Sono pochi i golfisti appassionati che organizzano un viaggio senza prima aver prenotato un tee time, orario di partenza dalla buca 1 del campo. Così come chi ha passione per i ristoranti si assicura la prenotazione di un tavolo nel ristorante desiderato, e poi costruisce un itinerario nei dintorni. Non è inusuale che a dominare il pensiero di un viaggio o vacanza siano le passioni. In entrambe i casi si ha un vantaggio, oltre a esaudire un desiderio: i campi da golf si trovano spesso, se non sempre, in luoghi bellissimi e dipingono la natura con il verde del rough, di green e fairway. Altresì i ristoranti più ambiti, anche se non necessariamente stellati o blasonati, si trovano in posti attorno ai quali è possibile soddisfare la sete di conoscenza in cantine e placare la fame di curiosità dai produttori agroalimentari.
Non entra nel novero perché fuori dai confini nazionali, ma non si può omettere la meta che ogni golfista desidera e spera un giorno nella sua vita di poter avverare. A St Andrews, a pochi chilometri da Edimburgo, nel Royal & Ancient Golf Club è tracciato il campo da golf più antico del mondo, l’Old Course . Leggendario per bellezza e difficoltà, non è il solo campo giacché su questo lembo di costa sul Mare del Nord che ospita il circolo storico ci sono sette campi, compreso l’Old Course. Coste spazzate dal vento e architetture medievali, ma pensando alla Scozia è impossibile non immaginare di unire allo sport un viaggio fra le distillerie di whisky o un giro fra i pub scozzesi. Imperdibile per gli appassionati, accanto alla Bruntsfield Links Golfing Society, il Ye Olde Golf Tavern per la sua collezione di memorabilia e la storia che custodisce.
Se questo è il sogno che ogni golfista custodisce nella sacca, insieme a tee, palline e bastoni, anche in Italia è possibile coniugare le due passioni, quella per il green e per l’enogastronomia, trovandole anche nello stesso luogo: la clubhouse di alcuni circoli. Una breve selezione per tappe alla scoperta del piacere di rifocillarsi dopo le diciotto buche, tra cucina e cantine.
1) GRAYA - Golf Club Padova (tre percorsi da nove buche a Galzignano Terme, PD)
Non ancora aperto, ma nel nome della chef promette bene. Dal 6 ottobre il ristorante guidato da Caterina Ceraudo, stella verde Michelin al Dattilo di Strongoli (KR) nell’azienda agricola di famiglia, aprirà le porte ai suoi ospiti. In arbëreshë Graya significa donna, evoca la forza femminile espressa dalla chef e mantiene il collegamento con l’Azienda Ceraudo fondata da Roberto che ha origine nella comunità etno-linguistica italo-albanese. Si troverà al secondo piano della club house, ospitando anche sette camere, e proporrà un menu in linea con lo spirito della chef calabrese: stagionale, territoriale ed ecosostenibile. A seguire la sua impostazione in cucina, gli executive chef Cristian Vuono e Sante Longo.
2) Don Alfonso San Barbato - San Barbato Resort
I golfisti dovranno aspettare la fine del prossimo anno per prenotare il tee time, manca ancora il completamento del campo da golf. Ma ciò che non manca a Lavello (PZ) dove si trova il San Barbato Resort Spa&Golf è il piacere della tavola. Anzi, delle tavole! Ristorante Don Alfondo 1890 curato dalla dovizia ed esperienza della famiglia Iaccarino, Proxima Franco Pepe la pizzeria a firma del famoso pizzaiolo di Caiazzo, cucina giapponese armonizzata con quella italiana nel Sansei Japanese Restaurant con lo chef Nobuya Niimori, Il maestro Iginio Massari per la parte dolce del resort e la Terrazza Bellavista dove unire il panorama alle bollicine del Franciacorta di famiglia Moretti.
3) Verdura Golf Club - Verdura Resort (due percorsi da 18 buche a Sciacca. AG)
Tra la costa mediterranea che lambisce i vasti spazi del resort e il panorama dell’entroterra siciliano, giocare in questi campi permette di mettersi alla prova con il tracciato disegnato da Kyle Phillips fra aranceti e uliveti. Che si venga dalla spiaggia, dal tennis o padel, o dal green le proposte gastronomiche si articolano fra tre ristoranti, due bar e una colazione affacciata sul mare. Director of food è Fulvio Pierangelini, accompagnato dall’head chef Emanuele Riccono e dal sommelier Nando Papa nel ristorante del resort, Zagara. Si aggiungono a questo il Liolà dominato dall’artigianato nelle forme e dai sapori della tradizione siciliani e Amare a sfioro sul mare con cucina del pescato e il bar in cui godere il tramonto all’aperitivo. In Sicilia non può mancare Granita, nome del bar di piatti mediterranei in stile tapas e cocktail.
4) La Trattoria Enrico Bartolini - Tenuta L’Andana (Castiglione della Pescaia GR)
È il paesaggio della Maremma toscana, accarezzato dalla brezza che arriva dal vicino mare, a sfiorare il campo pratica di Tenuta La Badiola. Ben più che area di esercitazione, un vero e proprio luogo dove affinare la tecnica fra buche target, putting e pitching green prima di dirigersi verso i diversi campi toscani. Nella limitrofa L’Andana, lì dove un tempo si trovava il granaio del penultimo Granduca di Toscana, Leopoldo II di Lorena, brilla la stella Michelin su La Trattoria Enrico Bartolini. Una cucina ispirata dalla filosofia ‘contemporary classic’ che attinge ai prodotti coltivati negli orti della Tenuta.
