Immagina di avere una radio sintonizzata su una frequenza sbagliata, come quando passi da Fm ad Am. Quelle interferenze che disturbano il nostro ascolto sono condizionamenti, limiti, paure, storie che ci hanno raccontato, a cui abbiamo creduto, che abbiamo fatto nostre. Che ci hanno portato a seguire percorsi che in realtà ci fanno male. L’idea è spegnere quell’interferenza che ci fa sbattere nella vita, e sintonizzarci sulla nostra”. Essere disruptive, rompere gli schemi. In tre parole, vivere con gusto, ciascuno con il proprio. A partire dalla qualità del cibo, dalla passione in cucina, dal lavoro di ricerca degli chef. Perché “il gusto sta nella capacità di capire il proprio potenziale e intraprendere la propria direzione. Anche a tavola. Il cibo ci dice come ci sentiamo, è una cosa onesta e sincera”. E se lo dice Dario Silvestri, c’è da fidarsi. Il suo libro Il cervello milionario, uscito il 5 maggio scorso (edizioni Hoepli) in due mesi è già un best seller. Il mental coach, consigliere di campioni e star tra cui Giorgio Chiellini, nonché collaboratore de IlGusto con la rubrica “The business traveler”, ha vissuto sulla sua pelle la svolta. Sa che vuol dire prendere in mano la propria vita e realizzare i sogni. Grazie alla sua determinazione, è diventato uno specialista della performance, oltre che uno scrittore di successo. Come ha fatto? “Abbiamo bisogno di capire quale sia il nostro potenziale per poi trovare la chiave per aprire il cervello milionario, che è metafora di quell’area di noi stessi, di quel potenziale a cui riusciamo ad accedere solo quando abbandoniamo le interferenze”.
Qual è l’approccio giusto per accedere al cervello milionario?
“Ci hanno insegnato che sia sufficiente imitare chi ha avuto un grande successo, persone gloriose… E ci dicono che con la forza pensiero si può diventare ricchi, io ci penso e questo o quello succede. Ma non basta! Le persone che ce l’hanno fatta hanno carisma e capacità fuori dal comune, hanno superato le sfide con una determinazione feroce. Noi proviamo a fare lo stesso, ma poi le cose non cambiano… Ma immagina di avere un’area nella mente in cui c’è del potenziale inespresso: quando ci accedi, nel momento in cui proponi qualcosa a te stesso, invece di vedere gli ostacoli e sentire la paura, percepisci la possibilità di riuscirci. Questo è il cervello milionario”.
Da dove e come si comincia?
“La prima cosa è premere il tasto ‘on’, senza indugi, perché aspettare è un cedere alle paure… Dobbiamo liberarci dai condizionamenti, è difficile lo so, per questo nasce il mio libro, per fornire gli strumenti per fare il salto. Uno dei concetti poco nominati nella vita è quello di coraggio, forza. Ci dicono ‘pensa positivo…’. Poi inevitabilmente qualcosa di negativo ci passa per la testa e ci fa sentire come prima. Abbiamo bisogno allora di qualcosa di diverso, di coraggio, di forza, dobbiamo vincere l’inerzia iniziale. E metterci in movimento”.
Domanda critica: quanto tempo ci vuole per svoltare?
“Inizio con il dire quando bisogna iniziare: ora. Liberarsi delle scuse è l’inizio. Se continuiamo a rimandare, non c’è alcuna possibilità di farcela. Noi vorremmo partire quando è tutto pronto. Ma non c’è un momento giusto. Quando poi la strada è avviata, come ho potuto notare nella mia storia e in quella degli altri, ci vogliono almeno 30 giorni per raggiungere il primo vero obiettivo. Nelle prime 12 settimane si possono vedere cambiamenti concreti e raggiungere obiettivi consolidati. Poi in un anno i cambiamenti arrivano a essere irreversibili. E dopo due anni, le persone non sono riconoscibili: loro stesse non ricordano neanche di esser state bloccate, in stallo”.
Quali sono gli obiettivi che la gente si pone di più?
“Quelli finanziari, e il libro nasce proprio per dare il kickstarter per generare ricchezza ed abbondanza. Ma ciò è possibile solo se sblocchi certi circuiti per arrivare al potenziale: se continuiamo a perpetuare il passato, ci facciamo solo un danno e il futuro si presenta pesante. I risultati di profilo finanziario quasi sempre passano per famiglia, relazioni, coppia. Oggi, infatti, tutti sono consapevoli che non c’è disconnessione fra evoluzione personale e ricchezza. Nel libro, nella prima parte si parla dei paradigmi negativi da superare. Nella seconda vengono ribaltate le leve della negatività; nella terza si dipana un percorso, proposto dall’autore, che porterà a vivere uno scossone”.
Qual è la vera ricchezza?
“Per la ricchezza, così come per il successo, vale il corollario per cui è ciò che noi riteniamo essere tale. Ma solo se ci liberiamo dalle catene dei condizionamenti del passato”.
Il cibo può contribuire a sciogliere quelle catene?
“Assolutamente. E, come nella vita, dobbiamo liberarci di quello che ci hanno raccontato di sbagliato del cibo, trovare un nuovo gusto del successo, che ci viene a prendere. Significa che mi riprendo la capacità di gusto e assaporo quello che mi piace. Prima mangiavamo qualcosa che ci facevamo piacere per forza, ma che in realtà ci stava sullo stomaco, ora scegliamo noi”.
La tavola aiuta a stare meglio?
“Questo è il tema del mio prossimo libro, in cui tutto sarà visto in chiave salute: dalla longevity al biohacking (riprogrammare mente e corpo), con il cibo protagonista assoluto”.