Genziana, rabarbaro e bergamotto: Sting incorona l'amaro come aperitivo

Al centro Sting con Riccardo Cotarella e la moglie Trudie Styler, ai lati Lea Gasparoli (sinistra) e Dominga Cotarella (destra)
Al centro Sting con Riccardo Cotarella e la moglie Trudie Styler, ai lati Lea Gasparoli (sinistra) e Dominga Cotarella (destra) 
L'artista e sua moglie Trudie Styler hanno lanciato Amante 1530, firmato da Riccardo Cotarella: "Essenze toscane, alcol, acqua e zucchero: un ricetta semplice dalle sfumature d'oro, nature o in mixology"
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Essenze, quali arancio, cannella, vaniglia, tarassaco, rabarbaro, genziana limone, bergamotto; alcol, acqua e zucchero. È la ricetta dell’amore. Possibile? Sting e sua moglie Trudie Styler garantiscono che è così. E del sentimento che li lega da 31 anni (di matrimonio) hanno fatto un amaro, pensato come aperitivo, a riprova che il gusto del momento conviviale italiano per eccellenza oggi passi proprio attraverso il “bitter”, l’amaro appunto, che sia un vermouth o tradizionale estratto di erbe. A farsene interprete è l’istrionico musicista, vignaiolo insieme con la moglie in Toscana, sulle colline fiorentine, nella storica Tenuta Il Palagio. L’inossidabile coppia (sposata nel 1992 e con quattro figli: Brigitte Michael del 1984, Jake dell' '85, Eliot Paulina del 1990 e Giacomo Luke del 1995) non smette di stupire: è reduce dalla calorosa accoglienza alla Festa del cinema di Roma, per la presentazione del documentario firmato da lei dal titolo “Posso entrare? An Ode to Naples” , dove ode è riferito all’omonima poesia di Percy Bysshe Shelley, poeta romantico, inglese anch’egli, che a Napoli visse per alcuni mesi e ne fu naturalmente incantato.  E martedì sera era al Bulgari Hotel, nel cuore della capitale a presentare un nuovo prodotto, “Amante 1530”, firmato dal numero uno degli enologi, Riccardo Cotarella. Una serata allietata da un intimo concerto per pochi amici apertosi con "Message in the bottle", e caratterizzata dall’amore che ha sparso i suoi cuoricini dall’etichetta dell’amaro fino alle canzoni di Sting e al suo sentimento di feeling assoluto per Roma.

Sting e la moglie Trudie Styler sorseggiano Amante 1530 (@vincenzomigliore)
Sting e la moglie Trudie Styler sorseggiano Amante 1530 (@vincenzomigliore) 

“È  un prodotto innovativo – spiega a ilGusto il presidente di Assoenologi – realizzato con essenze prese in Toscana. Al livello organolettico, ha un colore più vicino all’alba che al tramonto, quindi con sfumature più delicate, meno rosso e più oro, che ricordano il sole che sorge. Al livello olfattivo è molto ricco: dominano vaniglia e genziana, essenze molto personalizzanti”. Un salto nel passato per Cotarella, non nuovo a questo tipo di esperienza: “Questo esperimento deriva da  una mia esperienza fatta negli anni Sessanta con il vermouth insieme col dottor Belmastro: presso la cantina Vaselli, in Umbria, realizzammo un vermouth con 46 essenze: all’epoca non c’era infusi, ti mandavano le erbe cantina, dal rabarbaro alla liquirizia fino alla china. È prodotto accattivante, attraente, che richiama il secondo, il terzo e il quarto sorso. A me piace nature, ma c’è chi lo preferisce come spritz chi con il ghiaccio, è suscettibile di mille modifiche e, a seconda dei gusti, si possono anche aggiungere altri prodotti”. Sting ne è stato entusiasta, e l’ha degustato con ghiaccio. In abbinamento al party, riso, pesce in particolare gamberi fritti e altre specialità.

Amante 1530
Amante 1530 

Uno stile in linea con la tendenza del momento, che vede gli amari in pole position come aperitivi. “Perché no – commenta Cotarella - C’è grande richiesta da parte dei giovani e non solo, e credo che questo lancio sia stata un’iniziativa molto positiva”. Positivamente influenzata dal binomio fra la presenza di una grande personalità del mondo della musica e del vino con Sting, in abbinata all’italian lifestyle di cui l’aperitivo è portabandiera. Ed ecco che una fila di blasonati barman si è subito fatta avanti per costruire il cocktail perfetto, in linea con la nuovelle vague dell’aperitivo a base di amari. Una bandiera italiana che colleziona premi e apprezzamenti a livello internazionale, come è accaduto anche di recente alla Spirtis Selection del Concorso Mondiale di Bruxelles, svoltasi nei giorni scorsi a Treviso.

