La gran festa delle trattorie: una cena e un pranzo per raccontare storie e territori

La gran festa delle trattorie: una cena e un pranzo per raccontare storie e territori
A Olevano Romano, presso l'Osteria Sora Maria e Arcangelo, appuntamento con alcune delle migliori realtà italiane, riunite nell'associazione che quest'anno festeggia il ventennale
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Capita due volte per ogni giro di calendario, giornate evento per festeggiare le "Premiate Trattorie Italiane" durante le quali i territori di origine e approvvigionamento di ciascuna si raccontano nei piatti, nel bicchiere e nella storia stessa delle trattorie. Si svolgeranno a Olevano Romano, lunedì 9 a cena e martedì 10 ottobre a pranzo gli appuntamenti da Sora Maria e Arcangelo, in concomitanza con le altre due giornate autunnali organizzate da Cibus a Ceglie Messapica (BR). Nel Lazio il padrone di casa, ospite e cuoco dell'Osteria Sora Maria e Arcangelo, Giovanni Milana aprirà le porte di casa, e della cucina, per le due giornate ai sapori del Caffè La Crepa di Isola Dovarese (CR), Il Capanno a Torrecola, vicino Spoleto, (PG), Lo Stuzzichino a Sant’Agata sui due Golfi (NA) e Trattoria del Cimino da Colombo dal 1895 a Caprarola (VT). Fra i tavoli e le sale che dal borgo medievale sul monte Celeste guardano i vigneti del Cesanese, ognuna delle trattorie ospitate porterà un pezzo della sua storia, della cucina e dei sapori che connotano il proprio territorio, nonché di approvvigionamento di ingredienti e origine delle ricette. Un viaggio nei piatti e nei bicchieri composto da tappe fatte di piatti abbinati ciascuno a un vino del territorio di provenienza. “Negli anni precedenti organizzavamo un evento unico, tutti insieme. Essendo diventati venti associati, da questo anno abbiamo programmato due date” specifica Giovanni Milana, una a luglio e una a ottobre.

"Un gruppo di trattorie premiate dal tempo, dagli anni e dalla clientela" è la definizione nella quale si riconoscono i soci e l’idea da cui sono partiti Federico Malinverno del Caffè La Crepa, Sergio Circella de La Brinca, Alberto Bettini di Amerigo e Avgustin Devetak della Locanda che porta il cognome della sua famiglia, quando venti anni fa, nel 2003, hanno fondato l’associazione Premiate Trattorie Italiane. Nel nome la sintesi di quello che fanno, e sono stati per generazioni, nelle intenzioni (non tradite) la promozione del territorio a cui ciascuno appartiene e la salvaguardia delle antiche tradizioni. Così selezionate per storicità e aderenza ai questi cardini, le venti trattorie sparse in tutta Italia compongono "un panorama variegato di cucine unite dalla voglia di perseguire un fine comune - si legge nel manifesto dell’associazione - Salvare la tradizione, innovandola e proiettandola nel futuro. Un giro d’Italia di tavola in tavola, di cucina in cucina, di uso in costume".

“Per me, per Sora Maria e Arcangelo, far parte di questa associazione rappresenta un onore - ci tiene a sottolineare Milana - Ci hanno cercati loro, ed essere stati selezionati a entrare a far parte del gruppo è un prestigio. Bisogna essere un locale storico da almeno di un paio di generazione, usare le tovaglie a tavola e, principalmente, fare cucina di territorio, ognuno il suo. Proseguire la ricerca delle materie prime del territorio - dando loro vita e vigore nelle ricette che rispecchino la tradizione culinaria locale e l’identità del locale - e proporre piatti storici del proprio ristorante”. In queste giornate il menu è un mosaico che descrive e racchiude l’Italia delle Premiate Trattorie Italiane. Negli appuntamenti laziali del 9 e 10 ottobre, per volontà di Milana, i momenti a tavola sono preceduti da un aperitivo focalizzato sul Cesanese, vino e vitigno autoctono, e fornitori di Soria Maria e Arcangelo.

 

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