5) Circolo del Golf Acquasanta Roma (18 buche a Roma)
Il più antico golf club in Italia, fondato 120 anni fa, conserva il fascino immortale degli acquedotti dell’Antica Roma e al tee della buca 3 una sorgente di acqua minerale che lega la sua storia alla ninfa Egeria (dalle fontanelle lungo il percorso sgorga acqua minerale, ndr). Diciotto buche disegnate sul panorama della campagna romana, al termine delle quali la club house accoglie nel profumo di gelsomino; atmosfera classica e fuori dal tempo, cucina curata senza orpelli in grado di compiacere soci e loro ospiti. Imperdibile la torta di ricotta e pere.
6) Terme di Saturnia SPA & Golf Resort (18 buche, Loc Follonata, Manciano GR)
Ben più che un resort con campo di golf, questa è una delle destinazioni più ambite dagli amanti del benessere e del golf. Le diciotto buche sono tracciate nella morbidezza della campagna maremmana e accompagnate dallo stupendo complesso in cui le acque termali fanno da fil rouge a tutti i trattamenti. Per i romantici il 1919 Restaurant regala uno scenario incantevole sulle volute di vapore della sorgente termale con una raffinata cucina di pesce, mentre Trattoria La Stellata porta alla scoperta della cucina tradizionale tra salumi di cinta senese, gnudi, ribollita e chianina.
7) Radici Resort - Mirabella Golf Club (nove buche, Mirabella Eclano, AV)
A fare da sfondo alle buche del Golf Club le colline avellinesi puntellate da ulivi e ricamate dai filari delle vigne, un percorso che si inserisce fra i piaceri voluti dalla famiglia nella Mastroberardino Experience. Non solo bastoni da golf e tee time, nella tenuta Mirabella anche percorsi esperienziali e narrazioni enologiche, dalle antiche cantine di Atripalda alle degustazioni. Dallo sport ai piaceri della tavola, tutto confluisce e parte dal Radici Resort, tenuta al centro della zona di produzione del Taurasi DOCG. Ed è a questo territorio fortemente vocato alla viticoltura che il ristorante del resort si ispira con sapori tradizionali del territorio, attingendo a piene mani nelle produzioni locali per le materie prime.
8) La Locanda Cascina Spinola - Golf Colline del Gavi (27 buche, Loc Fara Nuova, Tassarola, AL)
Al termine delle buche o come esperienza degustativa, il golf diventa veicolo di conoscenza del territorio e del suo vino. Questo avviene sulle colline del Gavi, nell’omonimo golf club che accompagna soci e ospiti anche fuori da campo. Li accoglie nella club house con la cucina della cascina che propone il menu del golfista per chi si vuole rifocillare dopo una gara, ma anche piatti alla carta per apprezzare l’avvicendarsi delle stagioni nei sapori della tradizione. Visto il luogo, la carta dei vini spazia nel territorio con le rinomate eccellenze enologiche.
9) Tenuta Lamborghini - (9 buche a Località Soderi, Panicale PG)
Anche se il nome fa pensare al rombo dei motori, a dominare la scena in questo angolo verde di Umbria è il silenzio della campagna agricola e il fluire dello swing sul campo da golf. Acquistata da Ferruccio Lamborghini nel ’60, la tenuta produce vini che da venti anni vedono Enrico Cotarella impegnato nella vinificazione. Nel resort, in cui è possibile anche soggiornare oltre che giocare a golf, è possibile partecipare a degustazioni enologiche e rifocillarsi nel ristorante i cui piatti sono indissolubilmente legati al territorio in chiave moderna, fra tartufo nero, selvaggina e funghi porcini.
10) Golf Club Castelconturbia (27 buche ad Agrate Conturbia, NO)
Nel 1898 il Couturbier Golf era il solo campo da golf in Piemonte. Fra alterne vicende ha attraversato la storia, fino alla rifondazione nel 1984 con il nuovo nome. A poca distanza dal lago Maggiore, il Golf Hotel che affaccia sul campo è base ottimale per escursioni sul territorio, fra cantine, storia e natura, per chi non subisce il fascino del green. Nel ristorante del golf club è la cucina regionale a fare da padrona, accompagnata dai vini del territorio che trovano posto in una fornita cantina.
11) Bistrò del Golf - Franciacorta Golf Club (27 buche, Corte Franca BS)
Brut, Satèn e Rosè. Facile così pensare ai vini della Franciacorta, ma solo i golfisti più appassionati sapranno riconoscere in questi nomi i percorsi del Golf Club che del territorio vitivinicolo porta il nome. Un’oasi verde tra i vigneti e i boschi di Borgonato che vede la sua nascita nel 1927 grazie al barone Edoardo Pizzini Piomarta, poi tornato in auge nel 1984 grazie a Vittorio Moretti che fondo l’attuale club. Non poteva quindi mancare un’enoteca ricca e assortita nel Bistrò, con le etichette delle cantine partner e la possibilità di organizzare visite nelle cantine franciacortine. Nel Bistrò piatti semplici e gustosi, ingredienti del territorio ed eventi dedicati alla degustazione dei vini.