Uno studio rivela: dieta vegetariana? Dipende dal Dna

Uno studio rivela: dieta vegetariana? Dipende dal Dna
Secondo una ricerca della Northwestern University, alcune persone potrebbero essere geneticamente più adatte per una dieta senza carne rispetto ad altre
2 minuti di lettura

New York - Rinunciare alla carne potrebbe non essere solo una questione di forza di volontà. Ci sono diverse motivazioni dietro la scelta di sposare con rigore e fino in fondo una dieta senza proteine animali, da quelle etiche e religiose ai potenziali benefici per la salute e l’ambiente. Ma essere vegetariani, almeno in parte, potrebbe dipendere dal Dna. A rivelarlo è un nuovo studio della Northwestern University pubblicato sulla rivista Plos One, secondo cui ci sono diversi geni associati alla capacità di una persona di optare per uno stile di vita vegetariano.

“In questo momento possiamo dire che la genetica gioca un ruolo significativo nel vegetarianismo, ossia alcune persone potrebbero essere geneticamente più adatte per una dieta senza carne rispetto ad altre”, spiega Nabeel Yaseen, professore emerito di patologia alla Feinberg School of Medicine della Northwestern University di Chicago e autore principale della ricerca. Anche se rinunciare alle proteine animali è una scelta molto più diffusa che in passato, come dimostra il fenomeno degli ‘Impossible Burger’, gli hamburger fatti con carne ‘finta’ (vegetale), o il diffondersi di iniziative come i ‘Meatless Mondays’, i lunedì senza carne, Yaseen sottolinea che “un’ampia percentuale di coloro che si auto-definiscono vegetariani, in realtà quando rispondono a questionari dettagliati riferiscono di consumare prodotti a base di carne”. Quindi, assicura lo studioso, ci sono molte più persone che vorrebbero essere vegetariane di quante lo siano realmente, e i dati suggeriscono che la genetica è almeno in parte il motivo.

D’altronde i dati della ricerca parlano chiaro: tra il 48% e il 64% delle persone che si identificano come vegetariane dicono di mangiare ancora pesce, pollame e/o carne rossa. Per determinare se la genetica contribuisce alla capacità di optare per un’alimentazione esclusivamente a base di frutta, legumi e verdure, gli esperti hanno utilizzato i dati della Biobanca del Regno Unito per analizzare il Dna di oltre 300.000 persone (tutte bianche per mantenere il campione omogeneo), tra cui circa 5.000 vegetariani rigorosi che non hanno mangiato alcun prodotto animale da almeno un anno, e hanno individuato tre geni fortemente associati al vegetarianismo e altri 31 potenzialmente associati. Con un’analisi approfondita hanno scoperto che i vegetariani hanno maggiori probabilità rispetto ai non vegetariani di avere variazioni di questi geni e la ragione, spiega Yaseen, potrebbe risiedere nel modo in cui persone diverse elaborano i lipidi o i grassi. Molti dei geni che lo studio ha scoperto essere associati al vegetarianismo, infatti, hanno a che fare con il metabolismo dei lipidi. “Noi ipotizziamo che ciò possa riguardare le differenze genetiche nel metabolismo dei lipidi e il modo in cui influisce sulla funzione cerebrale, ma sono necessarie ulteriori ricerche in merito”, prosegue. In sostanza un’ipotesi, pur altamente speculativa, “è che forse nella carne c'è un nutriente lipidico di cui alcuni soggetti hanno bisogno e altri no”.

Secondo José Ordovás, professore di nutrizione e genetica alla Tufts University del Massachusetts, lo studio potrebbe portare a una migliore informazione sanitaria negli anni a venire, ed “evidenzia l'intricata connessione tra i nostri geni e le nostre scelte alimentari, suggerendo che in futuro potremmo avere raccomandazioni dietetiche più personalizzate basate sulle predisposizioni genetiche”. “Questo lavoro fa luce su un’area di ricerca relativamente poco esplorata, la genetica dietro le preferenze alimentari - sottolinea Ordovás, che non ha preso parte al dossier - L’associazione delle varianti genetiche con il vegetarianismo rigoroso a lungo termine suggerisce una base biologica per questa scelta dietetica, al di là delle semplici ragioni culturali, etiche o ambientali”.

Scegli su quale testata vuoi vedere questo contenuto