura dell’ecosistema, onorare la storia e generare prosperità. 
E, infine, penso ai prossimi dieci anni: alle risorse vitali in esaurimento (suolo, acqua, biodiversità) e al fatto che, proprio in occasione della sua Giornata Internazionale, forse è ora di smetterla di raccontarci che il “turismo”, così come il settore enogastronomico, sono “il petrolio dell’Italia”. 
Il “petrolio”, e modelli economici estrattivi e non rigenerativi, ora sappiamo dove ci hanno portato.
La consapevolezza è la chiave per comprendere noi stessi e il mondo che ci circonda. È l’atto di essere presenti nel “qui e ora”; è l’elemento necessario per comprendere ciò che va e ciò che non va, e decidere di cambiare abitudini; decidere di rompere gli schemi, di scegliere, di assumersi la “responsabilità”; decidere di prendersi cura di qualcosa. 
La consapevolezza ci stimola ad elaborare e rispondere anziché reagire agli stimoli esterni, dandoci la libertà di scegliere. Libertà.
La consapevolezza indica il cammino, mentre la libertà di scelta che ci permette di percorrerlo non agendo senza limiti, ma riconoscendo la propria responsabilità in ogni scelta.
In dieci anni di cammino, noi di Future Food Institute abbiamo adottato molti “strumenti guida”, ma sempre verso questo stesso stesso obiettivo, a beneficio di tutti, nessuno escluso, cercando sempre l’autenticità. 
Ripercorro con la mente questi dieci anni. All’inizio ci sentivamo un po’ alieni. La nostra è una storia breve, ma molto intensa, sempre alla scoperta di nuove frontiere: le global mission; le centinaia di sfide-hackathon e i tantissimi progetti di innovazione, del tutto rivoluzionari, nati nei nostri Living Lab; le decine di migliaia di ragazze e ragazzi formati nel mondo e da qualche anno al Paideia Campus a Pollica; il lavoro con le start-up e il sostegno degli innovatori e degli “outlier” che tanto amiamo; le campagne di food diplomacy volte a sostenere politiche nuove e più giuste; le riflessioni letteralmente combattute su “dove sta andando l’innovazione”. Sembra di aver fatto tanto, ma non è assolutamente abbastanza. Perché, è vero, oggi la consapevolezza è migliorata, ma le sfide e l’urgenza sono aumentate.

È anche questo il motivo per cui abbiamo deciso di inaugurare un nuovo capitolo di Future Food Institute, accogliendo nella nostra squadra Simone Schiassi. Dopo tanti anni di crescita professionale e personale all’estero, e la sua straordinaria esperienza di tredici anni in Google come Global Director Strategy and Food Operation, Simone ha deciso di «provare a cambiare il mondo» – lo cito – e costuire il “futuro” insieme a noi. 
Io, noi, non vediamo l’ora. Il “Futuro” - anche nel food - “è di chi lo fa”.

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