Da sinistra, Sting, Giordana Angi, Riccardo Cotarella, Trudie Styler, Ana Rosenstein (@VincenzoMigliore)
Da sinistra, Sting, Giordana Angi, Riccardo Cotarella, Trudie Styler, Ana Rosenstein (@VincenzoMigliore) 

È quanto emerso anche durante il festival C'è + Gusto a Bologna, dove agli amari (MZero Sea Amaro, Gagà Amaro Edonista e Amaro Formidabile) è stata dedicata una masterclass, guidata dall'esperto Francesco Fadda, fondatore e curatore nazionale della guida Spirito Autoctono. Una degustazione in cui gli amari hanno evidenziato la propria versatilità anche a tavola con abbinamenti inediti come con cioccolato e Mozzarella di Bufala Campana Dop. “L’amaro è il prodotto naturalmente a bassa gradazione alcolica tipicamente italiano che negli ultimi anni ha avuto la maggior riscoperta da parte dei mercati - dice Fadda - . Rinascita partita dal Regno Unito, che ama questa tipologia di prodotti del nostro Paese, dato il grande consumo anche di Bitter e Vermouth nei bar d’Oltre Manica. Assaggiarli a Bologna è stata una presa di posizione e di orgoglio nei confronti di una bandiera del buon bere che è italiana e identitaria”.

 

 Sting con la sua chitarra
 Sting con la sua chitarra 

Prossima tappa, Venezia

La prossima tappa del lancio sarà in concomitanza con la Venice Cocktail Week, giovedì 26 ottobre, presso l' Arts Bar del St Regis Venezia. Parte del progetto Walter Bolzonella, super past Head Barman dell'Hotel Cipriani di Venezia, che ha creato per Amante 1530, tre "signature cocktails", ispirandosi ai grandi classici - ma interpretati con il suo indiscusso savoir faire - che saranno presentati nelle due serate, in abbinamento ai signature "Roxanne" pensato per l'occasione da Desire Verdecchia, head barman del Bulgari Hotel Roma e "Latin Lover" ideato da Facundo Gallegos, Bar Manager dell'Arts Bardel St Regis Venezia. "L'idea originaria, nasce dalla nostra profonda convinzione che tutti si meritino un Grande Amore, così come un ottimo Cocktail...", ha detto Ana Rosenstein, ceo di Amante 1530 , che già collaborava sui vini della tenuta di Sting & Trudie de "Il Palagio".

Una volta perfezionata la ricetta, la formula finale è stata imbottigliata presso la Distilleria Pallini, una delle più antiche e importanti distillerie di Roma. "Negli ultimi 50 anni abbiamo assistito ad una crescita significativa nella categoria Amaro, ma con poche o nessuna variazione - ha affermato Richard Kirshenbaum, ceo di Nsg/Swat, un'agenzia di "branding-boutique" in Usa - Ciò ha rappresentato un'opportunità unica per creare una svolta innovativa in una nicchia di mercato cosi ancora old style. Dopo anni di prove e tentativi per la giusta ricetta, abbiamo finalmente creato un liquido che si differenzia da ogni altro amaro sul mercato e non può essere duplicato".

L'origine del nome

Italia e Stati Uniti sono i primi mercati di distribuzione di Amante 1530, che viaggia in una confezione che annovera bicchieri vintage appositamente disegnati, dei cerini e un mazzo di carte. Questo nuovo prodotto -dedicato alla Mixology d'Autore -nasce circa due anni fa, durante una cena tra amici: Sting e Trudie Styler hanno dato inizio a questo progetto insieme ad Ana Rosenstein, Richard Kirshenbaum e Barry Rosenstein, mentre erano ospiti nella loro tenuta in toscana de Il Palagio, dove hanno discusso l'idea di creare un Amaro moderno ed innovativo da gustare insieme. Hanno poi coinvolto anche Len Tessler, Stuart Ellman, Sarah Foley, Mark Hauser e Michael Kassan, per completare così il teamfondatore di quello che presto sarebbe stato conosciuto come Amante 1530. L'origine del nome è tutta legata al luogo in cui questo progetto è stato concepito: la Tenuta de "Il Palagio",sulle colline che guardano la Valle dell'Arno. Nella serata uno degli ospiti ha estratto dal mazzo dei "Tarocchi" la carta dell'Amante ;i fondatori hanno letto questo come un curioso segno del destino ed hanno deciso di chiamare così il nuovo progetto che stavano creando. Successivamente,è stato aggiunto 1530, come tributo alla data di fondazione della Tenuta in Toscana. Il debutto arriva in contemporanea sulle due sponde dell' Atlantico, con un lancio internazionale tra New York, Roma, Venezia e Los Angeles.

La Tenuta Il Palagio a Figline Valdarno (Firenze)
La Tenuta Il Palagio a Figline Valdarno (Firenze) 

L'amore per l'Italia e per la Toscana 

Sting e Trudie hanno acquistato  Il Palagio nel 1997: si sono innamorati di questa meravigliosa dimora cinquecentesca circondata da trecentocinquanta ettari di boschi, giardini, oliveti e vigneti sulle colline di Figline Valdarno, con tanto di laghetto, piscina e campi da tennis. La coppia stava cercando da anni un posto speciale dove trasferirsi in Toscana, e, dopo aver visto una serie di proprietà lussuose, è rimasta colpita dal fascino di questa villa un po' retrò piena di storia, immersa nel verde delle irresistibili campagne toscane. Da allora i due non sono più andati via. E dai primi anni Duemila è nato il progetto legato al vino.

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